L’opera è stata realizzata dall’associazione artistica Ant-Art e nasce dalla volontà di trasformare il ricordo in un gesto collettivo, vivo e condiviso.
Un ricordo che diventa energia
Antegnate ha scelto di trasformare il dolore della perdita in un segno di comunità, inaugurando un nuovo murales dedicato a quattro antegnatesi scomparsi prematuramente. L’opera, curata dall’associazione artistica locale Ant-Art, non vuole essere un memoriale nel senso più tradizionale del termine, ma un luogo capace di mantenere vivo il ricordo attraverso la partecipazione, la bellezza e la condivisione. Il progetto è nato dalla volontà di “dare forma a un sentimento collettivo”: il desiderio di non dimenticare quattro amici Afro, Paolo, Renato e Stefano, e, allo stesso tempo, di trasformare il loro ricordo in un gesto condiviso, capace di vivere e generare qualcosa di nuovo. Una scelta che ha trovato una risposta particolarmente significativa da parte della comunità, come dimostrato anche dalla grande partecipazione alla cena organizzata per la raccolta fondi.
“La risposta straordinaria del paese alla cena di raccolta fondi ha reso evidente come quel legame non si sia affievolito con il tempo”, si legge nel pannello che accompagna l’opera.
Mani, rondini e un pallone
Il murales prende forma attraverso una composizione nella quale ogni elemento ha un significato preciso. Da un lato ci sono le mani, simbolo delle persone che si sono organizzate, hanno costruito e partecipato alla realizzazione del progetto. Una di queste sostiene un pallone da calcio, richiamo discreto alla passione che univa i quattro amici e al luogo che accoglie l’intervento, il muro del campo sportivo. Accanto alle mani compaiono quattro rondini, scelte come presenza familiare nel paesaggio quotidiano del paese.
“Le rondini rappresentano il ricordo dei quattro amici nella sua forma più vibrante: qualcosa che non si può trattenere del tutto, ma che continua ad accompagnare e attraversare le vite di chi è rimasto”.
Mani e rondini raccolgono foglie, fiori e frammenti naturali, portandoli verso una grande composizione vegetale dalla quale emerge progressivamente una nuova figura: un grande uccello generato dall’accostamento di foglie e fiori. Al centro compare la scritta «Insieme», pensata come sintesi visiva dell’intero percorso. È la parola che tiene uniti tutti gli elementi dell’opera: le mani, le rondini, il pallone, la natura, la comunità, il ricordo e il luogo. Una dichiarazione aperta e luminosa che, come spiegato nel progetto, non appartiene a una singola voce, ma a tutte le persone coinvolte.
“Un faro di luce e di speranza”
L’inaugurazione ha rappresentato così non soltanto il momento conclusivo di un percorso artistico, ma anche l’occasione per ribadire il valore di una comunità capace di ritrovarsi attorno alla memoria. Tra i presenti anche il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa con una frase destinata a sintetizzarne lo spirito:
“Oggi accendiamo un faro di luce e di speranza”
Il titolo dell’opera richiama proprio questo concetto: “Energia” è la parola scelta per sintetizzare la visione del murales. Non un’energia intesa soltanto come forza, ma come capacità di un legame di continuare ad agire nel tempo, trasformandosi in partecipazione, presenza, raccolta e desiderio di bellezza.
“Il titolo richiama l’idea che nulla si crea, nulla si distrugge, solo si trasforma”, spiega il progetto. Anche ciò che appartiene alla memoria segue questo movimento: l’affetto non resta immobile, non si chiude nel passato e non si dissolve nell’assenza, ma cambia forma e diventa gesto, azione e azione collettiva. Il murales, realizzato con il patrocinio del Comune di Antegnate e il contributo della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, diventa così un segno destinato a rimanere nel paese. Non per raccontare la fine di qualcosa, ma la sua trasformazione. La memoria dei quattro amici non viene fissata in un’immagine semplicemente commemorativa, ma rimessa in circolo come energia viva, una scintilla capace di continuare a generare movimento.
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