Una vita spesa per il lavoro, la famiglia e il volontariato quella di Mario Trevaini, ex presidente dell'”Associazione Pensionati” e membro della “Confraternita del Santissimo Sacramento” di Urgnano. E’ mancato sabato 18 luglio a 100 anni.
Un uomo che ha saputo sempre reinventarsi
Figlio di agricoltori arrivati in paese da Cazzago Sant’Andrea per insediarsi una cascina, Mario era il quarto di nove fratelli e cominciò presto a lavorare: prima nell’allevamento bovino di famiglia e poi come capocantiere, infine come panettiere. La volontà e la capacità di adattamento certo non gli facevano difetto, la sua è la storia di un uomo che ha saputo reinventarsi più volte per conquistarsi qualcosa di più, caparbiamente.
“A quei tempi non bastava il lavoro in azienda per andare avanti e Mario andò a Milano dove imparò a fare il muratore – ha raccontato il figlio Eliseo – Visse anche l’esperienza della guerra, seppur breve, in fanteria. Nel capoluogo meneghino rimase 13 anni, il titolare infatti gli trovò una casa. Si sposò nel 1952 con la mamma e siamo nati noi quattro figli: io, Andreino, Aurora e Mery. Due in città, dove teneva comunque la sua mucca e un maialino nella corte dove viveva, e due qui a Urgnano, quando decise di tornare perché capitò un’occasione che non si lasciò sfuggire. La sorella di mia madre infatti gestiva un panificio, a Basella, e poiché voleva cederla chiese a loro se volessero rilevarla, e così fecero. Lui stava al forno e i primi tempi le pagnotte non venivano bene, allora piuttosto che darle ai muratori non perfette le pestava sotto i piedi… Anni dopo si trasferirono qui in paese, nel negozio di via Barelli, sotto casa, poi chiuso nel 2007. Papà era anche molto bravo a lavorare il legno, in cent’anni ha davvero fatto di tutto”.
L’impegno nel volontariato
Mario non era tipo da restare con le mani in mano e, andato in pensione, anche per combattere la solitudine dopo la perdita della moglie 61enne morta 38 anni fa, aveva deciso di dedicarsi anima e corpo al volontariato.
“Papà era un’istituzione in paese – hanno continuato Eliseo e Andreino, orgogliosi – era molto conosciuto sia per la sua attività nel panificio sia per quella nell’associazione dei pensionati, dove è stato presidente per una trentina d’anni. Avendo avuto il negozio era molto preciso nella contabilità e avevano piena fiducia in lui. Per una quindicina d’anni è stato anche un membro della ‘Confraternita del Santissimo Sacramento. In questi giorni sono passati in tantissimi a fargli visita, ringraziamo tutti di cuore'”.
“E’ mancato nella sua casa, con tutti noi accanto”
Nell’ultimo periodo Mario ha accusato stanchezza e piano piano si è spento, nel suo letto, circondato dall’affetto dei suoi cari.
“Mancati i suoi amici si era ritirato dall’associazione ma soffriva a stare senza far nulla, così si dedicava al giardino, alla sua uva – hanno ricordato ancora i figli – è caduto più volte da una scala ma senza mai farsi nulla, era una roccia. Non bastava però, diceva che era ora di andare… Era una persona che mangiava di tutto seppur molto esigente, se qualcosa non andava lo diceva senza peli sulla lingua, tuttavia ha cominciato a non aver appetito e le forze sono calate. Si è spento sabato scorso, con le nostre sorelle a tenergli la mano e tutta la famiglia intorno… fino all’ultimo è rimasto lucido e sempre lo stesso: buono ma un vero generale, dal carattere forte e dalle regole ferree. Amava leggere, e lo faceva senza occhiali, comprava sempre il giornale ogni settimana.. “.
Il ricordo dei figli
“Il 18 luglio ci hai lasciati perché avevi deciso che era ora di stare un po’ anche con la mamma, che ti sta aspettando da quasi 40 lunghi anni. Ci hai salutato con la mano, quasi a rassicurarci del fatto che se anche non ti vedremo più resterai sempre accanto a noi – hanno scritto i figli – Ci hai trasmesso la serenità di vivere la vita da persone rispettose verso gli altri, dentro le regole, nella saggezza che dovrebbero avere le persone comprensive e forti come sei sempre stato tu. Poche cose semplici, che dette da te facevano tutta la differenza del mondo. Quel mondo che ti ha sempre amato e voluto bene. Perché creiamoo che alle persone come te spetti di diritto. Ciao papà, fai buon viaggio, e dai alla nostra mamma un bacio per noi”.