Cronaca

L’ultimo viaggio di Angelo Pasini accompagnato dal rombo delle sue amate moto

Un lutto improvviso quello del 45enne, che ha scosso la comunità e il mondo del motocross giovanile in cui era impegnato da anni

L’ultimo viaggio di Angelo Pasini accompagnato dal rombo delle sue amate moto

È stata una storia di battaglie vinte, quella di Angelo Pasini, imprenditore attivo nel mondo delle moto nato a Seriate ma residente da anni a Cologno al Serio. Ma qualcosa, venerdì 4 settembre lo ha convinto a “spegnere il motore” per sempre. Il rombo delle sue amate due ruote, ieri, lunedì 7 settembre, giorno delle esequie, è riecheggiato in tutta la piazza per salutarlo un’ultima volta. In sella, c’era anche suo figlio.

Una vita di lotte e di gare in moto, poi Angelo ha spento il motore. La moglie: “Mattia ora correrà per lui”

La vita con Angelo, cresciuto a Brusaporto, non è stata tenera sin dal principio, ma ad ogni colpo basso ricevuto aveva sempre risposto rialzandosi con coraggio e andando avanti. Lo ha ricordato così  anche il parroco Giuseppe Navoni:  la perdita della madre da ragazzino difficile da accettare, la malattia che lo ha aggredito da giovane ma poi sconfitta, oltre a un momento di difficoltà lavorativa da cui si era risollevato, con l’aiuto dell’amata moglie Federica Poletti, sempre al suo fianco, madre di due figli meravigliosi di 14 anni e 10 anni.  Nel Dna del 45enne c’erano da sempre le moto e da adolescente aveva anche assaggiato il sapore delle competizioni, un modo bellissimo, ma non per tutti. Troppo oneroso fare il pilota nel “circo” dei suoi sogni: Angelo si era rimboccato le maniche, lavorando nella ditta di via Europa, la “43 Service S.r.l.”, specializzata nel settore della lavorazione meccanica dei metalli, nota per la fornitura e personalizzazione di coppe, medaglie, targhe, oltre a stampa, grafica, abbigliamento e ricami personalizzati. Tuttavia la passione è passione, e alla fine è tornato tra le sue adorate moticiclette.

“Ci siamo conosciuti che avevo 16 anni e lui 20 – ha raccontato con gli occhi pieni di un’infinito affetto Federica – Fino a 19 aveva corso con le minimoto e le moto da strada, arrivando a fare qualche gara ai campionati italiani con le minimoto, poi ha messo da parte la passione perché ci volevano troppi sponsor per continuare. Lui però è sempre rimasto legato ai motori: nessuno poteva toccare la sua ‘Ducati’ autografata da Hayden, Capirossi Stoner… ha voluto che prendessi la patente della moto anch’io e ha provato a far correre prima nostra figlia, poi nostro figlio. Nessuno dei due sembrava aver ereditato lo stesso amore per le due ruote però. Invece poi, durante la pandemia, Mattia ha sentito le moto correre nella pista da enduro qui nelle vicinanze e quando siamo potuti uscire è andato a vederle: non appena è montato in sella si è illuminato, era fatta, e il papà la settimana dopo gli ha comprato la sua prima moto. Abbiamo in seguito conosciuto il suo istruttore e l’anno dopo è partita l’avventura del team: da cinque piccoli piloti siamo arrivati a 30. Angelo si occupava dell’amministrazione e della gestione e poi stampava felpe, loghi per ogni bambino, faceva piccole riparazioni alle moto. Nel laboratorio sotto casa c’era tutto il suo mondo. Ora Mattia correrà per lui”.

Il team è la MX Academy, una scuola di avviamento e perfezionamento al motocross e alla guida sicura, nata nel 2022, che ha sede in paese e collabora con il circuito MXE.45 a Covo.

“Se c’era qualche problema lui era lì – ha raccontato ancora Federica – sono stati tantissimi quelli che sono passati qui a casa per una visita. Era un uomo di una grandissima disponibilità, tirava su il morale a chiunque, voleva fa star bene tutti. Lui però non chiedeva mai aiuto e dentro aveva la smania di voler fare sempre di più. Diceva sempre che quello che non aveva potuto avere per sé voleva che l’avessero i ragazzi del suo team, credeva fortemente in questo. Ha dato a tutti tutto quello che poteva, fino all’ultimo minuto della sua vita”.

Un periodo frenetico ma apparentemente sereno, poi un blackout e il motore si è spento, di colpo.

Angelo Pasini

Il giorno delle esequie “cantano” i motori

La salma è stata composta nella sua abitazione in via Europa e lunedì sono stati celebrati i funerali in una chiesa parrocchiale gremita: parenti, amici, collaboratori e la sua AM MX Academy, con le moto schierate in piazza.

“Ho appreso della notizia quand’ero in pellegrinaggio in Portogallo e Spagna con un centinaio di fedeli – ha esordito il parroco – e subito la nostra preghiera si è rivolta a lui e alla famiglia. Abbiamo fatto tappa al cippo del Km zero, là dove secondo i Romani c’era il confine della Terra: anche Angelo, pur in giovane età, è giunto al Km zero… Ma ogni fine, anche quando suscita interrogativi, diventa un con-fine: così come la terra non finisce al cippo, anche per lui inizia un nuovo cammino per arrivare al porto della salvezza nel cuore del Padre. Sopra il cippo c’è anche un faro con delle trombe: serve tanta luce nei momenti di sofferenza e morte, e dove non c’è, perché scende la nebbia, non manca la parola, la presenza di tante persone come quelle che oggi sono accanto alla famiglia”.

Poi ha ricordato la grande disponibilità di Angelo.

“Ha costruito tanto, soprattutto nelle relazioni d’amicizia, cercando di fare il bene – ha concluso don Navoni – in attesa del sommo bene che è l’incontro con il Signore. Nel suo laboratorio Angelo aveva stampato una frase di Papa Francesco: ‘Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore, vivi, ama, sogna, credi’”.

L’amica: “Riabbraccia la tua mamma, lasciati accogliere dall’amore di Dio e trova finalmente la pace”

Sull’altare è salita un’amica, Anna, che ha voluto dedicare al compagno di tante avventure un pensiero che è arrivato al cuore di tutti.

“Caro Angy, è difficile trovare le parole per salutarti oggi – ha detto – Se penso a te, penso prima di tutto a una persona che c’era. C’eri sempre, per tutti. Pronto a dare una mano, a fare un piacere, a metterti in gioco. Eri altruista, disponibile, sempre ‘sul pezzo’, anche quando magari dentro di te non era tutto così semplice. Avevi un amore smisurato per la tua famiglia, per Fede, per Mattia e Martina. La tua famiglia era il tuo mondo. E poi c’erano le moto, la tua grande passione. Dalla tua ‘Ducati’, fino al team di tuo figlio: una passione che ti ha accompagnato e che raccontava tanto di te. Ma dietro quella disponibilità, quella forza e quel tuo esserci sempre, c’era anche un Angelo più fragile. Un uomo con le sue insicurezze, con tante domande e tante cose ancora da sistemare dentro di sé. Forse hai cercato per tanto tempo quella serenità e quella pace che non sempre sei riuscito a trovare qui. Sei stato un grande amico per tante persone. Lo sei stato anche per me. E anche se tante volte ti dicevo che eri un asino, spero che tu abbia sempre saputo quanto bene ti volevo. Ora voglio pensare che, finalmente, tu possa trovare quella serenità che tanto cercavi. Voglio pensare che le braccia misericordiose di Dio, quelle braccia sempre aperte ad accogliere, adesso siano lì per te e ti stiano stringendo forte. E voglio pensare che, dall’altra parte, ci sia la tua mamma ad aspettarti, pronta finalmente a riabbracciarti dopo tanto tempo. E allora, Angelo, vai. Riabbraccia la tua mamma, lasciati accogliere dall’amore di Dio e trova finalmente quella pace che qui forse non sei riuscito a trovare. E poi, da lassù, continua a fare quello che hai sempre fatto: esserci. Proteggi Fede, Mattia, Martina, la tua famiglia e tutte le persone che hanno avuto la fortuna di percorrere un pezzo di strada insieme a te. Buon viaggio, amico mio. E grazie per esserci stato”.

Al termine del rito le moto del team AM MX Academy, schierate sulla piazza, hanno salutato il feretro facendo “cantare i motori”, un ultimo omaggio prima che proseguisse per il tempio crematorio.

La lettera del team: “Hai trasformato la nostra squadra in una famiglia”

“Oggi è difficile trovare le parole giuste per salutare un amico come te – si legge in una lettera scritta nel team di motocross – Perché tu non sei stato semplicemente un amico, o una persona con cui condividere la passione per il motocross. Tu hai trasformato una squadra in qualcosa di molto più grande: hai trasformato la nostra squadra in una famiglia. Una famiglia fatta di passione, di sacrifici, di risate, di mani sporche e di cuori sempre pronti a dare una mano. Una famiglia in cui nessuno doveva sentirsi solo. C’eri per tutti, sempre pronto ad aiutare, a trovare una soluzione, a dare una parola buona, a fare quel qualcosa in più che magari nessuno ti aveva chiesto, ma di cui qualcuno aveva bisogno. Forse è proprio questa una delle cose che oggi fa più male. Sapere quanto sei stato capace di donare agli altri e pensare che, nel tuo essere così generoso, avresti dovuto concederti un po’ più di tempo per te stesso. Un po’ più di tempo per fermarti, respirare, vivere, goderti tutto quello che avevi costruito. Ma il tuo modo di esserci, il tuo modo di voler bene, resterà con noi. Ti ricorderemo in ogni istante di ogni singola gara. Nel rumore dei motori, nella polvere, nella tensione prima della partenza, nei sorrisi dopo il traguardo. Ti ricorderemo nei momenti belli e in quelli difficili, perché eri parte di tutto questo. E ogni volta che saremo lì, insieme, ci sembrerà di averti ancora accanto. Ogni volta che entreremo in un paddock, ci sarai. Ogni volta che sentiremo il rumore di una moto accendersi, ci sarai. Ogni partenza, ogni curva, ogni arrivo, ogni vittoria e anche ogni sconfitta parleranno un po’ di te. Oggi, anche se fa maledettamente male, ti faccio una promessa: continueremo a indossare quei colori, a scendere in pista, a stare insieme, ad aiutarci, proprio come ci hai insegnato. La squadra va avanti, la famiglia resta unita, e tu correrai per sempre con noi. Adesso sei libero di correre dove le strade non hanno nome. E… fammi saper se c’è un po’ di…beh, hai capito. Ciao Angelo”

Il cordoglio del mondo del motocross

Il magazine MX Circus ha dedicato un commosso ricordo a Pasini, indicandolo come figura centrale del team MX Academy: non solo tecnico preparato ma colui che ha contribuito alla sua crescita mettendoci, tempo ed energia, garantendo una presenza costante al fianco dei giovani piloti e delle loro famiglie. Un angelo di nome e, di fatto, custode per tutti i suoi ragazzi, lui c’era sempre.

“La notizia della sua improvvisa scomparsa ha attraversato rapidamente il paddock, lasciando incredulità e un dolore difficile da raccontare – riporta il magazine – Non soltanto all’interno dell’AM MX Academy ma in tutta quella comunità motociclistica che negli anni aveva imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo. Chi incontrava Angelo ricorda soprattutto una persona seria, gentile, concreta e disponibile. Uno di quegli uomini che non avevano bisogno di stare al centro dell’attenzione per essere riconosciuti come un punto di riferimento. Nel mondo delle corse aveva portato con sé lo stesso modo di essere che lo caratterizzava nella vita: disponibilità, attenzione verso gli altri e una grande capacità di mettersi al servizio di chi aveva bisogno. Nel motocross giovanile questo significava molto. Per molti giovani piloti e per le loro famiglie era diventato una figura di fiducia, qualcuno sul quale poter contare durante una gara, un allenamento o una trasferta. Il paddock è fatto di rivalità quando si abbassa il cancelletto, ma anche di amicizie profonde, viaggi condivisi e rapporti che durano per anni”.

Cordoglio anche dalla scuola dei figli.

“In questo momento di grandissimo dolore, tutta la comunità scolastica vi è vicina con affetto, calore e profonda partecipazione” ha scritto la dirigente scolastica Carmela Aiello con tutta la comunità scolastica dell’Istituto comprensivo colognese.