La telecamera accesa per fermare nelle immagini una storia che sappia parlare a tutti. E sullo sfondo le vie di Treviglio dove nei giorni scorsi sono state girate diverse scene del cortometraggio prodotto dal Collettivo artistico “Les Moustaches”, da anni attivo tra teatri e sale cinematografiche a livello internazionale.
Les Moustaches, tra cinema e teatro
Una talentuosa compagnia bergamasca già vincitrice, nel 2023, del premio “Iceberg” di Hystrio come miglior compagnia under 35 italiana che torna dietro (e davanti) alla telecamera con un nuovo progetto che indaga la profondità delle relazioni umane.
“Da qualche anno abbiamo affiancato alla nostra attività teatrale anche una componente cinematografica con lo stesso stile che abbiamo coltivato nel tempo: portare avanti un’idea di cinema improntata sulla comunità e sul territorio, che parli della provincia e che la rappresenti – ha spiegato Pietro Morbelli, produttore del corto – Ci piace molto, infatti, dove possibile inserire delle comparse locali che possano dare un volto vero e riconoscibile al progetto”.
Accanto a Morbelli i componenti storici della compagnia che hanno assunto, per l’occasione, i diversi ruoli necessari alla realizzazione del cortometraggio: il regista Tommaso Ferrero che ha curato la sceneggiatura insieme ad Alberto Fumagalli, la responsabile di produzione Ludovica d’Auria e il costumista (ma non solo) Giulio Morini.
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foto di Lorenzo Morbelli
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“Piacere mio”, si gira a Treviglio
“Piacere mio”, questo il titolo del cortometraggio girato nella settimana di Ferragosto tra Treviglio, Fara d’Adda e Canonica, arriva tre anni dopo un altro cortometraggio firmato dalla compagnia intitolato “Canarì”, girato perlopiù tra Fara e la Valle Imagna e molto apprezzato dal pubblico e dalla critica con ottimi riscontri anche in festival internazionali.
Il nuovo lavoro de “Les Moustaches”, invece, parla di Adriano, un ragazzo come tanti da poco trasferitosi in provincia, alle prese con la difficoltà a creare veri legami. Così, per riuscire a fare conoscenza, Adriano escogita un particolare stratagemma improvvisandosi “ladro di cani”. E’ sempre lui, però, qualche giorno dopo a restituire gli animali ai loro padroni – suoi vicini di casa – venendo accolto come un “eroe” e un “salvatore”.
“In questo modo ottiene la loro benevolenza e riesce a trascorrere del tempo in compagnia tra un caffè e una cena – spiega Pietro – anche se nel finale la situazione finirà per ribaltarsi”.
Un progetto che parli della vera vita di provincia
Niente spoiler per il momento dato che, dopo la distribuzione del corto, la compagnia sarà protagonista di una serata di presentazione al “Tnt” promossa in accordo con il Comune di Treviglio che – insieme al Comune di Fara, alla Bcc Carate e Treviglio e alla Fondazione “Costruiamo il futuro” – ha sostenuto economicamente il progetto.
“La nostra idea era quella di unire il tema della solitudine e della difficoltà a creare rapporti autentici dando risalto al significato che ha la presenza degli animali domestici nella nostra vita e fondere tutto in un contesto provinciale come il nostro – ha continuato Pietro – La scelta di via Coniugi Curletti e di via Case Operaie a Treviglio per le riprese non è casuale. Non è stata dettata solo da esigenze tecniche e di scena, ma volevamo un contesto che parlasse, che calzasse con la dimensione provinciale che volevamo trasmettere”.