L’improvvisa scomparsa a 58 anni di Katiuscia Casella, nota commerciante di articoli religiosi al dettaglio e all’ingrosso, ha scosso profondamente la comunità di Caravaggio, che ha partecipato in massa ai funerali celebrati questa mattina, martedì primo settembre.
Il fratello: “Quando ha saputo del male mi ha chiesto di perdonarla perché sapeva che mi avrebbe lasciato solo”
La notizia della dipartita di Katiuscia Casella sabato 29 agosto ha lasciato tutti increduli. La sua era una vita tranquilla, nessun particolare problema di salute conclamato. Eppure in poco più di due settimane un tumore fulminante l’ha stroncata e ora nella grande casa di via Pirolo 1, che condivideva con il fratello Gianluigi, c’è un immenso vuoto.
“Nessuno dei due si è sposato e così vivevamo insieme, con noi solo il suo pastore maremmano White – ha raccontato l’affezionatissimo fratello maggiore – Era il mio ‘comandante’: per me sabato si è spenta la luce…Katiuscia non amava andare in giro, preferiva dedicarsi alla casa e al suo lavoro, questo le bastava. Era una persona di cuore, che ha lasciato uno splendido ricordo di sé, infatti sono passati in centinaia a farle visita, in questi giorni è stato un via vai continuo… Non mi capacito di quello che è successo: il 3 agosto era qui che tagliava l’erba in giardino e il 29 è morta. Aveva accusato dei dolori e l’ho portata in Pronto soccorso all’ospedale di Treviglio, dove l’hanno subito ricoverata: medici davvero bravi, professionali e di cuore. Lei era a conoscenza della diagnosi, eppure si è preoccupata per me: ‘Perdonami’, mi ha detto. Sapeva che mi avrebbe lasciato solo nel dolore, le volevo un bene dell’anima”.
Si chiude l’era dei Casella attivi nel commercio degli articoli religiosi da tre generazioni
Aveva raccolto saldamente nelle sue mani l’eredità dell’attività cominciata dai nonni e poi proseguita dai genitori e dagli zii. Un’imprenditrice esperta Katiuscia, conosciuta e stimata a Caravaggio e fuori, perché il raggio d’affari andava ben oltre la città, ma anche una donna umile e benvoluta.
“La nostra famiglia lavora nel settore degli articoli religiosi da tre generazioni, mia sorella aveva cominciato da bambina – ha ricordato il fratello – all’inizio si servivano i commercianti al Santuario, poi l’attività si è allargata. Quando nostro padre è andato in pensione lei ha deciso di trasferirsi in via Pirolo, dove ha preso casa e aperto il laboratorio, era il 1974. Vendeva articoli in tutt’Italia… Gli zii hanno smesso, era rimasta solo lei, purtroppo si chiude un’epoca. Conosceva prelati ovunque, infatti sono venuti in tanti a concelebrare il rito funebre”.
L’estremo omaggio
Questa mattina alle 10.45 la comunità ha voluto partecipare numerosa al funerale della 58enne, celebrato alle 10.45 dal parroco con altri cinque sacerdoti della diocesi, uno venuto da fuori e alcuni padri monfortani.
“Ancora una volta la morte ha visitato la nostra comunità, è venuta a prendere in età ancora relativamente giovane e in un tempo breve la nostra sorella Katiuscia – ha affermato il parroco monsignor Giansante Fusar Imperatore nell’omelia – ma la risposta che stiamo dando facendo comunità qui, insieme, rappresenta la sua sconfitta: non è capace di allontanare gli uni dagli altri. Siamo forti dell’unione che Gesù ha fatto con noi. Chi ascolta la sua parola passa dalla morte alla vita, che non è allungare per tanti anni la nostra esistenza, ma vivere insieme al Signore e in comunione con i fratelli”.
Poi ha ricordato la figura di Katiuscia.
“Ha cercato di rendere la sua professione un modo di esprimere la vicinanza con il Signore e la solidarietà con i fratelli – ha concluso – Non si è trattato semplicemente di vendere oggetti sacri, che pure le hanno permesso di realizzare la sua vita, ma della capacità di esprimere in questo gesto la sua devozione: l’ha fatto anche quando sono stato a trovarla pochi giorni prima che morisse, con il filo di voce che le restava infatti ha espresso la fiducia nel Signore, l’abbandonarsi nelle sue mani. Si è trattato anche della sua capacità di tessere quelle relazioni umane a cui teneva tanto, grazie al dialogo e all’incontro con tutti, al non voler lasciare solo nessuno, che l’ha caratterizzata nel suo cammino. Se vediamo nella relazione con il Signore e con i fratelli la vera dimensione cristiana allora possiamo affidare la nostra sorella Katiuscia all’amore del Signore con fiducia, non l’abbandonerà”.
La cugina: “Te ne sei andata via così, all’improvviso, con la stessa discrezione con cui hai sempre vissuto”
Prima della conclusione della cerimonia religiosa, una cugina della commerciante, Luisella, ha voluto leggere un messaggio toccante dall’altare.
“Ciao Katy, è difficile accettare quanto poco tempo ci sia stato dato per dirti addio – ha esordito – te ne sei andata via così, all’improvviso, con la stessa discrezione con cui hai sempre vissuto, lasciando un vuoto immenso in tutti noi. Chiunque ti abbia conosciuta, sa quanto fossi speciale: hai sempre donato amore, eri sempre la prima a preoccuparti per gli altri, a chiedere come stavamo, mettendoti da parte per assicurarti che chiunque intorno a te stesse bene. Una persona con una bontà d’animo così pura e sincera, che ci ha lasciato troppo presto nello sconforto. Cara Katy, è stato un privilegio immenso averti nelle nostre vite, non solo come cugina e amica, ma come persona fondamentale”.
Poi ha ricordato il profondo affetto che legava la 58enne al fratello.
“Ti ha sempre legato un infinito amore a tuo fratello Gigi – ha detto – a Beppe e a Ugo. Voi quattro eravate come fratelli: tu la più piccola ma sempre pronta ad avere un pensiero gentile per loro. Lasci un vuoto incolmabile cara cugina, i ricordi dei momenti vissuti insieme, la tua costante dolcezza, l’amore che hai sempre donato a tutti noi, sono tesori che terremo stretti per sempre. Nel dolore, ci consola sapere che il bene che hai seminato non andrà perduto ma continuerà a vivere in ognuno di noi. Oggi ti affidiamo al Signore, certi che la sua luce saprà avvolgerti con la stessa grazia e il calore che tu ci hai sempre donato. Fai buon viaggio e ricordati sempre che il tuo fratellone Gigi non sarà mai solo”.
La cugina Luisella sull’altare
Al termine del rito, il feretro è stato tumulato nel cimitero cittadino.