(nella foto in evidenza, la vittima Roberto Guerrisi)
Quindici anni di reclusione per aver ucciso a sangue freddo, la sera del 28 dicembre 2024 a Pontirolo il 42enne Roberto Guerrisi con un colpo di pistola in pieno volto. Nessuno scontro di pena per Rocco Modaffari, 58enne di origini calabresi ai domiciliari a Sant’Eufemia d’Aspromonte (Rc).
Confermata la condanna: 15 anni a Modaffari
La Corte di Appello di Brescia, che si è riunita ieri 24 giugno 2026 presieduta da Eliana Genovese, ha confermato la condanna a 15 anni stabilita lo scorso 23 ottobre 2025 dalla gup Federica Gaudino. Il procedimento non ha riconsiderato l’attenuante della provocazione nonostante la richiesta avanzata anche dalla Procura generale. Nella sua richiesta l’avvocato generale dello Stato, Domenico Chiaro, chiedeva che la provocazione fosse ritenuta prevalente scontando la pena e portandola a 13 anni. Il Tribunale ha, però, negato ogni sconto. Le motivazioni saranno rese pubbliche dopo il termine fissato di 90 giorni.
In primo grado il pm Giampiero Golluccio aveva chiesto una condanna a 17 anni e 8 mesi, ma nei confronti di Modaffari, per il quale era stata chiesta inizialmente dall’avvocato Michele Occhipinti l’attenuante dell’eccesso colposo di legittima difesa, erano state invece riconosciute la provocazione, invocata in subordine, e lo sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato.
Freddò Guerrisi con un colpo in pieno volto
Modaffari deve rispondere anche del possesso di una Beretta calibro 6.35 con matricola abrasa e della relativa ricettazione.
La stessa arma utilizzata per freddare Guerrisi che quel 28 dicembre si era presentato fuori dai cancelli della “Db Car” – l’azienda della famiglia Bonfiglio – per regolare una questione personale. Non era la prima volta che il 42enne, operaio di Boltiere, si presentava fuori dall’azienda. In quei giorni, infatti, tra le due famiglie c’erano state forti tensioni, legate al rapporto tra una delle figlie 19enne di Guerrisi e un 22enne, nipote di Modaffari. Il giorno prima, infatti, la ragazza aveva denunciato il fidanzato raccontato di essere stata picchiata.
Per questo l’indomani Guerrisi si era presentato una prima volta intorno alle 14 – e in quell’occasione, dopo essere stato accerchiato – aveva sferrato un pugno al padre del 22enne e aveva ferito con un coltello il fidanzato di una delle figlie di Bonfiglio. Più tardi, però, Guerrisi era tornato accompagnato da alcuni parenti e quando la discussione sembrava ormai chiusa, dalla pistola di Modaffari sono stati esplosi due colpi: uno ha centrato in pieno viso Guerrisi che si trovava oltre la cancellata.