Dopo le magnolie dell’aiuola davanti all’istituto, un nuovo intervento riduce drasticamente il patrimonio arboreo della scuola secondaria di Romano
Un angolo verde che faceva parte della storia del quartiere
Il verde della scuola secondaria Enrico Fermi di Romano non era soltanto un elemento del paesaggio urbano. Per il quartiere Cappuccini rappresentava uno spazio conosciuto e vissuto, un luogo che negli anni aveva accompagnato la quotidianità di tanti studenti e famiglie. È proprio per questo motivo che l’intervento effettuato nei giorni scorsi ha suscitato reazioni e preoccupazione tra alcuni residenti della zona. Piante e siepi che circondavano l’istituto sono state eliminate in modo drastico, modificando profondamente l’aspetto dell’area esterna della scuola. A sollevare il caso è un cittadino del quartiere, autore di una lettera firmata, che racconta il disagio provato davanti alla scomparsa di quella componente verde che, nel tempo, era diventata parte integrante dell’identità del luogo.
“Ci sono luoghi in cui il verde è parte integrante della memoria e della vita di una comunità», scrive il residente, ricordando come quello spazio fosse «un luogo di aggregazione e di biodiversità che cresceva insieme alle generazioni di studenti”.
Dopo le magnolie, un altro intervento che fa discutere
La questione, secondo il residente, non sarebbe un episodio isolato. Solo pochi mesi fa, infatti, era toccato alle magnolie presenti nell’aiuola davanti all’istituto, anche quelle rimosse lasciando un ulteriore vuoto nel patrimonio verde della scuola. La preoccupazione riguarda soprattutto il fatto che alberi e siepi non siano elementi sostituibili in tempi brevi. La crescita di una pianta richiede anni, spesso decenni, mentre un intervento di abbattimento può cancellare in poche ore un patrimonio costruito nel tempo. “La natura richiede decenni per regalare ombra e protezione, ma bastano poche ore di motosega per cancellare tutto”, sottolinea nella lettera il cittadino, evidenziando il cambiamento dell’area, passata da uno spazio verde e vivo a un ambiente molto più spoglio. Il tema assume un significato ancora più rilevante perché riguarda un plesso al centro delle prospettive future della città. Proprio durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, infatti, il sindaco Gianfranco Gafforelli aveva annunciato la volontà dell’Amministrazione di candidare il progetto della nuova scuola Fermi al meccanismo del “Conto termico”, con l’obiettivo di ridurre i costi dell’intervento e rendere possibile la ricostruzione dell’edificio nei prossimi anni.
La richiesta: chiarimenti e un piano per restituire il verde alla scuola
Al centro della protesta c’è ora una domanda rivolta alle istituzioni: era davvero necessario procedere con un abbattimento così radicale?
Il cittadino chiede che venga spiegata la motivazione dell’intervento e, soprattutto, che venga chiarito se sia già previsto un progetto di ripiantumazione per restituire alla scuola una nuova dotazione verde. Il tema non riguarda soltanto alberi e siepi, ma anche il ruolo educativo degli spazi scolastici. Secondo il residente, una scuola dovrebbe essere il primo luogo in cui insegnare concretamente il rispetto dell’ambiente, la cura del territorio e i principi della transizione ecologica. Una riflessione che si intreccia con il futuro dell’istituto: mentre l’Amministrazione guarda alla realizzazione del nuovo plesso, il cittadino firmatario auspica che anche il patrimonio verde torni a essere una priorità, attraverso un piano di ripiantumazione capace di restituire qualità ambientale e valore educativo agli spazi esterni della scuola.
“Quale messaggio stiamo trasmettendo ai ragazzi che frequentano la Fermi – è la domanda finale contenuta nella lettera – se lo spazio in cui crescono viene privato della sua componente più viva?”.