La storia

Ex Colonia di Varazze, la lapide che celebra Giuseppe Grossi è tornata a casa

L’ex sindaco di Treviglio aveva progettato la struttura in Liguria, nata per accogliere e curare i bambini delle famiglie meno abbienti

Ex Colonia di Varazze, la lapide che celebra Giuseppe Grossi è tornata a casa

La lapide della colonia di Varazze (nella foto di  copertina) è “tornata a casa”. Si tratta della piccola lastra di marmo (40 per 50 centimetri circa), un tempo murata a lato del portoncino d’ingresso della struttura, con inciso il nome del progettista e direttore dei lavori: l’ingegner Giuseppe Grossi, sindaco di Treviglio tra fine Ottocento e l’inizio del secolo scorso.

Ex colonia di Varazze

Giuseppe Grossi, infatti, progettò, a costo zero, e seguì i lavori di costruzione dell’ex colonia di Varazze. Oggi la colonia dove tanti bambini della bergamasca passavano le loro estati non c’è più, sostituito da un resort di lusso. La targa, però, è sopravvissuta.

“L’ho cercata bussando a più porte, a partire dal marzo 2018, da quando il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano, ndr), organizzando una visita guidata, lasciò presagire la fine ingloriosa della struttura, nata sotto l’egida dell’’Opera Bergamasca per la Salute dei Fanciulli’, sostenuta da tutti i Comuni bergamaschi e diretta dalla Congregazione Suore di Carità di Bergamo – ha raccontato la storica trevigliese Carmen Taborelli – Le ricerche della lapide si sono concluse positivamente grazie all’interessamento di Ezio Zanenga, che attende di consegnarla ufficialmente al sindaco Imeri, affinché entrino a far parte del patrimonio lapideo cittadino. Portarla a casa è stato un po’ come restituirla alla memoria collettiva nel ricordo di Giuseppe Grossi, sindaco che diede lustro e amò Treviglio, e di quanti a Varazze hanno trascorso vacanze estive scandite da ritmi molto rigidi: pasti, bagni al mare, passeggiate, giochi e la preghiera di fine giornata, recitata in pineta, sotto le stelle. A noi resta l’impegno di conservare questo frammento di storia che parla di noi e di una struttura che, inaugurata nel 1895, rappresentava una delle prime testimonianze di architettura assistenziale di fine Ottocento”.

La trasformazione in resort

Inizialmente l’ex colonia di Varazze non era una “Casa vacanze”, ma un “Ospizio marino” per accogliere e curare, anche per lunghi periodi, bambini affetti da scrofolosi (un’infezione caratterizzata dall’ingrossamento dei linfonodi del collo, ndr), fornendo “alle famiglie povere o poco agiate i mezzi per combattere nei loro fanciulli la scrofolosi”. Dopo gli anni Quaranta, mutate in meglio le condizioni sanitarie ed economiche, cambiò la destinazione della struttura, che divenne colonia per le vacanze. Restò attiva fino al 1998. Inutilizzata e abbandonata per molto tempo, nel 2020 iniziò la sua graduale demolizione per lasciar spazio alla riqualificazione dell’area. Sino alla trasformazione nell’attuale complesso residenziale e turistico di lusso.

La lapide

La lapide in memoria di Giuseppe Grossi

Per quanto riguarda la lapide in marmo che omaggiava Giuseppe Grossi, essa in origine era murata a lato del portoncino d’ingresso dell’ex Ospizio marino. Il manufatto celebrava la figura dell’ex sindaco trevigliese, progettista della struttura, e ne attestava l’inaugurazione dell’ex colonia di Varazze avvenuta nel 1895. Il testo dell’iscrizione sottolinea non solo il ruolo tecnico di Grossi, che ideò (“concepì”) e costruì (“eresse”) l’edificio, ma esprime anche la profonda gratitudine dell’Opera bergamasca per la Salute dei Fanciulli. Storicamente, la struttura rappresenta una delle prime testimonianze di architettura assistenziale di fine Ottocento. La rilevanza storica e architettonica del sito è stata confermata dalla delegazione Fai di Savona che, nel marzo 2018, ha effettuato un sopralluogo e una visita guidata per documentare lo stato di conservazione di questi dettagli decorativi e celebrativi.