Fiume Adda

Troppi morti, rinnovati ed estesi i divieti di balneazione

I sindaci di Canonica e Fara cercano di porre un freno agli annegamenti emettendo una nuova ordinanza

Troppi morti, rinnovati ed estesi i divieti di balneazione
Stop ai bagni nei fiumi e nelle rogge. I sindaci di Canonica e Fara cercano di porre un freno alle tragedie nell’Adda attraverso un’ordinanza. Appena tre giorni dopo l’emissione, però, tra Cassano e Fara è avvenuto l’ennesimo annegamento.

Sindaci in campo contro i pericoli del fiume

Avvisi e cartelli che mettono in guardia ci sono da anni, ma vengono puntualmente disattesi. Anche per questo, nei giorni scorsi i primi cittadini di Fara e Canonica, Raffaele Assanelli e Paolo Arcari, hanno emesso nuove ordinanze a riguardo. Il primo ad agire, il 3 giugno, è stato il canonichese Arcari che, dopo la tragedia occorsa domenica 31 maggio con la morte del 57enne Rafael Cuadro,  ha disposto il divieto di balneazione nelle acque di Adda, Brembo e di ogni roggia per il tratto che attraversa il territorio comunale.
“L’ordinanza ha durata illimitata e ogni trasgressione verrà punita a norma di legge”, ha spiegato il sindaco, il cui provvedimento, un po’ a sorpresa, è stato accolto da qualche polemica da parte di chi ritiene la pratica sufficientemente sicura. D’accordo con il collega è invece il farese Assanelli che, richiamando anche la nota emessa dalla Prefettura di Milano nel luglio 2024, ha emanato venerdì 5 giugno un’ordinanza analoga e relativa all’Adda in territorio farese, alla diga di Sant’Anna, al canale del linificio e a tutte le loro derivazioni naturali e artificiali.
Intanto, però, l’elenco delle vittime del fiume continua ad allungarsi, con l’annegamento di un 60enne finito tra le acque del fiume nel pomeriggio di lunedì 8 giugno.