Al risveglio il mal di testa non passa con un caffè? Potrebbe essere un problema di salute orale.
Sempre più pazienti, infatti, scoprono, spesso dopo anni di fastidi attribuiti allo stress o all’età, che dolori muscolari, articolari, alterazioni nei movimenti della mandibola o un’eccessiva usura dei denti nascondono una causa precisa e curabile che non risiede nella testa, ma nella bocca. A segnalare il problema, oltre all’odontoiatra attento, sono anche fisioterapisti e osteopati che lavorano ogni giorno sull’apparato muscolo-scheletrico di testa e collo.
Il consiglio che arriva in questi casi è sempre lo stesso: dolori al viso e al collo, cefalea al risveglio, acufeni, bruxismo, vertigini o difficoltà nella masticazione e nella deglutizione sono segnali da non ignorare e da comunicare anche al dentista di fiducia: «Una visita specialistica in gnatologia potrebbe rivelarsi risolutrice», spiega il dottor Piacentini, titolare degli Studi del Dottor Piacentini a Romano di Lombardia e Cividate.
Cosa fa lo gnatologo
Chi esegue la visita gnatologica? Se ne occupa lo gnatologo, un dentista che ha seguito una formazione specifica e approfondita in gnatologia, la disciplina che studia la fisiologia e le patologie del complesso cranio-cervico-mandibolare.
Negli Studi del dottor Piacentini, a Romano di Lombardia e Cividate, due odontoiatri hanno recentemente completato un percorso formativo dedicato proprio a questa specializzazione frequentando il corso di perfezionamento teorico-pratico: il dottor Daniele Angelo Sassi e il dottor Luca Senziani.
«Poter contare su colleghi che hanno seguito un percorso di questo tipo ci permette di analizzare nel dettaglio la rete di muscoli che governano il movimento della mandibola e delle articolazioni temporo-mandibolari con particolare attenzione a masticazione, deglutizione, respirazione e serramento dei denti» precisa Piacentini. Di seguito, i principali casi in cui, grazie alla diagnosi dello gnatologo, è possibile risolvere le problematiche che affliggono i pazienti attraverso il ricorso a un bite gnatologico personalizzato.
Dolori al viso e al collo e cefalea da malocclusione
Il primo caso che prendiamo in esame è quello dei dolori a viso e collo: quando derivano da una malocclusione della bocca, lo specialista si mette al lavoro per ristabilire l’allineamento di mandibola e mascella e distendere i muscoli facciali e del collo. «La soluzione può essere a portata di mano: spesso, infatti, il paziente trova giovamento già con la riabilitazione dell’organo masticatorio e con l’uso di un bite gnatologico», sottolinea Piacentini.
Bruxismo
C’è poi il fenomeno del digrignare i denti, soprattutto di notte, o del serrare a lungo le arcate dentarie. È il bruxismo, le cui cause sono diverse: ereditarie, psico-emotive od odontoiatriche. Anche in questo caso, compito dello specialista è individuare le origini delle interferenze e intervenire sul contatto occlusale sempre attraverso l’applicazione di un apposito bite.
Acufeni
Anche ronzii o fischi persistenti nelle orecchie (gli acufeni) sono spesso legati a bruxismo e a uno scorretto serramento dei denti.
Lo gnatologo, con esami specifici, può confermare la diagnosi e la terapia più indicata, come nei casi precedenti, consiste spesso in un bite su misura.
Vertigini e senso di instabilità
Esiste un legame diretto anche tra le vertigini e la mandibola. In questi casi lo gnatologo lavora insieme all’otorinolaringoiatra, studiando occlusione, muscoli cranio-mandibolari e articolazioni temporo-mandibolari per ridurre o eliminare il disturbo.
Una volta risolti i problemi, spesso con bite invisibili, le vertigini svaniscono.
Difficoltà di masticazione e deglutizione
Masticare male il cibo è spesso legato a una malocclusione. La deglutizione, per quanto banale possa sembrare, coinvolge invece una sequenza complessa di azioni coordinate da diverse aree del sistema nervoso.
Come si svolge la visita gnatologica
La prima visita comprende un’analisi accurata della storia clinica del paziente, seguita da una valutazione dei movimenti mandibolari, dei contatti occlusali e delle funzionalità articolari, di solito accompagnata da un’ortopantomografia.
In casi specifici, lo specialista può richiedere approfondimenti diagnostici. «La risonanza magnetica delle articolazioni temporo-mandibolari» spiega Piacentini «è spesso più efficace della tomografia assiale computerizzata, perché sicura, ripetibile e priva di raggi X». L’esame confronta le immagini dell’articolazione a bocca chiusa e aperta, permettendo di valutare la posizione del disco articolare (o menisco) e il suo grado di compromissione.
In alcuni casi si può ricorrere anche a un test kinesiografico o elettromiografico che, tramite elettrodi posizionati sui muscoli coinvolti nella masticazione, verifica se l’attività motoria è bilanciata o se sono presenti tensioni da correggere. «Chi riconosce anche solo alcuni di questi sintomi» conclude il dottor Piacentini «farebbe bene a rivolgersi a uno specialista in gnatologia clinica per una visita completa e un percorso di cura su misura».
Informazioni e appuntamenti
• Studi Romano di L.
– Via Schivardi, 54
Tel. 0363 910196
– Via Balilla, 66
Tel. 0363 688802
• Studio Cividate
Via Sentieri, 9
Tel. 0363 323651