Cronaca

L’Adda si è portato via Aboubacar, non ce l’ha fatta il 16enne soccorso a Canonica

A Pontirolo è partita una raccolta fondi per sostenere le spese di rimpatrio della salma in Costa d'Avorio

L’Adda si è portato via Aboubacar, non ce l’ha fatta il 16enne soccorso a Canonica

Non ce l’ha fatta Aboubacar Sidibe, il sedicenne ivoriano finito preda delle correnti dell’Adda il 19 giugno scorso. Trascinato dal fiume per lunghi, interminabili minuti, era stato soccorso e salvato dalle acque da un giovane passante, ma si è spento nei giorni scorsi in ospedale.

Non ce l’ha fatta Aboubacar

Il tragico epilogo dell’ennesimo, fatale incidente causato dal fiume è arrivato tra martedì e mercoledì, quando si è diffusa a Pontirolo la notizia della morte di Aboubacar, da giorni ricoverato in condizioni gravi presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Un lutto che ha scosso la comunità, con alcune famiglie che hanno anche lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia Sidibe in vista del trasferimento della salma in Costa d’Avorio, paese d’origine di Aboubacar.

La sindaca Bertocchi: “Tragedie che vorremmo non accadessero mai”

Cordoglio cui ha preso parte anche l’Amministrazione comunale, che tramite il sindaco Erika Bertocchi ha espresso vicinanza ai familiari del giovane.

“Siamo tutti profondamente turbati dalla notizia, perché tutti noi eravamo aggrappati alla speranza che la vicenda potesse avere un epilogo diverso – ha commentato la prima cittadina – Purtroppo queste sono tragedie che vorremmo non accadessero mai, e sono ancora più dolorose quando a spezzarsi è la vita di un ragazzo di soli sedici anni. Credo che in questo momento la comunità possa solo stringersi con rispetto intorno al dolore della famiglia. Da parte mia e dell’Amministrazione comunale voglio esprimere cordoglio e vicinanza ai famigliari e agli amici che stanno affrontando questo dolore”.

L’incidente era avvenuto lo scorso 19 giugno quando il 16enne, in compagnia di amici, aveva raggiunto la riva dell’Adda nella zona conosciuta come “Pradel”, i piedi del ponte che separa Canonica da Vaprio d’Adda. Il 16enne, forse per il troppo caldo, ha deciso di immergersi nel fiume per trovare un po’ di refrigerio. Dopo aver percorso pochi passi, il ragazzo è però andato in difficoltà e, forse in preda all’agitazione, dopo alcuni movimenti bruschi e rimasto incastrato tra alcune rocce e non è più riuscito a riemergere.

La richiesta di aiuto

Immediatamente i suoi amici hanno cominciato a urlare per richiamare l’attenzione di qualcuno che potesse aiutare il ragazzo. Le loro grida hanno attirato l’attenzione di un giovane che subito è accorso sul posto. E’ entrato in acqua e dopo aver afferrato la gamba del 16enne, l’unica parte del corpo che emergeva dall’acqua, lo ha trascinato a riva esanime. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi. Sul posto giunti un’ambulanza, l’elisoccorso e i Vigili del Fuoco di Treviglio. Quando i sanitari sono giunti sul posto, si sono resi conto che la situazione era gravissima. Secondo le testimonianza, infatti, il ragazzino era rimasto sott’acqua per diversi minuti. Trasportato in elicottero a Bergamo, ha lottato per giorni nella Terapia intensiva del Papa Giovanni dove, però, è spirato nella notte tra martedì e mercoledì.

I divieti di balneazione

Proprio nelle scorse settimane il sindaco di Canonica Paolo Arcari, così come i suoi colleghi dei Comuni che si affacciano sulle sponde dell’Adda, aveva firmato un’ordinanza per vietare i tuffi in tutti i corsi d’acqua del territorio comunale, visti i numerosi incidenti, spesso mortali, che ogni estate vengono registrati. L’ultimo proprio il 31 maggio, con la morte di un 57 enne che si era immerso nell’Adda nei pressi della diga di Sant’Anna tra Vaprio e Canonica. Poche ore dopo c’era stata un’altra vittima a Cassano d’Adda, mentre lo scorso fine settimana, questa volta nell’Oglio a Torre Pallavicina, ha perso la vita un 27enne che si era tuffato per soccorrere il fratello, poi salvato da altri bagnanti.