Prosegue a ritmo serrato la lotta contro l’abbandono e il conferimento errato del pattume condotta dall’Amministrazione Ravanelli, che nel Consiglio comunale dello scorso 4 agosto ha approvato la nuova regolamentazione sulla gestione dei rifiuti solidi urbani. Con una produzione totale di 1.944.670 chilogrammi di rifiuti, di cui l’86,7% sono rifiuti differenziati e solo 258mila chili corrispondono a secco indifferenziato, Arcene si trova ai vertici dei Comuni bergamaschi per efficienza e capacità di riciclo, ma fatica comunque a debellare il fenomeno dell’abusivismo.
Arcene fa un passo indietro sul bidone rosa
“L’azione di controllo protrattasi nel tempo e condotta di concerto con la Polizia locale ha portato a un miglioramento significativo delle condizioni di conferimento – ha riferito l’assessore all’Ambiente Luciano Conti – Restano però ancora alcune zone recidive, dove si registra ancora l’uso improprio dei sacchi neri e dove l’indifferenziato continua a essere conferito senza l’utilizzo degli appositi contenitori grigi microcippati. Si tratta di vicolo Agliardi, angolo via Suardi e via Goldoni”.
Il peso di questo abusivismo, nonostante sia ora limitato a 20-25 sacchi neri settimanali rispetto ai 60 di due anni fa, si fa comunque sentire sulla Tari che, pur non essendo incrementata nelle aliquote, rimane soggetta a variazioni di altra natura connesse al gestore o a contributi per enti esterni. Su di essa tuttavia, pesano anche l’abbandono di lastre di eternit, lo smaltimento dei sacchi pattumiera nei cestini pubblici e l’uso improprio dei contenitori forniti dal Comune, in particolare di quello rosa, che ha portato alla prima significativa variazione del regolamento comunale.
“Destinato a contenere esclusivamente presidi igienico-sanitari, il contenitore rosa si è trasformato nel tempo in una delle principali fonti di abusivismo diffuso – ha denunciato Conti – Da controlli interni, infatti, risulta che 200 dei 300 contenitori in uso vengono utilizzati anche per smaltire rifiuti indifferenziati, evitando così l’uso del contenitore grigio. Basti pensare che nel 2025 diversi utenti non hanno mai esposto il contenitore grigio o lo hanno fatto al massimo 3-4 volte in tutto l’anno, smaltendo tutto nel rosa e/o nei cestini pubblici. Per contrastare questa pratica, abbiamo deciso di assimilare il contenitore rosa a quello grigio assoggettandolo a Tari, seppur con una percentuale di sgravio”.
Lo sgravio invece, è stato completamente eliminato per chi effettua l’autocompostaggio.
“La pratica, incentivata a suo tempo a scopo culturale-educativo, è stata poi superata dalla raccolta puntuale della frazione organica prodotta – ha precisato l’assessore – A tal proposito, ben 40 utenze non hanno ancora ritirato l’apposito contenitore verde, finendo per collocare l’umido impropriamente nel contenitore grigio dell’indifferenziato”.
Cambiano le regole e multe più salate
L’ultima modifica al Regolamento infine, riguarda il divieto di conferimento alla stazione ecologica di tutti i rifiuti raccolti porta a porta.
“La logica è quella di evitare doppioni, risparmiando sia sui costi di trasporto che su quelli di noleggio dei cassoni necessari – ha spiegato ancora Conti – Sono apprezzabilissimi gli sforzi fatti dai cittadini nel conferire correttamente e nel differenziare in modo esemplare i rifiuti, consentendoci un ritorno di circa 26mila euro sui costi complessivi del servizio. È utile quindi, che un tale ritorno non vada perso nei costi aggiuntivi causati dai “furbetti” del conferimento scorretto, sui quali l’azione di controllo sarà intensificata, anche attraverso l’emissione di sanzioni che non ammontano più a soli 100 euro. Per esempio, chi abbandona i rifiuti sarà punibile con sanzioni variabili tra 600 e 2.400 euro, mentre chi non espone il bidone tra le 20 di sera e le 5 del mattino e non lo recupera entro le 24 ore successive al ritiro rischia multe che vanno da 200 a 300 euro”.
La minoranza vota contro
Così redatto però, il nuovo regolamento non ha convinto appieno il gruppo all’opposizione “Insieme per Arcene”, che ha espresso voto contrario alla delibera. In disaccordo con le principali modifiche introdotte dall’Amministrazione Ravanelli, i consiglieri di minoranza Silvano Foresti, Fabio Ghidotti, Enrico Guarnieri e Alessio Spini hanno criticato soprattutto la scelta di eliminare il bidone rosa che, a loro dire, minerebbe l’attenzione del Comune nei confronti di alcune fasce deboli della popolazione, come bambini e anziani, che hanno avuto bisogno fin qui di un apposito contenitore in cui conferire i propri ausili medico-sanitari. Di fronte a tali critiche, l’assessore Conti non ha potuto fare a meno di esprimere la propria amarezza.
“Il voto contrario a un Regolamento che è per l’80% quello predisposto a suo tempo da “Insieme per Arcene” testimonia la mancanza di volontà da parte della minoranza nel prestare attenzione alle esigenze di contrasto all’abusivismo, ai sacchi neri, ai cestini pieni e agli occultamenti dei rifiuti nei contenitori rosa”.