A Urgnano rinnovata al ribasso la concessione dell’area in cui è sita l’antenna 5G: la società “Inwit” verserà 95mila euro meno del previsto. Lega e Fratelli d’Italia contrari alla decisione della maggioranza di accettare la proposta ma il sindaco Marco Gastoldi replica: “Ricordiamoci la storia di questa infrastruttura”.
La proposta di “Inwit”
Nell’ultimo Consiglio comunale la questione è emersa accendendo un vivace dibattito.
“Abbiamo ricevuto una proposta dalla società Infrastrutture wireless italiane (Inwit) per la concessione di 25 anni dell’area dove è allocata l’antenna, all’interno del centro di raccolta comunale – ha esordito il primo cittadino – A seguito della richiesta di rivalutazione da parte dell’Amministrazione comunale c’è stato un confronto e la società ha presentato un’ulteriore offerta per un importo di 55mila euro. In caso di mancato riscontro l’alternativa prospettata è l’applicazione del canone unico patrimoniale, in base alla legge nazionale. A questo punto abbiamo fatto una valutazione e abbiamo ritenuto che sia superiore ad altre relative a concessioni già in essere”.
Per cui l’Amministrazione ha accettato.
Le obiezioni della lista Lega-Fratelli d’Italia
Una scelta che non ha trovato per nulla d’accordo il capogruppo di Lega-Fratelli d’Italia Simone Bonfadini che, facendo quattro conti, ha stimato la perdita per le casse comunali in circa 100mila euro.
“Attualmente il canone si attesta sui seimila euro l’anno quindi, moltiplicandolo per 25 anni, l’incasso previsto è di 150mila euro – ha obiettato – Inwit ha proposto prima 52mila euro, poi ha rilanciato a 55mila, che vuol dire 95mila euro meno… a fronte di quella che non voglio definire minaccia da parte della società, ma una ‘considerazione’ di applicare il canone unico patrimoniale, faccio notare che la questione non è del tutto chiara”.
E ha citato alcuni casi finiti in Tribunale, accusando la maggioranza di non avere coraggio.
“Qui per timore si accetta un compromesso al ribasso – ha osservato – altri enti hanno invece deciso di provare ad arrivare fino in fondo e hanno vinto, mantenendo il canone in vigore. Puntate a incassare quel che offrono subito piuttosto che provare a difendere il diritto di portare a casa il triplo nel medio/lungo periodo. Una scelta politica che non condividiamo e voteremo contro. In ogni caso si poteva almeno tentare di ottenere di più”.
La replica del sindaco
Il primo cittadino tuttavia ha fatto notare come l’antenna è stata da subito una questione spinosa per il Comune.
“Ricordate la storia di questa antenna? – ha chiesto enfatizzando la domanda – era quella famosa che doveva essere installata a Basella, vicino al centro urbano, mediante accordo privato”.
E che aveva sollevato la protesta dei residenti.
“All’epoca avevamo intavolato una trattativa, non per interesse comunale né per business, i seimila euro di canone allora non interessavano all’Amministrazione – ha fatto notare – la scelta politica fatta, e ne siamo orgogliosi, è stata quella di concedere un’area che non ci interessava rendere fruttifera per risolvere il problema a Basella. L’unico modo per farlo era la stipula di un contratto di locazione, 6+6. Non si parlava di concessione allora”.
Poi ha chiarito le ragioni della scelta.
“Quanto manca al termine del contratto? Otto anni – ha osservato – Il Comune se accetta la proposta porta a casa 48mila euro e l’antenna resta dov’è, vogliamo evitare prese di posizione dell’azienda che, com’è nel suo suo diritto può recedere e sondare altre opportunità sempre a Basella. Inoltre capitalizzare subito la cifra ha un valore diverso e in Tribunale qualche Comune ha vinto ma altri hanno perso e fino a sentenza c’è il rischio di prendere solo 800 euro l’anno, quindi 20mila euro invece di 55mila. Sul piatto della bilancia abbiamo pesato i diversi fattori”.
Il capogruppo di “Rinnoviamo Urgnano e Basella” Giacomo Passera si è astenuto, assente la capogruppo di “Volto Civico” Maria Rosaria Zammataro.