Una serata per celebrare chi, con il proprio impegno, contribuisce a costruire la comunità. Domani, sabato 19 settembre, a Rivolta, il riconoscimento del “Rivoltano dell’Anno” sarà accompagnato dalla musica del Coro Alpa Città di Caravaggio, formazione nata nel 1984 e da oltre quarant’anni impegnata nella valorizzazione del canto popolare e della memoria collettiva.
Una serata per dire grazie a chi fa comunità
Ci sono persone e realtà che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono a dare volto e anima a una comunità. È proprio a questo valore che guarda la premiazione del “Rivoltano dell’Anno”, in programma domani, sabato 19 settembre: un momento per fermarsi, riconoscere l’impegno e raccontare quelle storie che meritano di essere condivise.
E sarà una serata nel segno della cultura e della memoria, perché a fare da cornice all’evento ci sarà il Coro Alpa Città di Caravaggio, una formazione che ha fatto del canto popolare molto più di una semplice espressione musicale. Nato nel 1984 dall’iniziativa spontanea di un gruppo di amici accomunati dalla passione per i canti di montagna e per la tradizione popolare italiana, il coro ha costruito negli anni un percorso ricco di concerti, festival e importanti rassegne corali.
Quando la musica diventa memoria
Il programma proposto dal Coro Alpa accompagnerà il pubblico in un vero e proprio viaggio attraverso alcune delle espressioni più significative della tradizione corale popolare. La montagna, evocata come luogo di bellezza e spiritualità, lascerà spazio ai canti della Grande Guerra, ai temi della lontananza, del dolore e della speranza, fino al ritorno alla dimensione più intima e quotidiana del canto.
In scaletta troveranno spazio brani come “L’orghen de Perzen”, “Le Dolomiti”, “Ave Maria”, “Sui monti Scarpazi” e “Amici miei” nella prima parte. La seconda parte proseguirà con “Senti cara Ninetta”, “Fratello sole, sorella luna”, “E col cifolo del vapore”, “Il preat” e “Il testamento del capitano”. Un repertorio capace di attraversare epoche e sentimenti diversi, mantenendo al centro quella dimensione di condivisione che appartiene da sempre al canto corale.
Quarant’anni di storia, una voce ancora viva
Quella del Coro Alpa è una storia fatta di musica, ma anche di impegno culturale. Nel 2009 il Comune di Caravaggio gli ha conferito il “Premio Città di Caravaggio”, riconoscendone il valore culturale e il contributo alla salvaguardia e alla diffusione del patrimonio della tradizione popolare. Negli anni la formazione ha inoltre partecipato a numerose rassegne corali, festival internazionali, trasmissioni televisive e concorsi, superando il traguardo dei 600 concerti in Italia e all’estero.
Alla guida del coro c’è Matteo Cantini, che raccoglie oggi un’eredità costruita nel tempo e portata avanti con l’obiettivo di mantenere vivo il patrimonio del canto popolare, capace di unire generazioni e custodire storie, valori e identità condivise.
Ed è forse proprio questo il filo conduttore più suggestivo della serata di domani: premiare una persona significa celebrare una storia, mentre ascoltare un canto significa ricordare una comunità. Tra riconoscimenti ed emozioni, il “Rivoltano dell’Anno” si prepara così a diventare non soltanto una premiazione, ma un momento collettivo in cui sentirsi parte di qualcosa.