di Sonia Fatnassi
Da Romano di Lombardia a Wall Street, fino alla guida di “Bayer Italia”: la strepitosa parabola di Arianna Gregis.
Arianna Gregis
Originaria di Romano, Arianna Gregis è oggi amministratore delegato di “Bayer Italia”, al termine di un percorso tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti. A 17 anni si è trasferita negli Stati Uniti, dove ha completato il liceo in Ohio; ha poi conseguito una laurea in International Business and Finance alla Nottingham Trent University, in Inghilterra, prima di tornare a New York per lavorare nell’investment banking. Nel 2006, Gregis è entrata in Bayer Italia nel marketing, senza esperienze precedenti nel settore. Da allora sono trascorsi vent’anni di crescita interna al gruppo, fino alla nomina ad amministratrice delegata.
Spazio alle donne
Bayer opera oggi su due fronti, salute umana e soluzioni sostenibili per l’agricoltura, con oltre 1.100 dipendenti in Italia e 125 anni di presenza nel Paese. Tra gli stabilimenti principali c’è quello di Garbagnate Milanese (Mi), che ha appena festeggiato 80 anni di attività e rifornisce oltre 130 Paesi. Per Gregis la sfida principale resta la competitività europea: negli ultimi dieci anni l’Europa ha perso un quarto della propria competitività negli studi clinici a favore di Stati Uniti e Cina, e servirebbero regole più chiare e strumenti di sostegno alla ricerca. Un ruolo crescente è affidato anche all’intelligenza artificiale, impiegata da Bayer per accelerare lo sviluppo dei farmaci mantenendo la supervisione umana. Nel modello organizzativo di Gregis, le donne rappresentano circa il 48 per cento dell’organico di Bayer Italia, anche se resta aperta la questione della presenza femminile nei ruoli apicali: un tema, sottolinea la manager, che riguarda l’intero sistema Paese, insieme a quello delle opportunità per le nuove generazioni, invitate a uscire dalla propria zona di comfort accettando anche il rischio di sbagliare.