Infrastrutture

Data center, Ciserano chiede ad Arcene un passo indietro: “E’ mancata la condivisione”

I termini per presentare le osservazioni sono scaduti ieri, mercoledì 30 settembre 2026 e il Comune di Ciserano è tornato all’attacco chiedendo l’annullamento in autotutela della procedura

Data center, Ciserano chiede ad Arcene un passo indietro: “E’ mancata la condivisione”

Ciserano torna a chiedere ad Arcene di fare un passo indietro. Il tema centrale è ancora la realizzazione di un data center lungo la Provinciale 144, ad Arcene, in un’area oggi a destinazione agricola, del Plis della Gera d’Adda situata a ovest della stazione ferroviaria. Per realizzarla la “Roncello Capital”, una delle società facenti capo al Gruppo Vitali ha depositato, ad agosto, il “Green Architect – Rural Hub”, il progetto dell’infrastruttura per la quale l’Amministrazione Ravanelli ha portato in adozione un piano attuativo in variante, aprendo l’iter di Vas (Valutazione ambientale strategica).

Ciserano chiede di ritirare il progetto

I termini per presentare le osservazioni sono scaduti ieri, mercoledì 30 settembre 2026 e il Comune di Ciserano è tornato all’attacco chiedendo l’annullamento in autotutela della procedura.

“Certamente i data center servono ed è anche incontestabile che vengano realizzati nel prossimo futuro – ha commentato la sindaca di Ciserano CaterinaVitali – Le modalità con cui atterranno nei nostri territori, già pesantemente urbanizzati, però, vanno gestite e non subite. Utilizzare suolo a destinazione agricola come in questo caso è nettamente diverso rispetto a intervenire su aree dismesse o già a destinazione produttiva”.

Ignorate le disposizioni regionali e nazionali

Il riferimento è alle linee guida regionali e nazionali che non si limitano a disciplinare il procedimento autorizzativo dei data center, ma danno indicazioni precise per minimizzare gli impatti territoriali, energetici e paesaggistici di questi insediamenti e a orientarne la localizzazione verso i siti meno sensibili.
Indirizzi da cui il progetto di Arcene si discosta in diversi passaggi a partire dalla mancata convocazione della Conferenza consultiva di concertazione sovraccomunale.

“Per noi questo è un punto chiave della legge regionale, completamente disatteso”, ha aggiunto Vitali che ha anche rimarcato come non solo sia stato ignorato il criterio di priorità insediativa su aree dismesse o degradate, ma non sia stata fatta nemmeno un’analisi comparativa delle alternative, oltre all’assenza di forme perequazione territoriale intercomunale.
Tra le osservazioni, il Comune di Ciserano, ha voluto ribadire come per l’intervento previsto ad Arcene venga avanzata “la pretesta di sfruttare un territorio a destinazione agricola classificandola come intervento di interesse pubblico e di rilevanza sovraccomunale quando in realtà l’opera si configura come intervento di iniziativa privata e privo di pianificazione territoriale pregressa sia essa sovraccomunale, provinciale o regionale”.

Vitali: “Si rischia un pericoloso precedente”

“A di là dell’intervento in esame sul territorio di Arcene, che ci coinvolge in prima fila in quanto in area posta al confine col territorio di Ciserano, questo tentativo di bypassare le norme di rispetto delle limitazioni sul consumo di suolo può essere un precedente rischioso, per l’intero territorio provinciale e regionale, di ingovernabilità di iniziative private senza adeguata programmazione da parte del territorio – ha sottolineato Vitali – Abbiamo agito solo ed esclusivamente nell’interesse del nostro territorio”.

A ciò si aggiunge una preoccupante carenza di dati per una valutazione compiuta sugli impatti su rumore, risorse idriche, raffreddamento, impatto sulla viabilità, aspetti paesistici e paesaggistici, reti ecologiche.