Cronaca

Romano, il M.A.C.S. compie vent’anni e guarda al futuro

Dal 2006 il Museo d’Arte e Cultura Sacra è diventato un punto di riferimento per Romano e per il territorio: 90mila visitatori e 130 mostre organizzate

Romano, il M.A.C.S. compie vent’anni e guarda al futuro

Sabato 12 settembre 2026 a Romano al via le celebrazioni per il ventesimo anniversario, con concerti, iniziative inclusive e una giornata dedicata alla ceramica Raku

Vent’anni di storia e di cultura

Vent’anni non sono soltanto una ricorrenza da celebrare, ma il racconto di un percorso costruito nel tempo attraverso arte, memoria e capacità di guardare al futuro. Il Museo d’Arte e Cultura Sacra (M.A.C.S.) di Romano si prepara a festeggiare il ventesimo anniversario della fondazione, avvenuta il 14 settembre 2006, forte di un bilancio che racconta il ruolo sempre più centrale assunto dall’istituzione nella vita culturale della comunità. In due decenni il museo non è stato soltanto custode di un patrimonio artistico e storico di grande valore, ma è diventato un luogo capace di dialogare con il territorio e di coinvolgere pubblici differenti. Sono circa 90mila i visitatori che hanno varcato le sue porte, mentre sono ben 130 le mostre temporanee organizzate nel corso degli anni. Un’attività intensa, sostenuta anche dalla collaborazione con la Fondazione Credito Bergamasco, partner che ha contribuito ad ampliare la proposta e a raggiungere un pubblico sempre più vasto.

“Con il M.A.C.S. – ha detto Angelo Piazzoli, Presidente della Fondazione Credito Bergamasco – abbiamo intessuto, fin dalla sua costituzione, uno stretto legame fondato su sintonia culturale, iniziative condivise, aperta e dialogante cooperazione”.

Una biblioteca per la comunità

Accanto alle sale espositive c’è un altro patrimonio prezioso: la biblioteca parrocchiale annessa al museo, diventata negli anni un riferimento per studenti, ricercatori, tesisti e appassionati. Sono 61.505 i volumi custoditi, tra cui un prezioso incunabulo e numerose cinquecentine. Un patrimonio che oggi può essere consultato anche online, rendendo la conoscenza più accessibile e rafforzando la vocazione del M.A.C.S. come luogo di studio e approfondimento. L’anniversario diventa così anche l’occasione per interrogarsi sul futuro. Il programma scelto dalla direzione ruota attorno al motto «Continua il Laudato si’. M.A.C.S.: 20 di bellezza e di arte» e individua alcune direttrici precise: una cultura sempre più accessibile, la valorizzazione delle ricchezze artistiche locali, il coinvolgimento delle nuove generazioni e una maggiore attenzione alle persone con disabilità.

“Riteniamo che questa celebrazione non sia soltanto un traguardo, ma una straordinaria opportunità per rendere la bellezza e l’arte elementi sempre più accessibili e condivisi – spiegano congiuntamente il presidente Monsignor Paolo Giuseppe Rossi e il direttore Monsignor Tarcisio Tironi –. Il nostro obiettivo è rafforzare l’antico legame tra il museo e la comunità, offrendo nuovi stimoli culturali che favoriscano la crescita sociale e lo sviluppo dell’intero territorio”.

Musica, inclusione e ceramica

Le celebrazioni entreranno nel vivo sabato 12 settembre alle 16.30 nella Basilica di San Defendente, con «Le 4 stagioni e la Follia» di Antonio Vivaldi, eseguite dall’Ensemble Locatelli e offerte dalla Fondazione Credito Bergamasco. Alle 17.45, sul sagrato, spazio invece a un «Aperitivo» offerto dai Ragazzi della Cooperativa Sociale Itaca, nel segno dell’inclusione. Domenica 13 settembre alle 20.45, sul sagrato della Chiesa parrocchiale, sarà la volta degli Spiritual e del Gospel con i S. Antonio David’s Singers, formazione composta da 60 coristi e 6 musicisti. Infine, sabato 19 settembre, dalle 11 alle 18, portico e cortile del M.A.C.S. diventeranno un laboratorio dedicato alla ceramica Raku. Sotto la guida dell’artista Carlo Previtali e con Rota Ceramiche Lovere, il pubblico potrà assistere alla dimostrazione e alla cottura, arrivando anche a personalizzare le proprie ciotole. Un anniversario che guarda dunque oltre la celebrazione. Nel messaggio per la «LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali» del febbraio 2026, Papa Leone XIV ha ricordato il valore insostituibile della creatività umana:

“Rinunciare al processo creativo e cedere alle macchine le proprie funzioni mentali e la propria immaginazione significa tuttavia seppellire i talenti che abbiamo ricevuto al fine di crescere come persone in relazione a Dio e agli altri”.