Festa patronale a Fara

Filotto-Assanelli, botta e risposta dopo il “caso” dei fuochi di Sant’Alessandro

La sanzione giunta al sindaco per i fuochi artificiali della sagra di Sant'Alessandro ha scatenato il dibattito con "Nuova Proposta".

Filotto-Assanelli, botta e risposta dopo il “caso” dei fuochi di Sant’Alessandro
Il sindaco di Fara Raffaele Assanelli multato per i fuochi d’artificio durante la patronale di Sant’Alessandro, “Nuova Proposta” puntualizza sulle segnalazioni e chiede trasparenza sulla vicenda.

Le irregolarità sui fuochi segnalate da Filotto

Dopo il primo annuncio, da parte del sindaco, di una sanzione a suo carico per irregolarità nello sparo dei fuochi artificiali lungo l’Adda, durante la festa del paese di fine agosto, il capogruppo di minoranza Gianni Filotto ha tenuto a mettere le cose in chiaro puntualizzando il proprio ruolo nella vicenda e i dettagli inizialmente omessi dalla prima ricostruzione dell’accaduto.
Il capogruppo di “Nuova Proposta” Gianni Maria Filotto.
“Quanto emerso nei giorni scorsi è carente di molti particolari utili – ha esordito attraverso il proprio blog “Cronache di Fara” – In primis, il sindaco ha richiesto a luglio l’obbligatorio “nulla osta” al parco Adda Nord, indicando la collocazione dell’area di sparo in un punto che già si sapeva essere inutilizzabile, in quanto da decenni destinato allo stazionamento delle giostre. Il che già rendeva l’autorizzazione da parte del Parco molto discutibile, se non giuridicamente invalida, in quanto era evidente che l’attività pirotecnica sarebbe avvenuta in un’area tutelata dalla legge forestale lombarda». Come se non bastasse, a ciò si sono aggiunte la mancata richiesta della presenza dei Vigili del fuoco, e la mancata predisposizione di un piano d’emergenza ad hoc. «In ultimo, si segnala come la licenza del Testo unico di pubblica sicurezza risultasse alla firma del responsabile di Polizia locale anziché del sindaco, come sarebbe invece previsto dalla legge”.

Le segnalazioni prima e dopo lo spettacolo pirotecnico

Irregolarità che Filotto spiega di aver segnalato all’Amministrazione attraverso due Pec datate rispettivamente il 26 e il 30 agosto scorsi, che vedevano in copia tra gli altri anche i carabinieri forestali e la Prefettura. Nella prima, il consigliere chiedeva un’urgente verifica della conformità procedurale e amministrativa relativa allo spettacolo pirotecnico nel territorio del parco, lungo l’argine del fiume e a ridosso di zone boschive.
“Un evento per cui non risultano rispettate le prescrizioni dettate dal nulla osta del Parco, essendo il punto di sparo all’interno del raggio di 100 m dal bosco, con ricaduta delle scorie nelle acque del fiume e direttrici di sparo in direzione del parco e del fiume, in quanto le altre direttrici interesserebbero zone abitate o frequentate. Considerando poi che non risulta richiesto il presidio dei Vigili del fuoco, non risulta predisposto il piano di sicurezza specifico per l’evento e la licenza è firmata dal responsabile di Polizia locale anziché dal sindaco, invito a verificare eventuali difformità e mancanze nell’adempimento delle prescrizioni relative all’evento, e chiedo provvedimenti cautelativi qualora i controlli dovessero evidenziare carenze nei requisiti di sicurezza o nelle licenze”.
Una posizione in qualche modo ribadita nella Pec del 30 agosto, dopo lo spettacolo, in cui Filotto ha preso atto della presenza durante lo sparo di volontari della Protezione civile (ma non dei Vigili del fuoco), e dell’effettiva sottoscrizione della licenza da parte del sindaco a seguito della segnalazione di pochi giorni prima. “Ciò nonostante, la zona di sparo risultava essere ben diversa da quella indicata nei documenti. Gli spari sono partiti dall’interno o negli immediati pressi dell’area boschiva, e lungo il fiume sono stati individuati residui pirici e scorie rimaste al suolo” ha evidenziato il consigliere, che si è domandato se alla luce dello spostamento avvenuto il nulla osta del Parco fosse da considerarsi o meno ancora valido, e che ha segnalato il mancato rispetto della distanza di 100 m dall’area boschiva. Segnalazioni e richieste che Filotto ritiene fossero e siano ben fondate e giustificate, come denotato dalla sanzione ricevuta dal sindaco Assanelli: “Mentre lui afferma che questi fatti non hanno bisogno di commenti, io penso invece che quanto accaduto dimostri come tutte le attività di amministrazione debbano rispettare la legge e le regole, e la “cosa pubblica” vada gestita con competenza e prudenza, senza personalismi o approssimazione”, ha concluso Filotto.

La replica del sindaco: “Si fa così da trent’anni, accanimento pretestuoso”

Alle dichiarazioni del capogruppo di minoranza, lunedì, è pervenuta la replica scritta da parte del primo cittadino Assanelli.
Raffaele Assanelli, sindaco di Fara Gera d’Adda.
“La sanzione ricevuta denota l’irregolarità nell’esecuzione dello spettacolo, in particolare relativamente al punto di sparo, che è il motivo della sanzione comminata alla persona del sindaco – ha scritto infatti Assanelli nella sua risposta – Solo, si sottolinea che il punto di sparo è il medesimo da almeno 30 anni, e a nessun sindaco prima di me sono giunte caterve di osservazioni simili, chiara indicazione, a parere mio, di accanimento pretestuoso. In secondo luogo, si evidenzia che la cartografia inviata al parco è la stessa da anni, e l’inesattezza nell’indicazione è un puro errore formale dovuto a fattori di scala topografica. La sicurezza durante lo spettacolo, invece, è stata garantita di concerto con gli organi comunali, la Protezione civile, predisposta e attrezzata e presente anche con mezzo antincendio, cosa mai successa in passato ma quest’anno da me richiesta in via precauzionale, data la situazione di residua siccità” ha concluso Assanelli, che ha inviato la propria replica in copia anche alla Prefettura di Bergamo.