I Carabinieri di Romano martedì 14 luglio 2026 hanno eseguito la misura cautelare disposta dal Gip di Bergamo dopo settimane di presunte violenze, minacce e aggressioni ai danni della giovane compagna. Il primo episodio violento è avvenuto a Calcio.
Un’escalation di violenze iniziata a giugno
Un’escalation di presunte violenze culminata con l’applicazione di una misura cautelare. Nella giornata di martedì 14 luglio 2026 i Carabinieri della Stazione di Romano hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Bergamo nei confronti di un cittadino albanese di 35 anni, indagato per atti persecutori, maltrattamenti e lesioni personali ai danni della fidanzata ventenne. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda avrebbe avuto inizio nei primi giorni di giugno. Già il 6 giugno i militari erano intervenuti nell’abitazione della giovane per un episodio di maltrattamenti. Da quel momento, però, la situazione sarebbe progressivamente peggiorata, soprattutto nei fine settimana, quando l’uomo, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe abusato di alcol e sostanze stupefacenti. Il primo episodio particolarmente grave risale alla notte del 21 giugno, quando i Carabinieri sono intervenuti nel territorio di Calcio dopo la segnalazione di un cittadino. La ragazza è stata trovata in lacrime, fortemente scossa e con il volto tumefatto a causa delle percosse che avrebbe subito dal compagno. Trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale di Chiari, è stata presa in carico dai sanitari, mentre i militari hanno immediatamente attivato il protocollo del “Codice Rosso”, informando l’Autorità giudiziaria.
La nuova aggressione davanti ai testimoni
Nonostante il primo intervento e l’attivazione delle misure di tutela, gli episodi di violenza non si sarebbero fermati. All’alba del 28 giugno una nuova lite è scoppiata all’esterno di un locale pubblico. Stando alla ricostruzione dei Carabinieri, il trentacinquenne avrebbe nuovamente aggredito la compagna, colpendola davanti a diverse persone. A interrompere il pestaggio è stato un amico della giovane, che è intervenuto affrontando l’aggressore e costringendolo ad allontanarsi. Pochi minuti dopo, mentre i militari erano ancora sul posto per raccogliere le testimonianze e assistere la vittima, l’uomo sarebbe tornato nuovamente sul luogo dell’aggressione. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, avrebbe rivolto ulteriori minacce alla donna, per poi dileguarsi prima dell’identificazione. La successiva perquisizione nell’abitazione dell’indagato ha inoltre consentito ai Carabinieri di sequestrare alcune armi ad aria compressa, trovate smontate e custodite all’interno di un armadio della camera da letto.
Le misure del giudice per proteggere la vittima
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati trasmessi dalla Procura della Repubblica al Gip del Tribunale di Bergamo, che ha ritenuto sussistenti i presupposti per adottare una misura cautelare a tutela della giovane. Rintracciato nel tardo pomeriggio di martedì 14 luglio 2026 dai Carabinieri di Romano, il trentacinquenne è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa. Dovrà mantenere una distanza di almeno mille metri dall’abitazione e dal luogo di lavoro della vittima e non potrà comunicare con lei in alcun modo, né di persona né attraverso telefono, messaggi o strumenti telematici. Poiché l’indagato ha formalmente rifiutato l’applicazione del braccialetto elettronico, il giudice ha disposto anche il divieto di dimora nel Comune di residenza della giovane. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, nei confronti dell’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.