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Inaugurato il nuovo impianto a biometano della Cascina Bornocchia

E' partito dall'azienda dei fratelli Bizzoni il tour promosso dal "Consorzio italiano biogas" (Cib) denominato "Farming Days"

Inaugurato il nuovo impianto a biometano della Cascina Bornocchia

Sotto un sole cocente ieri mattina, martedì 23 luglio, è partito da Caravaggio il tour promosso dal “Consorzio italiano biogas” (Cib) denominato “Farming Days”, che si pone l’obiettivo di promuovere gli impianti di eccellenza come quello a biometano inaugurato in pompa magna proprio alla Cascina Bornocchia, che ospita un allevamento suino da 12mila 200 capi.

Impianto a biogas convertito a biometano

Quello del biogas e delle biomasse è un tema controverso, e l’evento di ieri è servito a chiarire meglio il contributo che il “biogas fatto bene”, come ha tenuto a sottolineare il presidente del Cib  Piero Gattoni, può dare alle aziende agricole per competere sul mercato ma anche, sotto il profilo ambientale, alla decarbonizzazione dell’economia. Il fatto stesso che la prima tappa di questo particolare tour, “Farming days”, sia stata organizzata a Caravaggio la dice lunga sull’impianto all’avanguardia che l’azienda agricola dei fratelli Bizzoni, con alle spalle oltre un secolo di storia, ha realizzato: un impianto di biometano da 250 Sm³/h, che contribuisce all’autonomia energetica aziendale e alla chiusura del ciclo produttivo. A completare questo modello virtuoso vi è un avanzato sistema di strippaggio dell’ammoniaca per la gestione del digestato. L’impianto, convertito dal biogas, tratta circa il 45% dei volumi in uscita attraverso tre fasi distinte – separazione solido-liquida, ultrafiltrazione e osmosi inversa – seguite dalla Torre di Strippaggio, consentendo di trasformare i sottoprodotti della digestione anaerobica in risorse utili e di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dell’attività agricola.

Taglio del nastro

L’evento, che ha rappresentato un importante traguardo per l’azienda caravaggina, ha visto una nutrita partecipazione di operatori del settore con i loro stand e di rappresentanti delle principali organizzazioni agricole regionali tra cui il presidente caravaggino della Coldiretti Bergamo Gabriele Borella, ma anche ambientaliste, con il responsabile scientifico di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine. Presenti anche le autorità comunali con il primo cittadino Claudio Bolandrini, l’assessore all’Ambiente Marco Cremonesi e il sindaco di Capralba Damiano Cattaneo, e quelle regionali con il dirigente responsabile dell’Unità Organizzativa Investimenti per Ambiente e Clima, Agroenergia, Servizio Agricoltura della Lombardia Luca Zucchelli e il consigliere regionale presidente della Commissione speciale Pnrr, monitoraggio utilizzo fondi europei ed efficacia dei bandi regionali Giulio Gallera, in collegamento video. Durante la mattinata sono stati illustrati il progetto e le caratteristiche tecnologiche dell’impianto ma anche tecniche agronomiche innovative. A seguire una visita guidata e un convegno sulle tematiche ambientali e le normative vigenti. Infine, prima del taglio del nastro e di un momento conviviale, spazio agli interventi istituzionali.

Bizzoni: “Lo stimolo a trasformare l’agricoltura in un’attività più sostenibile”

A fare gli onori di casa è stato Paolo Bizzoni, che ha salutato gli ospiti.

“Grazie a tutti, in particolare alle autorità presenti – ha affermato – il biogas oggi è fondamentale, per un’azienda zootecnica come la nostra è inconcepibile non avere un impianto simile che adesso è stato convertito a biometano. Lo slogan del Cib, il ‘Biogasfattobene’ ci ha stimolati nel trasformare l’agricoltura in un’attività più sostenibile, perché proietta verso il rispetto del terreno e dei requisiti ambientali che le normative e la società oggi richiedono a un’azienda agricola. Oltre al Cib, in questo percorso sono però state importanti anche le istituzioni: se la Regione Lombardia ha dato un aiuto sostanziale alla trasformazione e all’adeguamento dell’azienda a tutti i parametri ambientali, il Comune ha avuto l’intelligenza e la sensibilità di comprendere che il nuovo impianto è integrato e assolutamente ‘agricolo’ e si tratta di un investimento importante per il territorio. I confronti sono importanti. Stamattina ci sono state dimostrazioni in campagna di lavorazioni che prendono sempre più piede e guardano al futuro, consentendo una riduzione di costi e quindi una maggiore sostenibilità economica dell’azienda”.

Il sindaco Bolandrini: “Orogliosi che questo tour parta da Caravaggio”

“Porto i saluti anche del presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli in qualità di consigliere provinciale – ha esordito – come sindaco esprimo grande soddisfazione perché un’azienda storica caravaggina è indicata come un modello virtuoso, che riunisce in sinergia l’attività agricola e l’allevamento con le nuove sfide che la transizione energetica e la tutela dell’ecosistema globale e ambientale richiedono di affrontare, e per le quali è necessario incamminarsi verso fonti rinnovabili ma anche adottare un sistema produttivo circolare e sostenibile. E’ motivo di orgoglio vedere che questo tour parte da Caravaggio, che ha una vocazione profondamente agricola. L’Amministrazione dialoga costantemente con agricoltori e allevatori senza pregiudizi e chiusure ideologiche perché è nel confronto tra istituzioni e  imprenditoria che si possono aprire spazi per vincere insieme queste sfide, coinvolgendo le quelle superiori come Regione Lombardia. Giornate come queste combinano e abbinano passione, tradizione e apertura verso il futuro”.

Di Simine: “Sì al biogas fatto bene ma diventi un servizio per tutti”

“La scelta di puntare sulla formula ‘Biogasfattobene’ è stata vincente – ha osservato – ma oggi è il punto di partenza: quello fatto male è meglio non farlo. Il biometano in particolare deve aiutarci a risolvere i problemi dell’efficienza delle risorse per quanto riguarda il tema energetico ma anche per quanto concerne l’impronta ambientale del settore agricolo. Abbiamo molti spazi di miglioramento da esplorare per quanto riguarda l’agricoltura lombarda: l’efficienza dell’uso agronomico dell’azoto è una sfida che dobbiamo giocare a pieno campo. C’è una grande polemica in Europa intorno all’uso del digestato (materiale residuo che si ottiene al termine del processo di digestione anaerobica di biomasse come scarti agricoli, reflui zootecnici o rifiuti organici utilizzato per produrre biogas che, essendo ricco di azoto, fosforo e potassio, è impiegato come concime naturale e ammendante per il suolo ndr.): occorre evitare che diventi un viatico per fare un cattivo uso dell’azoto, che è una risorsa preziosa e scarsa. Il digestato va usato in sostituzione dei fertilizzanti minerali e non come integrazione. Liberiamoci dalla dipendenza dall’urea che arriva sempre da zone del mondo instabili. L’azoto usato male non è solo sprecato ma inquina, così come il metano: bisogna ridurre quasi a zero le emissioni fuggitive, perché è un gas serra estremamente potente come alterante climatico. Infine è necessario che le lavorazioni dei liquami e dei residui colturali si trasformino in un servizio rivolto al mondo agricolo nel suo complesso e non avanzino soltanto secondo uno schema di tipo proprietario, quindi impianto solo per chi se lo può permettere. Altrimenti diventa un ulteriore strumento per l’espulsione delle piccole e medie aziende”.

Borella: “Sostenibilità ed efficienza per aiutare le aziende ad essere sempre più performanti”

“Porto i saluti del presidente regionale Gianfranco Bonizzoli – ha detto – oggi gioco in casa, faccio i complimenti a quest’azienda per essere stata lungimirante nelle scelte effettuate. L’impianto a biometano mostra l’evoluzione di un settore che investe e crede sempre di più nella tecnologia: la sostenibilità e l’efficienza sono le parole chiave che aiuteranno le aziende ad essere sempre più performanti e capaci di stare alle regole di un mercato che ormai è globale… se scoppia una guerra su di noi ricadono sempre la conseguenze più negative. Grazie al circolo virtuoso per cui uno scarto diventa una risorsa e poi un’opportunità per un territorio ne usciremo vincenti. Le giornate come queste servono per cercare di  ridurre le criticità delle nostre aziende. In merito al digestato, come Coldiretti ci stiamo battendo a tutti i livelli”.

Zucchelli: “Aziende agricole sempre più energivore”

“Le aziende agricole ormai sono diventate energivore per far star bene gli animali, quindi stiamo cercando di capire quali sono gli spazi per il finanziamento dell’energia o per la sua autoproduzione – ha sostenuto – il biogas rappresenta un elemento molto significativo. Con il Pnrr poi è nata un’iniziativa molto forte sul biometano, che senza la realtà agricola non credo possa andare molto lontano perché si fa con biomasse e liquami. Quanto al digestato la sfida è questa: riuscire a usare al meglio una matrice che contiene una forma di azoto prevalentemente ammoniacale, e in questa azienda mi sembra che l’esempio ci sia. Come Regione Lombardia abbiamo superato i 120 milioni di euro in aiuti erogati a imprese per fare in modo che l’azoto non vada in atmosfera ma rimanga all’interno della soluzione e  venga utilizzato nei campi”.

Gallera: “Dopo il Pnrr è necessario trovare altre risorse per sostenere la conversione”

“La Regione Lombardia ha portato il suo contributo perché si potessero realizzare questi impianti con le risorse ottenute dal Pnrr – ha spiegato – oggi il tema è, finite queste ultime, come e quando trovarne altre per sostenere la conversione di altri impianti a biogas in biometano o costruirne di nuovi. Ci rivedremo dopo l’estate per un confronto e cercheremo di fare la nostra parte. Il Consiglio regionale c’è e vuole continuare a supportare le aziende in questa straordinaria azione che porta energia rinnovabile e intelligente, un comparto che fa molto per l’agricoltura e l’innovazione in questo settore”.