Economia

Sì (anche se con riserve) al nuovo contratto preliminare con “Arafin”

E' stato illustrato in un'assemblea tenutasi nel pomeriggio di ieri ai proprietari delle aree riuniti nel Consorzio di via Panizzardo

Sì (anche se con riserve) al nuovo contratto preliminare con “Arafin”

Quella di ieri pomeriggio, lunedì 16 giugno, è stata un’assemblea meno concitata di quella precedente, ma non sono mancate proteste e lamentele da parte dei membri del Consorzio di via Panizzardo a Caravaggio. Alla fine però hanno dato l’ok al nuovo preliminare con l’investitore “Arafin”.

Il nuovo preliminare con “Arafin”

Una vicenda che sembra non avere mai fine quella che coinvolge i 64 proprietari dei terreni che compongono l’area produttiva di 200mila mq su cui è prevista la realizzazione di una logistica e sulla quale, fino allo scorso dicembre, era in vigore il contratto preliminare di acquisto della società “Arafin”. Ieri il presidente Paolo Viola ha convocato un nuovo incontro nell’auditorium “Merisio” della “Bcc Caravaggio e Cremasco” con il Cda del Consorzio che li riunisce, presente quasi al completo.

Le migliorie

“L’obiettivo di quest’oggi è rappresentarvi quelle che sono le variazioni nella proposta contrattuale che abbiamo ottenuto nella trattativa rispetto all’altro preliminare – ha esordito Viola – ‘Arafin’, una volta sottoscritto il preliminare con voi, si impegnerà ad intervenire su tutta l’area. In secondo luogo è cambiato lo scenario perché prima l’iter progettuale prevedeva la verifica dell’assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Via) dalla fase di realizzazione, mentre ora tutto sarà progettato secondo un’unica procedura denominata Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). Il prezzo non è stato modificato: confermati 55euro al mq, più gli indennizzi riconosciuti al Consorzio pari a 2 milioni 900mila euro legati alle spese progettuali già sostenute. Se verrà sottoscritto il preliminare inoltre i consorziati non sborseranno un euro per il nuovo iter procedurale. Il passaggio della garanzia fideiussoria scende da 1.5 milioni ad 800mila euro, il che rende disponibile la liquidità per anticipare il pagamento degli oneri da intese strategiche di 373mila che saranno versati da ‘Arafin'”.

Poi è passato al bando regionale “Arest”, che finanzia progetti di sviluppo locale, opere infrastrutturali e servizi. Per discutere del quale la Regione ha chiesto un incontro proprio oggi, mercoledì 17 giugno.

“Il contratto precedente prevedeva che intervenissimo per la quota di 2 milioni di euro qualora il contributo del bando non fosse stato concesso – ha spiegato – siamo riusciti a ridurlo quasi del 50%. E’ stato inoltre introdotto l’indennizzo dell’Imu per 72 euro al mq riconosciuto da ‘Arafin’ a partire da giugno in caso di sottoscrizione del preliminare”.

Le note dolenti

“Per effetto di questa nuova procedura si allungheranno ulteriormente i tempi di sottoscrizione del preliminare – ha concluso Viola – però la vostra emorragia finanziaria connessa all’Imu sarà ridotta in maniera sensibile. E, qualora non si dovesse arrivare alla vendita delle aree per mancata concessione del Paur, le somme versate a titolo di copertura parziale dell’Imu saranno da voi acquisite senza obbligo di rimborso ad ‘Arafin’, indipendentemente dall’esito del contratto finale. L’aspetto delicato e vincolante è che i contratti per i tre gruppi di aree sono strettamente connessi, quindi se non scattasse la sottoscrizione del preliminare da parte dei proprietari di quelle legate al vecchio Pl3 interromperà anche quella degli altri. Il termine perentorio entro cui ‘Arafin’ dovrà presentare il Paur è il 31 dicembre 2026”.

I dubbi sollevati da una consorziata

A prendere la parola, in sala, è stata una dei consorziati che ha fatto una lunga serie di considerazioni, alcune particolarmente pungenti, chiedendo di continuare con l’investitore solo se nel nuovo preliminare saranno inserite tutele anche per i proprietari dei terreni.

Il terreno del Comune all’asta

“Non esiste più nessun preliminare per cui noi non siamo vincolati – ha precisato – nessuno è contrario a proseguire con ‘Arafin’ tuttavia gli avvocati che hanno visionato il nuovo preliminare lo hanno definito squilibrato a suo favore. Assurdo non aspettare la chiusura dell’asta indetta dal Comune per i suoi terreni, che sarà tra dieci giorni. Finché non si è chiusa non sappiamo quanto interesse l’investitore abbia a concludere l’operazione: se lo è davvero lo acquisterà per avere tutte le aree come da progetto presentato alla Regione, altrimenti può darsi che abbia deciso di percorrere altre strade. Tra l’altro la curatrice è la notaio che ha stipulato il preliminare primo e secondo, ed è la moglie dell’avvocato che assiste ‘Arafin’. La curatrice sa quindi quante offerte arrivano. Mi stupisco che il Consorzio, che dovrebbe tutelarci, non ci tenga al corrente di queste cose”.

Parcelle da 1,2 milioni di euro

La consorziata ha toccato un tema già emerso nelle precedenti riunioni, quello delle parcelle emesse da un consulente per 1,2 milioni di euro a fronte della già citata Valutazione di impatto ambientale che non c’è, chiedendo maggiore trasparenza.

La convenzione approvata dal Comune

“La convenzione approvata dal Comune che stabilisce la destinazione d’uso delle aree non è stata sottoscritta da noi consorziati né da un notaio – ha affermato – per cui se dovesse cambiare l’Amministrazione le aree da edificabili potrebbero tornare agricole. Un rischio a cui ci state sottoponendo da anni e nessuno ce l’ha mai detto…”.

Il bando regionale “Arest”

“Il bando è perso perché la Regione vuole sapere quale progetto verrà attuato sull’area, chi costruirà, quante persone avranno un posto di lavoro – ha incalzato – ma nemmeno ‘Arafin’ lo sa: è una finanziaria che compra e vende ma non sa ancora a chi”.

I debiti del Consorzio

“Il debito complessivo è salito a circa 2,9 milioni di euro – ha continuato piccata la consorziata – per cosa sono stati spesi? Peraltro, come da ultima comunicazione del presidente, potrebbero diventare 5… Il patrimonio a fine 2025 è sceso a soli 4.709 euro. E se l’operazione dovesse saltare ci sarà una richiesta di ripianamento che dovremo pagare noi… a quanto ammonta? Coinvolge tutti?”

Caparra e nuove manifestazioni di interesse

“Per alcuni versi ‘Arafin’ è stato inadempiente, infatti non è stata fatta la “Via”, per cui perché dovremmo essere noi a restituire la caparra e non la società a darci il doppio? – ha fatto notare ricevendo un applauso – Le due nuove manifestazioni di interesse non sono state accolte, ma sarebbe stato bello avere anche i preliminari, così da poter valutare”.

La tempistica

“Con il nuovo preliminare noi saremo vincolati per almeno altri due anni senza corrispettivo per l’immobilizzo mentre l’acquirente può rinunciare alle condizioni risolutive in qualsiasi momento – ha concluso la consorziata – non abbiamo alcuna garanzia. Il rischio dell’iter Paur grava su di noi in termini di vincolo, mentre ‘Arafin’ sopporta solo i costi di progettazione che gli servono. Infine gli elementi essenziali (Tabella G, fideiussione, la superficie coperta) sono ancora indefiniti per cui è impossibile una valutazione piena della convenienza economica dell’operazione”.

Il presidente: “Non abbiamo altri interlocutori”

Il presidente Viola non si è tirato indietro e ha risposto alle contestazioni punto su punto.

“L’interesse l’investitore lo ha dimostrato con la copertura integrale dell’Imu e la rinuncia alla fideiussione – ha fatto notare – non sappiamo se vuole partecipare all’asta del Comune. Non sapendo chi sarà l’utilizzatore non è possibile far partire una procedura di Valutazione di impatto ambientale… Ma i fatti dicono che oggi non abbiamo altri interlocutori. Chi ha presentato le altre due manifestazioni di interesse non ha più risposto. Quanto alle spese, le avete sottoscritte con il vecchio preliminare. L’operazione pianificata con ‘Arafin’ permette di integrare coperture e sostenibilità del Consorzio senza chiedere un euro ai membri. Se decidete di cambiare strada io mi dimetto. Le porte sono aperte se altri soggetti dovessero sedere a un tavolo ma per arrivare a un preliminare ci vogliono altro che due anni… Quanto al bando ‘Arest’ è un contributo al  Comune, non al consorzio, inoltre ‘Arafin’ non è solo una società che compra e vende ma che in parte vuole utilizzare le aree”.

Poi un chiarimento.

“‘Arafin’ ha sempre detto alla Regione che se non fosse andata in porto la procedura di Valutazione di impatto ambinetale non sarebbe stato possibile l’acquisto delle aree e quindi nemmeno affittarle all’utilizzatore – ha affermato – Le due richieste di esclusione di ‘Via’ sono diventate Paur e, poiché la Regione ha stabilito che deve essere applicata sull’intero perimetro delle aree e non solo sul Pl3, abbiamo invitato l’investitore ad ampliare l’acquisto delle aree e ha accettato. Quanto al bando ‘Arest’ farà la differenza sedersi al tavolo della Regione accompagnati da ‘Arafin’ oppure no, per questo stasera è importante l’indirizzo che emergerà dall’assemblea”.

E tuttavia la speranza che si possa far conto sul bando è ridotta a un lumicino. La riunione è proseguita per un paio d’ore, piuttosto accesa.

“La trattativa non è stata facile, il preliminare non è il migliore ma è il massimo che siamo riusciti a strappare – ha tagliato corto il revisore dei conti Giorgio Rigamonti – non abbiamo alternative. Stasera serve un indirizzo di massima sulla volontà di andare avanti e concludere. E’ importante perché solo con la firma poi si chiude anche la convenzione con il Comune, che di norma viene firmata quando è presente l’operatore finale, per dare a lui la possibilità di definire eventuali interventi circa gli oneri di urbanizzazione. Abbiamo chiesto che il progetto venga depositato entro il 31 dicembre di quest’anno e, se l’investitore non rispetterà, la data sarà inadempiente e perderà la caparra: questa è la vostra ancora di salvezza”.

Alla fine l’assemblea ha dato il suo consenso a procedere con “Arafin”.

Aggiornamento

Come prevedibile il bando “Arest” è sfumato.