Ennesima truffa telefonica, questa volta ai danni di un 86enne di Urgnano, orchestrata da un finto carabiniere che lo ha derubato di tutti i monili d’oro della moglie.
La fantomatica rapina in una gioielleria Treviglio
Era il 14 settembre quando un malvivente ha preso di mira via Di Vittorio, dove vive l’86enne che è finito nella sua rete. Una truffa ben congegnata, simile a quella accaduta tempo fa a Masano, dove a essere derubata era stata una coppia di anziani. Anche allora era arrivata una telefonata da parte di un sedicente carabiniere, che aveva raccontato alla vittima di una rapina in gioielleria di Bergamo.
“Nostro padre, che in quel momento era solo in casa, ha ricevuto una chiamata da quello che poi si è rivelato un falso carabiniere – ha spiegato uno dei figli dell’86enne – questo individuo gli ha spiegato che a Treviglio si era verificata una rapina e che mio fratello avrebbe potuto essere arrestato perché sul posto era stata notata la sua auto: era in possesso dei suoi dati e, per convincere papà, ha elencato anche i numeri della targa. Poi gli ha detto che per dimostrare che lui non c’entrava nulla era necessario controllare i gioielli che aveva in casa, così da poter escludere che fossero provento della rapina”.
Evidentemente l’anziano è stato assalito dall’ansia, dal panico, e ha fatto tutto quello che lo spietato malvivente gli ha chiesto di fare.
Il finto carabiniere che passa a controllare i gioielli
Una truffa che è durata almeno mezz’ora. Il falso militare si è presentato a prendere il sacchetto con i gioielli da portare in stazione per compararli con le foto di quelli rubati.
“Si è poi presentato alla porta e ha chiesto a mio padre di vedere i gioielli per effettuare il controllo – ha concluso il figlio della vittima – lui li ha raccolti tutti, erano quelli di mia madre, di valore quindi anche affettivo, e glieli ha consegnati e lui se n’è andato. E’ stato un duro colpo quando ha scoperto che ra stato truffato… E’ molto amareggiato”.
“Quel che è certo è che i monili avevano un grande valore economico – ha aggiunto il fratello – pensare che il truffatore ha chiesto a mio padre di pesarli prima di consegnarglieli: 150g d’oro, vale a dire almeno 12mila euro di bottino. Quando siamo andati a sporgere denuncia alla caserma dei carabinieri cittadina abbiamo incontrato una coppia che aveva subito la stessa truffa, ed era stata spinta a recarsi fino a Bergamo”.