Finalmente buone notizie sul fronte viabilità e sicurezza: in arrivo fondi per le sistemazioni di via Cimitero e via Brembate, a Canonica: i tanto discussi dossi del “fu Cerea” verranno rimossi, con la Provincia che interverrà a proprie spese per la messa in sicurezza dell’arteria stradale e per l’installazione di un semaforo con rilevamento di velocità.
Addio dossi, arriva il semaforo
Due buone notizie, l’una a distanza di pochi giorni dall’altra, per l’Amministrazione comunale del sindaco Paolo Arcari, che ha dato comunicazione della prima direttamente al Consiglio comunale di fine luglio.
“Martedì 28 luglio sull’albo pretorio della Provincia di Bergamo è stato pubblicato l’atto che stabilisce lo stanziamento di 330mila euro per la messa in sicurezza di via Brembate: la Provincia toglierà i dossi, provvederà alla riasfaltatura della strada e installerà un semaforo che scatterà con il rilevamento della velocità, così da garantire la sicurezza dei cittadini”.
Un intervento atteso da anni, dopo il lungo braccio di ferro tra Comune ed ente territoriale a seguito dell’installazione senza autorizzazione dei dossi fortemente voluti dall’ex sindaco Gianmaria Cerea, di cui la Provincia aveva più volte chiesto la rimozione.
Per via Cimitero in arrivo 150mila euro
Meno costoso ma altrettanto apprezzato sarà poi l’intervento manutentivo di via Cimitero, con il Comune di Canonica risultato aggiudicatario del contributo da 150mila euro richiesto al ministero degli Interni.
“Ministero che, a seguito della nostra domanda, ha comunicato di aver concesso al nostro ente la somma di 150mila euro per il rifacimento di via Cimitero – ha annunciato ancora Arcari – La strada, infatti, versa in condizioni pietose e per troppi anni è stata trascurata. Ora il primo importante passo per la sua riqualificazione è compiuto: con pazienza e perseveranza, non appena espletati i passaggi burocratici necessari, effettueremo i lavori. Grazie a tutti gli amministratori e ai dipendenti che si sono spesi insieme a me per ottenere questo grande risultato”.