Cronaca

Oltre mille candele e il pianoforte di Raffaele Lohn: piazza Manetta diventa un palcoscenico sotto le stelle

Il pubblico ha vissuto un’esperienza immersiva tra luci soffuse, note e suggestioni: il Romano Music Summerfest prosegue con nuovi appuntamenti

Oltre mille candele e il pianoforte di Raffaele Lohn: piazza Manetta diventa un palcoscenico sotto le stelle

A Romano venerdì 17 luglio 2026 si è svolta una serata di musica e magia con il concerto “Pianoforte a lume di candela” del maestro Raffaele Lohn.

 

La piazza si accende come teatro di musica

Più di mille candele, un pianoforte al centro della piazza e un’atmosfera sospesa tra emozione e bellezza. È stata una serata dal forte impatto scenografico quella vissuta venerdì 17 luglio 2026 in Piazza Manetta a Romano, trasformata per l’occasione in un luogo intimo e suggestivo grazie al concerto “Pianoforte a lume di candela” del maestro Raffaele Lohn. La luce calda delle candele ha accompagnato ogni momento dell’esibizione, creando un ambiente raccolto e particolare, capace di coinvolgere il pubblico presente non solo attraverso la musica, ma anche attraverso una vera esperienza sensoriale. Il pianoforte, protagonista assoluto della serata, è diventato il punto centrale di uno spazio urbano completamente reinventato: una piazza quotidiana che, per qualche ora, ha assunto il fascino di un grande salotto musicale a cielo aperto. Numerosi cittadini hanno scelto di partecipare all’evento, lasciandosi trasportare dalle melodie e dalla particolare formula proposta dall’artista. Un appuntamento che ha saputo unire cultura, spettacolo e valorizzazione degli spazi della città, confermando la capacità del festival estivo romano di creare occasioni di incontro originali e partecipate.

Raffaele Lohn, il pianista che suona emozioni

A guidare il pubblico in questo viaggio musicale è stato il maestro Raffaele Lohn, pianista classe 1997, che si è avvicinato allo studio del pianoforte fin da giovanissimo, iniziando il proprio percorso artistico all’età di cinque anni. La sua formazione si è sviluppata attraverso un intenso percorso accademico culminato al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, dove ha conseguito diversi titoli di studio pianistici, tra cui una laurea biennale con il massimo dei voti e la lode. Nel corso della sua carriera Lohn ha maturato esperienza sia come solista sia come pianista accompagnatore, partecipando a concerti e progetti musicali in Italia e all’estero. Ha approfondito il repertorio classico e contemporaneo attraverso lo studio con importanti maestri e la partecipazione a masterclass dedicate all’interpretazione pianistica. La particolarità dei suoi concerti a lume di candela nasce dalla volontà di riportare la musica pianistica a una dimensione più vicina e coinvolgente, dove il rapporto tra artista e pubblico diventa più diretto. L’assenza della tradizionale distanza tra palco e platea, unita alla presenza scenografica delle candele, permette agli spettatori di vivere il concerto non soltanto come un ascolto musicale, ma come un momento immersivo. Il pianoforte, strumento spesso associato alle grandi sale da concerto, viene così inserito in contesti nuovi: piazze, cortili e luoghi storici diventano ambienti capaci di valorizzare ogni sfumatura del suono. La luce delle candele contribuisce a creare un clima quasi cinematografico, in cui ogni brano diventa una storia raccontata attraverso le emozioni.

Raffaele Lohn durante il concerto di venerdì a Romano.

 

Il Romano music summerfest continua nel segno della condivisione

L’appuntamento di piazza Manetta rappresenta uno dei momenti più significativi del “Romano Music Summerfest”, rassegna che punta a portare la musica nel cuore della comunità, proponendo generi e artisti differenti e offrendo occasioni di aggregazione durante il periodo estivo. Dopo la magia del pianoforte tra le candele, il programma della manifestazione è proseguito con nuovi appuntamenti dedicati ad altri linguaggi musicali. La serata successiva, sabato 18 luglio 2026, ha visto protagonista in piazza Roma il concerto di Mora & Bronski, con un repertorio capace di intrecciare blues e cantautorato italiano, confermando la volontà degli organizzatori di proporre un cartellone vario e aperto a pubblici diversi.