Cronaca

L’ultimo atto di bontà di Franco Manzoni: muore dopo l’incidente e dona gli organi

La salma si trova nella camera mortuaria dell’ospedale di Bergamo, da dove domani, venerdì, raggiungerà la Basilica di San Martino per i funerali che verranno celebrati alle 15

L’ultimo atto di bontà di Franco Manzoni: muore dopo l’incidente e dona gli organi

Una persona buona sino all’ultimo. Franco Manzoni, pensionato di 69 anni, è morto martedì a sei giorni di distanza dal gravissimo incidente in cui era rimasto coinvolto a Vidalengo quando, in sella alla sua bici, era stato urtato da un autobus di linea. E come ultimo gesto di generosità, lui che era sempre disponibile per tutti, ha donato gli organi.

L’ultimo gesto di generosità di Franco

“Abbiamo almeno la piccola soddisfazione che Franco sia riuscito a fare del bene anche in questo triste momento – ha commentato il fratello Claudio – I medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati bravissimi e hanno fatto di tutto per salvargli la vita. Quando era chiaro che stava arrivando la fine hanno proceduto con l’espianto degli organi. E ora le cornee, il fegato e i reni di mio fratello aiuteranno altre persone a vivere meglio”.

Franco Manzoni era originario di Castel Rozzone, ma viveva a Treviglio da quando aveva sposato Rosi Vigentini, con cui viveva in un appartamento di via D’Azeglio. Prima del pensionamento, aveva lavorato tutta la vita alla “Stl” di Lurano.

“Era stato il primo operaio a lavorare per quell’azienda – ha raccontato il fratello Claudio – Era talmente attaccato al suo lavoro, che in questi giorni sono venuti in tanti ex colleghi a salutarlo per l’ultima volta. Del resto lui era un buono, uno che si faceva voler bene da tutti. Anche tra noi fratelli era quello più sensibile”.

Il tragico incidente a Vidalengo

Appassionato di ciclismo, da ragazzo si era dedicato a questo sport a livello amatoriale. Poi aveva accantonato le due ruote e, solo ultimamente, aveva ripreso a fare delle lunghe pedalate. Proprio come mercoledì 26 agosto, quando durante il suo solito giro si è trovato lungo la Provinciale 132 a Vidalengo. Secondo la ricostruzione effettuata dalla Polizia locale di Caravaggio, Manzoni, nell’immettersi sulla strada da una laterale campestre, non si sarebbe accorto dell’arrivo di un autobus di linea. L’autista, trovatoselo davanti all’improvviso, aveva provato a evitare il ciclista, ma lo aveva poi urtato e fatto cadere a terra violentemente. Le condizioni del 69enne erano apparse subito molto gravi e sul posto era stato inviato anche l’elisoccorso, che lo aveva trasportato in codice rosso all’ospedale di Bergamo. I medici hanno tentato per sei giorni di salvarlo, poi hanno dovuto arrendersi dichiarandone il decesso martedì. Non prima dell’ultimo gesto di generosità, con la donazione degli organi che serviranno per salvare altre vite.

Domani i funerali in basilica

La salma di Franco Manzoni si trova nella camera mortuaria dell’ospedale di Bergamo, da dove domani, venerdì, raggiungerà la Basilica di San Martino per i funerali che verranno celebrati alle 15. A piangerlo, oltre alla moglie e il fratello Claudio, gli altri fratelli Adriano, Lino, Pino e Antonio. Al termine della funzione, la salma proseguirà verso il tempio crematorio. Dopodiché l’urna verrà collocata nella tomba dei genitori a Castel Rozzone.