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Variante generale al Pgt: focus sulla “Conceria Conti” e sull’ecomostro lungo la Francesca

Poste le condizioni per risolvere due questioni annose. L'Amministrazione inoltre intende realizzare un nuovo polo socio-sanitario dietro il Conad

Variante generale al Pgt: focus sulla “Conceria Conti” e sull’ecomostro lungo la Francesca

Adottata la Variante generale al Piano di governo del territorio (Pgt) di Urgnano: poste le premesse per risolvere i problema della conceria in pieno centro e dell’ecomostro lungo la Francesca.

“Puntiamo a scongiurare il decadimento del patrimonio edilizio dismesso, ridurre il consumo di suolo e rivitalizzare il centro”

Prima della presentazione della Variante l’assessore a Edilizia privata, Urbanistica e Ambiente Francesco Drago ha fatto una significativa premessa.

“Voglio ricordare e sintetizzare le linee guida di indirizzo che hanno orientato la stesura della Variante verso obiettivi coerenti con la strategia e il pensiero che ha caratterizzato e caratterizza l’azione di questa Amministrazione – ha affermato l’assessore – innovare il Pgt verso uno strumento semplice e flessibile; adeguare le visioni di trasformazione del territorio cercando di recepire le esigenze espresse e di inserirle in un quadro logico e armonico secondo le caratteristiche insite del territorio; adattare indici, parametri e carichi urbanistici degli ambiti attuativi alla nuova realtà economica e sociale che caratterizza il nostro tempo; scongiurare il lento, costoso e ambientalmente svantaggioso decadimento del patrimonio edilizio dismesso, con conseguente potenziale recupero di zone degradate, andando ben oltre il limite normativo del ‘bilancio zero’ relativo al ‘consumo di suolo’ dettato dagli Enti sovraordinati; incentivare la rivitalizzazione del centro storico e dei suoi cortili con norme più permissive a fronte di dimostrata qualità di progetti ed interventi”.

La Variante generale

A illustrare la Variante al Pgt nell’ultimo Consiglio comunale del 14 luglio è stato l’architetto estensore Marco Lameri.

Riduzione del consumo di suolo di oltre il 33%

“Secondo l’impianto normativo regionale i Comuni sono tenuti alla riduzione del consumo di suolo di almeno il 25% rispetto alle previsioni del Pgt vigente al 2014 – ha spiegato il progettista – Abbiamo operato stralci consistenti a nord dell’abitato, che determinavano anche una frattura del suolo agricolo. Intorno al cimitero eliminata quasi tutta la previsione in essere, altre ridotte a Basella. Il suono urbanizzabile passa da 252mila mq a 111mila, vale a dire 84mila mq pari al 33,43%”.

Ma sul cimitero ha obiettato il capogruppo di “Lega Salvini & Fratelli d’Italia” Simone Bonfadini ha espresso perplessità paventando il rischio di pregiudicare una eventuale e futura espansione del camposanto.

Aumento di popolazione: + 258 nuclei familiari

“Urgnano, in controtendenza, mostra di tenere a livello demografico, con una piccola crescita della popolazione, anche conseguenza di un livello dei servizi che il Comune riesce a offrire richiamando cittadini dall’esterno. Si è passati dai 9700 abitanti nel 2015 ai 10mila 183 nel 2025, e se ne prevedono circa 10mila 500 nel 2031. La dimensione media famiglia passa da 2,59 componenti nel 2015 a 2,46 nel 2025 e si ipotizza che saranno 2,38 nel 2031. Da qui al 2031-32 possiamo attenderci 258 nuclei familiari, a cui vanno aggiunti quei volumi che potrebbero essere necessari per studi professionali, botteghe e alloggi particolari, stimati in circa 50 unità, oltre al cosiddetto ‘fabbisogno frizionale’ di alloggi che devono restare liberi per garantire lo spostamento dei cittadini sul territorio, stimato tra l’1 e il 3%: noi ci siamo fermati all’1,5%  prudenzialmente”.

Molti gli alloggi sfitti, invenduti, dimessi e vuoti, soprattutto in centro storico.

“Il recupero del 20% è già ottimistico – ha osservato Lameri – Il bisogno stimato di alloggi nel quinquennio è di 375 alloggi – ha concluso il tecnico – con una possibilità teorica del Piano di 356”.

Intervento sulla “Conceria Conti” e sull’ecomostro lungo la Francesca

Tra gli altri ambiti di rigenerazione, per lo più ambiti di trasformazione disciplinati dal Pgt precedente, c’è quello della “Conceria Conti”, a nord del centro storico, oggetto di annose proteste per via di molestie olfattive.

“E’ stato diviso in due – ha spiegato – una parte dove può essere realizzata una moderata edificazione e un’altra che deve essere ceduta all’Amministrazione comunale, la quale dovrebbe riuscire a determinare una cerniera fra gli spazi pubblici collocati in questa zona e il centro storico. Un intervento molto complicato perché c’è la necessità di bonificare e di demolire una parte dei fabbricati esistenti complicato, anche se una parte della bonifica è conclusa: a quest’ambito è stato quindi legato un piccolo ampliamento di una zona produttiva già prevista a nord dell’edificato, in modo che da generare un equilibrio che consentisse all’operatore di sostenere l’intervento e determinare il beneficio collettivo sia sotto il profilo dell’eliminazione della conceria sia della cessione dell’area a verde pubblico”.

“In merito alla conceria, per noi l’aggiunta di 14mila 570 mq non è poco – ha obiettato ancora Bonfadini – Non capiamo poi perché la scelta delle fasi operative debba spettare al privato proprietario, non esiste alcuna garanzia reale sulla bonifica dell’area a verde pubblico”.

E’ stato però chiarito che si tratta di perequazione di diritti edificatori e che, quanto alla bonifica, secondo la convenzione stipulata, l’Amministrazione guadagnerà in ogni caso l’area a verde pubblico bonificata e si sono date rassicurazioni anche rispetto all’area della conceria.

Il capogruppo di “Rinnoviamo Urgnano e Basella” Giacomo Passera ha invece chiesto “perché l’Amministrazione non abbia proceduto a uno stralcio coatto dei vecchi piani attuativi ereditati e mai partiti, in linea con gli obiettivi di azzeramento di consumo del suolo, invece di confermarli”.

“Spesso non sono stati attuati a causa della sopravvenuta insostenibilità economica – ha replicato Drago – oggi abbiamo ricalibrato i carichi urbanistici e ridotto gli oneri e, in concertazione con gli interessati, abbiamo definito quelli che potrebbero essere più sostenibili in futuro”.

“Su quelli già convenzionati l’Amministrazione non può intervenire, questo finché il contratto tra le due parti è vigente” – ha aggiunto Lameri.

Il Conad si sposta, nel suo magazzino un polo socio-assistenziale

Gli unici nuovi ambiti di rigenerazione sono stati individuati a sud dell’abitato.

“Si prevede un’attrezzatura commerciale a cui corrisponde la cessione all’Amministrazione comunale di un intero edificio (il magazzino del supermercato Conad, 1000 mq, sul retro ndr.) da adibire a servizi collettivi e di un quarto di quello dove dove oggi è insediato a ridosso del centro storico (400 mq ndr.), già rinnovati al fine di rispondere alle esigenze dell’Amministrazione – ha aggiunto ancora il tecnico – Poi c’è un altro ambito, che corrisponde all’ecomostro dove esiste anche un problema di viabilità: si prevede la riqualificazione dell’edificio mai completato e l’innesto, a spese della proprietà, con una rotatoria già valutata positivamente dalla Provincia. Infine un altro piccolo lotto in ampliamento a un contesto produttivo già in essere in questo luogo, ma si tratta solo di riorganizzazione logistica per la messa in sicurezza non di realizzazione di volumi”.

“Circa lo spostamento del Conad e alla cessione di un edificio e di circa 400 mq a uso pubblico, come intendete impiegarli?” ha chiesto ancora Bonfadini.

“L’intenzione è dar vita a un’area socio-assistenziale che ospiti l’associazione ‘Samaria’, la Croce rossa e il Centro prelievi – ha spiegato il sindaco Marco Gastoldi – serve infatti spazio per i numerosi automezzi a disposizione, hanno bisogno di un ricovero”.

“Regole e dettagli saranno definiti in sede di convenzione” ha aggiunto Drago.

A Basella si ampliano le attrezzature sportive

“A fronte della realizzazione di alcune modeste unità abitative è prevista la cessione di un’area funzionale all’ampliamento delle attrezzature sportive a servizio della frazione – ha asserito Lameri – un lotto circondato da edificazioni rimasto agricolo”.

L’adozione: minoranze astenute

Messa la voto, la Variante generale al Pgt è passata con l’astensione delle minoranze (assente “Volto Civico”).

“Riteniamo che alcuni aspetti del Piano avrebbero meritato un maggiore approfondimento e un confronto ancora più ampio con il Consiglio comunale, con i cittadini e con le realtà del territorio – ha spiegato Passera – Rimangono infatti alcune perplessità riguardo alle priorità individuate, alle prospettive di sviluppo e all’attenzione nel rispondere pienamente alle esigenze future della nostra comunità. La nostra astensione vuole essere un atto di responsabilità istituzionale: una posizione costruttiva, che lascia aperta la disponibilità al confronto e alla collaborazione nell’interesse esclusivo della comunità”.

“Riteniamo questo Pgt privo di vero progetto per il futuro di Urgnano – ha dichiarato Bonfadini – Manca un’idea di paese concreta. Per esempio è stato tolto il progetto di circonvallazione direzione lato nord-ovest. Capiamo la difficoltà nel realizzare un’opera così ampia ma si poteva prevederne almeno una parte, un inizio che punta a dare una soluzione. La viabilità in paese deve essere un tema, non si può semplicemente cancellare il problema pensando che si risolva da solo. Non vogliamo bocciare a prescindere lo strumento, che contiene alcuni ambiti condivisibili, ma non possiamo nemmeno firmare una cambiale in bianco su punti così critici come l’ambiente e l’assetto del paese”.