Cronaca

Masano piange Cesare Germiniasi, il volto storico dell’oratorio

Un impegno a 360 gradi a favore dei ragazzi e della struttura, divenuta la sua seconda casa. E' mancato ieri, lunedì 6 luglio, a 82 anni, in ospedale

Masano piange Cesare Germiniasi, il volto storico dell’oratorio

Un volontario infaticabile Cesare Germiniasi, che si è dato da fare fino alla fine per l’oratorio di Masano, frazione di Caravaggio, nonostante da cinque anni fosse afflitto da un male che sapeva non gli avrebbe lasciato scampo. Si è spento ieri, lunedì 6 luglio, all’ospedale di Treviglio.

L’amore per i ragazzi e l’oratorio

Masano è in lutto per l’82enne che ha dedicato generosamente tempo e impegno a favore dei ragazzi e dell’oratorio della frazione. In tantissimi stanno facendo visita alla salma composta nella sua abitazione di via Merisio.

“Era nato a Casalmaggiore, nel Cremasco – racconta la figlia Laura – dopo aver studiato alla ‘Scuola Casearia’ di Pandino aveva trovato lavoro prima alla “Mauri” e poi all'”Invernizzi”, a Caravaggio, dove aveva conosciuto nostra madre, Maria. Si sono sposati un paio d’anni dopo e stabiliti a Masano, 56 anni di vita insieme. Dal matrimonio siamo nati io e mio fratello Giorgio“.

Arrivato in paese, da subito, con un altro volontario, si era impegnato con i ragazzi del paese.

“Quelli che vedeva per strada li avvicinava invitandoli a giocare insieme a calcio ed è nata una squadra – spiega – Tra i tanti che sono passati a fargli visita c’era uno di loro che è commosso ricordando gli anni dell’infanzia con mio padre che li andava a prendere per gli allenamenti con la sua auto, li portava a mangiare la pizza…”.

Un impegno che si è esteso, ben presto, all’oratorio, diventato la sua seconda casa.

“Era davvero come fosse casa sua, ha sempre collaborato con tutti i sacerdoti che si sono susseguiti – afferma la figlia – ricordo quand’ero bambina che lui si occupava di tagliare l’erba del campo, delle manutenzioni e anche delle prenotazioni quando lo si affittava agli esterni: allora non c’era WatsApp per cui ogni giorno veniva gente a citofonare e lui prendeva nota su un’agenda… Per dare una mano alla struttura si era messo anche a raccogliere il ferro che all’epoca si rivendeva, stava al bar, faceva il parcheggiatore alla raviolata di settembre e, negli ultimi anni, dava una mano anche a ripulire le stoviglie in cucina… Apriva lui l’oratorio il sabato sera e la domenica. Faceva sempre i lavori più umili, bastava rendersi utile nel sociale. Era anche membro di una confraternita. Un uomo schietto ma buono, sempre pronto a dare un’offerta, e un nonno innamorato dei suoi nipotini”.

La lotta coraggiosa e serena contro la malattia

Quando ha scoperto il tumore del sangue che lo affliggeva, Germiniasi lo ha affrontato senza disperazione, con l’aiuto della fede.

“Era cosciente della sua malattia ma non l’ha mai fatta pesare – racconta ancora la figlia – l’ha affrontata dignitosamente e con forza, sottoponendosi a tutte le terapie del caso per cinque anni, spostandosi avanti e indietro dall’ospedale ‘Papa Giovanni XXIII’, poi sono arrivate le trasfusioni al nosocomio di Treviglio. Tutto senza lamentarsi e senza rabbia, convinto che ognuno ha il proprio destino… Era molto devoto a padre Pio e recitava ogni giorno il Rosario. E’ stato bene fino mercoledì scorso, giovedì è arrivata la febbre ed è stato necessario il ricovero. Un grazie particolare alla dottoressa Barbara Manenti del reparto di Ematologia e lo staff delle infermiere, per l’umanità e la professionalità che hanno dimostrato”.

I funerali saranno celebrati giovedì, alle 10.45, nella chiesa parrocchiale San Vitale Martire di Masano, poi il feretro sarà tumulato nel cimitero locale.