La Polizia locale si trasforma in Corpo. Dopo Urgnano, che ha compiuto questo passaggio nel gennaio dell’anno scorso, anche Cologno dà al servizio un’organizzazione più solida, responsabilità più chiare e strumenti adeguati per essere presente e autorevole sul territorio: gli agenti non avranno più a disposizione solo l’arma di ordinanza, ma anche spray urticante, bastone estensibile o distanziatore, body e dash-cam, giubbotti antiproiettile e antitaglio, guanti antitaglio, torce operative ad alta intensità, etilometro di ultima generazione e precursori, narcotest, lettori portatili di documenti e strumenti per il contrasto dei falsi documentali.
La Polizia locale diventa Corpo
L’ultimo Consiglio comunale ha approvato i regolamenti che normano il loro uso e il nuovo organismo, che consta di sette unità più altri tre agenti a scavalco.
“Siamo passati da servizio a Corpo di Polizia locale perché abbiamo deciso di investire sulla qualità e la professionalità e quindi sulla sicurezza della nostra comunità – ha esordito l’assessore di competenza Maurizio Cansone – Come Corpo gli agenti non si occuperanno più solo della viabilità e di comminare sanzioni, ma andranno ad agire maggiormente sul presidio del territorio, sulla sicurezza urbana, sulla prevenzione del degrado, sulla collaborazione con le altre Forze dell’ordine, con la prossimità ai cittadini. Il vero obiettivo di tutto questo è la sicurezza della comunità”.
Poi ha tenuto a fare una precisazione.
“Non stiamo improvvisamente decidendo di armare la Polizia locale ma introducendo un regolamento che norma in maniera più puntuale quello che è l’utilizzo degli strumenti di offesa di difesa. Il servizio armato riguarda il pattugliamento esterno, il controllo del territorio, i servizi stradali esterni, i turni serali notturni e festivi, i servizi di pronto intervento, polizia giudiziaria e ausiliaria di pubblica sicurezza”.
Cansone ha sottolineato che per l’utilizzo e l’assegnazione dell’arma vengono definiti dei requisiti molto rigidi, e una parte importate la svolge la formazione: non solo esercitazioni al poligono di tiro ma anche addestramento all’autocontrollo, tecniche di comunicazione, di de-escalation e gestione dei conflitti “con l’obiettivo di ridurre al minimo l’uso della forza”.
“Le armi non assegnate e le munizioni di scorta vengono custodite negli armati blindati, ad accesso limitato – ha aggiunto – Vengono introdotti i registri, che sono obbligatori, e ci sono controlli costanti del comandante, sia sullo stato di efficienza che sulla pulizia”.
L’uso dell’arma in servizio

La parola è in seguito passata al comandante Canio Brando, che ha fatto ulteriori specifiche.
“Dietro la parola “Corpo” ci sono donne e uomini che ogni giorno devono decidere, spesso in pochi istanti, assumendosi pienamente le conseguenze delle proprie scelte, per questo le regole devono essere chiare – ha sottolineato – L’uniforme deve essere riconoscibile e rispettata, ma deve anche essere messa nelle condizioni di intervenire. Autorevolezza non significa arbitrio, significa conoscere i propri compiti e i propri limiti, essere preparati e agire con fermezza nel rispetto della legge. Il regolamento chiarisce la catena organizzativa, definisce chi dirige, chi coordina e chi garantisce continuità nelle urgenze. Agli appartenenti al Corpo sono richiesti disciplina, correttezza, equilibrio, imparzialità e senso di responsabilità. Nei rapporti con i cittadini, l’autorità deve essere esercitata con educazione e proporzionalità, ma anche con fermezza. Il testo aggiorna poi la disciplina delle dotazioni e contempla strumenti come body cam, dash cam e dispositivi di autotutela. Non vi è alcuna autorizzazione automatica: il loro utilizzo richiede finalità istituzionali, specifici disciplinari, formazione e rispetto della normativa sulla protezione dei dati”.
Poi è passato al regolamento speciale sull’arma di ordinanza.
“Il regolamento non amplia in alcun modo i casi nei quali può essere utilizzata, che restano esclusivamente quelli stabiliti dalla legge – ha rimarcato – Introduce, invece, più regole, più controlli e più responsabilità. L’assegnazione non è automatica e per ogni assegnatario è previsto un fascicolo personale e sono disciplinati registri, controlli, manutenzione, custodia e immediata segnalazione di ogni anomalia. E’ previsto anche il ritiro cautelare in presenza di ragioni urgenti di sicurezza. Nel loro insieme, i due regolamenti indicano quale Polizia locale vogliamo costruire: visibile sul territorio, preparata, organizzata, capace di ascoltare e altrettanto capace di intervenire quando le regole vengono violate”.
Aperto il dibattito, il consigliere di centrodestra Robert Carrara ha sollevato il tema delle armi non assegnate che rimarranno in Comando anche la notte, senza la presenza degli agenti, tuttavia tutti i gruppi di minoranza (assente “Cologno Concreta”) si sono espresse favorevolmente, eccetto che per l’astensione del consigliere indipendente Francesco Basile sul regolamento relativo all’arma.
Confermati anche i controlli serali
Più presenza sul territorio, controlli mirati nelle fasce serali e maggiore attenzione alla sicurezza stradale, alla quiete pubblica, al decoro e alla tutela degli spazi comuni.
Il Comune di Cologno al Serio rafforza il proprio impegno attraverso la conferma del “Progetto triennale di sicurezza urbana integrata” predisposto dal Comando di Polizia locale per il triennio 2026-2028.
Il progetto consentirà di programmare con continuità servizi serali della Polizia locale, superando la logica degli interventi occasionali e assicurando una presenza più strutturata nelle fasce orarie nelle quali il territorio cambia volto: aumentano le presenze negli spazi pubblici, si intensificano le occasioni di aggregazione e possono emergere situazioni di disturbo, conflittualità o degrado.
“La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con gli operatori presenti in strada, con controlli seri e con il rispetto delle regole – ha dichiarato a proposito il comandante della Polizia locale Brando – Chi vive onestamente il territorio, rispetta gli altri e si comporta correttamente ha il diritto di trovare istituzioni presenti e capaci di intervenire. Al contrario, chi pensa di poter utilizzare liberamente piazze, parchi e aree pubbliche arrecando disturbo, danneggiando beni o ignorando le regole deve sapere che i controlli ci saranno e che le violazioni verranno perseguite”.
I servizi, 20 quelli previsti nel 2026 (che aumentano a 30 nel 2027 e 2028) si articoleranno dalle 18 alle 24 e potranno consistere in pattugliamenti dinamici, presidi temporanei, controlli mirati di polizia stradale, verifiche sul rispetto di regolamenti e ordinanze comunali, controlli in pubblici esercizi e aree limitrofe, interventi di prevenzione del degrado urbano, attività di prossimità e supporto alla gestione degli eventi pubblici.