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Il “Gruppo Aido” di Caravaggio celebra i suoi primi 50 anni

Domenica 31 maggio grande festa e un appello ai giovani dal presidente Pesenti: "L’avvenire dell’associazione passa anche attraverso il loro entusiasmo"

Il “Gruppo Aido” di Caravaggio celebra i suoi primi 50 anni

L’Aido a Caravaggio, una storia di solidarietà, impegno e dono lunga mezzo secolo. E domenica 31 maggio i donatori di organi hanno celebrato l’invidiabile traguardo in grande stile.

Mezzo secolo di storia

Era il 15 maggio 1976 quando il “Gruppo Comunale Aido” di Caravaggio nacque con il principale obiettivo di informare, sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sul valore della donazione, un gesto di grande altruismo capace di trasformare il dolore in speranza e di offrire nuove possibilità di vita a chi è in attesa di un trapianto. Una realtà destinata a diventare negli anni un punto di riferimento importante per la promozione della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule sul territorio. Nel corso della sua storia, il gruppo è stato guidato da Mario Pontoglio, Arturo Rossetti, Renato Ferri e, dal 2014 ad oggi, da Sergio Pesenti, presidenti che, con dedizione e senso di responsabilità, hanno contribuito alla crescita dell’associazione e alla diffusione dei suoi valori. In particolare, con Pesenti l’impegno associativo ha continuato a consolidarsi non solo a livello locale ma anche in ambito provinciale e regionale: ricopre infatti anche il ruolo di consigliere provinciale Aido Bergamo e, dal 2024, di amministratore del Consiglio Regionale Aido Lombardia, incarico che testimonia il riconoscimento del lavoro svolto e la fiducia riposta nella sua esperienza associativa.

Non si contano in questi 50 anni, le iniziative, gli incontri, i momenti pubblici e le attività rivolte alla cittadinanza, mantenendo sempre vivo il messaggio fondante dell’associazione: promuovere una scelta consapevole, libera e solidale a favore della donazione. E la festa per il 50esimo anniversario del Gruppo ha rappresentato dunque non solo un’occasione per ricordare il cammino percorso, bensì un momento per rinnovare l’impegno verso il futuro: la cultura del dono continua infatti ad avere bisogno di informazione, testimonianza e partecipazione, soprattutto in un tempo in cui la solidarietà concreta può fare la differenza nella vita di molte persone.

Una grande festa

Ben 23 gruppi della provincia di Bergamo hanno presenziato alla cerimonia con i rispettivi labari, più quelli di Lodi e Lodi Vecchio, città rappresentate dalla presidente della sezione provinciale di Lodi Giusy Baffi e dalla consigliera regionale Aido Lombardia Simona Polenghi. Tutti si sono ritrovati all’oratorio “San Luigi Gonzaga” per una colazione di benvenuto, quindi il corteo accompagnato dal corpo bandistico cittadino si è mosso verso il cimitero dove è stato deposto un omaggio floreale al monumento del Donatore Aido, benedetto da don Andrea Piana che ha ricordato il valore assoluto della vita. A seguire la messa celebrata dal parroco monsignor Giansante Fusar Imperatore, animata dalla “Corale don Domenico Vecchi”, infine un pranzo conviviale. All’evento hanno partecipato anche il sindaco Claudio Bolandrini, il vice Ivan Legramandi, l’assessore Licia Capetti e il presidente del Consiglio comunale Carlo Mangoni, oltre al presidente della sezione Avis cittadina Saulo Castelli, con il quale da un po’ di tempo i donatori di organi hanno rapporti di stretta collaborazione.

Aido

Durante la cerimonia, che si è svolta in mattinata, il presidente provinciale Aido Gianpietro Zanoli ha rimarcato l’importanza del coinvolgimento degli uffici Anagrafe dei vari Comuni in occasione del rinnovo della carta d’identità, e l’importanza di dare informazioni precise al cittadino perché possa dichiarare la propria intenzione, mentre il presidente regionale Antonio Sartor ha illustrato le varie iniziative portate avanti a livello di Regione Lombardia, dove per la prima volta sono stati stanziati 300mila euro per una campagna di sensibilizzazione in favore della donazione di organi, tessuti e cellule. Pesenti, dal canto suo, ha fatto un breve bilancio degli ultimi 50 anni del gruppo, ricordando i suoi predecessori e ringraziando tutti coloro che si sono succeduti nei vari Consigli direttivi e che hanno contribuito alla sua storia: i volontari, gli iscritti, i sostenitori e i cittadini che hanno scelto di credere nel valore della donazione. Quindi ha rivolto un appello particolare ai giovani, affinché raccolgano il testimone e contribuiscano a mantenere viva la cultura del dono.

“L’avvenire dell’associazione passa anche attraverso il loro entusiasmo – ha affermato – la loro partecipazione e la loro capacità di parlare alle nuove generazioni. Cinquant’anni dopo quel 15 maggio 1976, l’Aido di Caravaggio continua a essere una presenza viva e significativa nella comunità, portando avanti con convinzione un messaggio semplice ma profondamente umano: donare significa offrire speranza, vita e futuro”.

Aido