Concerti, culture indigene, artigianato e cucine dal mondo: “Lo Spirito del Pianeta” torna a inaugurare l’estate della Bassa bergamasca con il festival che celebra tradizioni e saperi dai cinque continenti. Dal 8 giugno al 4 luglio al PalaGerundium di Casirate risuonerà la musica e brilleranno i colori di un evento che non è solo musica, ma “un invito a riscoprire il senso di comunità, il legame con la natura e il rispetto per le proprie radici e per tutte le culture”.
Lo “Spirito del Pianeta” per tornare alle radici
Di fronte all’inarrestabile corsa verso il futuro, il festival “Lo Spirito del Pianeta” torna nella Bassa per ricordarci chi siamo. Con la sua 26esima edizione la kermesse, che ha fatto del nomadismo culturale e della testimonianza dei popoli indigeni la sua bandiera, promette numeri da record, una gestione ecologica d’avanguardia e una riflessione profonda sul senso di comunità.
A spiegarne la filosofia è Ivano Carcano, referente dell’associazione “Lo Spirito del Pianeta” promotrice dell’evento che, dopo anni trascorsi tra Brembate Sopra, Chiuduno, Bergamo, Clusone, Piario quest’anno approderà anche ad Albino.
“‘Lo Spirito del Pianeta’ è un momento di condivisione profonda, in cui popolazioni da ogni angolo della terra portano il loro punto di vista su un modello di vita che nel mondo occidentale sta scomparendo – ha spiegato Carcano – Mentre pensiamo di andare sulla Luna, ci dimentichiamo dei nostri antenati e del creato che ci ospita”.
Al centro l’esperienza del pubblico
In questa nuova edizione, inoltre, il pubblico non sarà solo spettatore, ma parte attiva.
“Attraverso laboratori e testimonianze, i visitatori potranno entrare in contatto con visioni ancestrali molto vicine a quelle che erano le nostre radici non troppi anni fa – ha spiegato – Un tema centrale sarà la riscoperta dell’artigianato. In un’epoca dominata dagli acquisti online, il festival vuole accendere un riflettore sui piccoli produttori che stanno scomparendo. Dobbiamo riflettere che forse eravamo più ricchi quando compravamo sotto casa, rispetto a oggi che inseguiamo il risparmio su internet”.
Una “macchina” che funziona grazie ai volontari
Quella che prenderà avvio la prossima settimana a Casirate si annuncia un’edizione da record: gli organizzatori hanno stimato di poter superare le 100 mila presenze complessive passando dalle famiglie durante il giorno ai giovani in tarda serata. Una “macchina” complessa il cui motore è il cuore dei volontari.
“Circa un centinaio di persone si alternano per garantire che tutto funzioni perfettamente, dalla sicurezza alla pulizia. Un punto d’orgoglio è la sostenibilità: il festival raggiunge vette del 70-80% di riciclo dei rifiuti. Non possiamo parlare di rispetto per la natura e poi fregarcene perché non ci conviene pulire”.
La gestione è un affare di comunità, coordinata da figure come Susan Simayiai Maasailady, di origine Masai, moglie di Carcano, che si occupa della parte espositiva. La sua cultura è stata d’ispirazione per comprendere l’importanza di essere, prima di tutto, una comunità. Il festival è anche una lezione di educazione civica e spirituale. L’immagine usata dagli organizzatori è potente.
“Bisogna imparare che prima di entrare in una casa bisogna bussare, aspettare che ti aprano e portare rispetto. La Bassa apre le sue porte, pronta a farsi “ospitare” da queste culture e a riscoprire, attraverso i loro occhi, la ricchezza che il Creatore ha donato a questo territorio”.
Dalla Valle a Casirate, nel cuore della Bassa

Il festival, al via il 18 giugno, è stato presentato ieri giovedì 11 giugno 2026, in Provincia a Bergamo, Alla conferenza stampa nella Sala Rezzara erano presenti gli organizzatori Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il sindaco di Casirate Mario Donadoni e il consigliere provinciale Francesco Micheli.
Il sindaco Donadoni ha parlato di una sfida ambiziosa: portare un evento nato in Val Seriana nel cuore della pianura bergamasca, sfruttando la posizione strategica di Casirate, a un quarto d’ora da Milano, vicina agli aeroporti di Orio al Serio e Linate, al crocevia tra Bergamo, Brescia e la pianura padana fino al Lodigiano e al Cremonese. “La scommessa è mantenere il pubblico della Val Seriana e ampliarlo, portando nuove persone – ha spiegato -. Chi conosce l’evento poi ci torna volentieri: ogni sera c’è qualcosa di nuovo, tra spettacoli ed enogastronomia”.
Donadoni ha poi anticipato una serata dedicata alle vie d’acqua, elemento identitario di questo angolo di pianura: “Se c’è un elemento emblematico di questo territorio è l’essere innervato e fertilizzato da canali, sorgive e corsi d’acqua. Casirate è letteralmente generata da queste vie d’acqua meravigliose”. La posizione geografica del Gerundium è strategica anche per chi arriva dall’estero: già confermati visitatori dal nord Europa, facilitati dalla vicinanza con i due scali aeroportuali.
Il programma della manifestazione
Dal 18 giugno al 4 luglio l’appuntamento è quindi al PalaGerundium, in via dell’Industria, a Casirate. Venti gruppi partecipanti, 11 punti ristoro internazionali, 150 stand provenienti da tutto il mondo e 400 eventi: sono i numeri non si un semplice festival, ma di un viaggio dove il focus è la conoscenza. Conoscenza di persone, di popoli, di retroscena unici.
Il programma, fittissimo, comprende eventi di ogni genere: dalle conferenze ai concerti passando dalle cerimonie tradizionali di moltissimi popoli del pianeta. Si inizia giovedì 18 giugno (apertura alle 19) con la cerimonia di inaugurazione al fuoco sacro che arderà al centro del villaggio degli indigeni dove verranno allestite la tenda Qashqai e la tenda Tuareg.
La musica sarà una delle grandi protagoniste con concerti che daranno l’occasione ai popoli del mondo di esibirsi in canti e balli folkloristici tra i più affascinanti.

Ma non mancherà una nota tipicamente locale: ad aprire, venerdì 19 giugno, infatti, sarà “Bepi & The Prismas” che porterà in scena la vera anima bergamasca. Il giro del mondo musicale ci porterà poi in Congo (20 giugno), passando agli Eusebia dal Madagascar (21 giugno), al gruppo Seva dall’Iran (23 giugno), il Thanda Choir dal Sudafrica (26 giugno), gli Ar An Talamh dall’Irlanda (2 luglio) e i Saor Patrol dalla Scozia (3 luglio).
Sul palco si alterneranno inoltre Indiani d’America, Incas, Aztechi, Culture della Mesoamerica, Congo e molti altri. Tra gli ospiti speciali: la Donna Medicina Inca Sofia Uquiche Chircca, il cantante tuareg Zaccaria Yahaya, i gruppi boliviani, l’associazione ucraina Berebynia di Bergamo, il violinista lituano Saule Kliaite, Giuseppe Festa e Sud Ensamble con le sonorità del Sud Italia.
Da non perdere anche le conferenze come quella che vedrà protagonista la storia della cornamusa bergamasca (22 giugno alle 20.30) a cui seguirà il concerto “La notte della cornamusa e del Baghèt” e ogni giorno un focus dal mondo per conoscere da vicino popoli e usanze.
Tra gli eventi più attesi troviamo ancora la “Notte dei tamburi” (30 giugno dalle 20.30), ormai un must del festival e il matrimonio celtico della cornamusa dei Saor Patrol in chiusura, il 4 luglio alle 18.

Tra bancarelle e sapori tipici ci sarà spazio anche per la cultura: il 29 luglio sarà Giuseppe Festa a presentare il suo libro “La danza del lupo”, un viaggio tra mito, scienza e notti di luna piena per scoprire il vero volto del lupo a cui seguirà la Cerimonia della luna piena (alle 21.15). Ma lo Spirito del Pianeta è prima di tutto un’occasione per liberarsi delle negatività che ci circondano per un momento, stare bene con noi stessi e gli altri e sarà possibile farlo partecipando ai percorsi di conoscenza atzeco, incas, maya, congolese e celtico (al costo di 3 euro). L’ingresso al festival è libero e gratuito.
