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La pm Carmen Santoro ai 18enni: “La Costituzione è la nostra grammatica”

Ieri, lunedì primo giugno, cerimonia con ospite d'eccezione per la consegna della Carta fondamentale dello Stato ai neomaggiorenni

La pm Carmen Santoro ai 18enni: “La Costituzione è la nostra grammatica”

Un messaggio forte e chiaro d’amore verso la Costituzione quello inviato ai neo18enni di Cologno al Serio dalla pm della Procura di Bergamo Carmen Santoro che, nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì primo giugno, ha partecipato alla cerimonia della consegna.

Consegna della Costituzione ai neo18ennni

E’ diventata ormai una consolidata tradizione anche colognese quella che vede l’Amministrazione comunale consegnare la Costituzione Italiana ai giovani divenuti maggiorenni e quindi cittadini a pieno titolo. Tanti i Comuni che organizzano una cerimonia per l’occasione e così ha fatto anche la sindaca Chiara Drago, con l’assessore alle Politiche giovanili Lara Maccarini al Parco della Rocca, lunedì alle 18, al Parco della Rocca, insieme al presidente dell’Anpi Paolo Maranzano e al presidente del centro giovanile “Lo Spazio” Leandro Milesi. Tra il pubblico l’assessore a Sport ed Eventi Renato De Franceschi, l’assessore al Bilancio Daniele Pezzoli, consiglieri di maggioranza e minoranza, oltre a rappresentanti delle associazioni che hanno poi avuto modo di far conoscere ai ragazzi la loro realtà durante il successivo aperitivo conviviale. Ma a impreziosire l’appuntamento, nell’80esimo anniversario del referendum che il 2 giugno 1946 ha sancito la scelta della Repubblica come forma di Stato per l’Italia, è arrivata anche un’ospite d’eccezione: la pm della Procura di Bergamo Santoro.

Costituzione ai 18enni

La pm Santoro: “La Costituzione è il nostro faro”

Nonostante qualche goccia di pioggia abbia tentato di rovinare la festa, tra il pubblico nessuno si è mosso. Sentite le parole di augurio di Maccarini e quelle della sindaca che ha espresso ai giovani intervenuti una speranza:

“Che la Costituzione non sia un un volume da tenere nella libreria a prendere polvere – ha detto – ma uno strumento quotidiano che possa guidarvi nella vita di tutti i giorni perché lì ci sono i principi che fondano il nostro modo di stare insieme , che vi aiuterà a far vivere la nostra democrazia”.

Poi, dopo i saluti di Maranzano e Milesi, è intervenuta la pm, che ha approfondito la genesi della Carta dopo il buio della dittatura fascista e della guerra.

“Ottant’anni fa si è scelta la Repubblica e venne eletta l’Assemblea Costituente – ha ricordato – che poi diede vita alla Costituzione, fondamento della nostra convivenza civile, entrata in vigore il primo gennaio 1948. Quattro sezioni con 139 articoli, bellissimi, leggeteli. Si sanciscono i principi inviolabili, i diritti e i doveri dei cittadini, l’ordinamento della Repubblica, degli enti territoriali e le garanzie costituzionali. Per noi operatori del diritto è un faro. Ora da maggiorenni potete, con il voto, far sentire la vostra voce, partecipare alle decisioni collettive. Il potere è una funzione che ognuno di noi esercita nell’interesse di tutti”.

Poi, definendo la Costituzione una “poesia”, ha ricordato il percorso delle donne italiane.

“Il 31 gennaio 1945 alle donne venne concesso il diritto di voto ma non l’eleggibilità, quella è arrivata il 10 marzo del 1946 e il 2 giugno per la prima volta parteciparono a un referendum costituzionale – ha affermato – Nell’assemblea costituente furono 21 su 556 componenti, molto diverse tra loro: Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, Maria Jervolino, Bianca Bianchi, Angelina Merlin, Ottavia Penna Buscemi“.

La pm ha anche insistito su come la Carta costituzionale non si limiti a proclamare l’uguaglianza, la libertà e la partecipazione ma ponga come compito della Repubblica quello di “rimuovere le limitazioni e creare la condizioni perché ciascuno possa sviluppare la sua personalità e partecipare alla vita collettiva”. 

“Giovani assumetevi la vostra quota di responsabilità, non votando si sospende la democrazia”

Durante il suo intervento Santoro ha posto l’accento su alcuni temi: la Repubblica è fondata sul lavoro, i diritti vanno di pari passo con i doveri e il voto è un dovere civico.

“Il diritto di voto è la partecipazione al funzionamento della democrazia e significa anche assumersi una quota di responsabilità verso la comunità – ha spiegato – non è imposto con la forza ma è un dovere civico, perché non riguarda soltanto l’interesse individuale ma la qualità della nostra vita democratica: una democrazia in cui i cittadini rinunciano a partecipare diventa più fragile perché la decisioni vengono prese senza controllo, senza rappresentanza, senza coinvolgimento. Attraverso l’astensione dal voto non facciamo altro che sospendere la democrazia”.

Infine di nuovo un appello a leggere la Carta costituzionale.

“Leggete i suoi articoli, non sono lontani da noi ma la grammatica della nostra cittadinanza – ha chiosato – contengono principi che parlano alla vostra vita molto più di quanto voi pensiate: la Costituzione è così bella perché nata da una ferita storica e da una grande fiducia che le donne e gli uomini che ce l’hanno consegnata avevano nel futuro. Questi 80 anni ci ricordano che la democrazia non vive da sola e tutti coloro che la ricevono la devono preservare anche per fare in modo che arrivi a chi viene dopo. Se si indebolisce si può anche perdere. I diritti vanno conosciuti, esercitati e difesi; le istituzioni vanno rispettate e controllate attraverso gli strumenti democratici; la legalità va pretesa. A voi si chiede di non essere cittadini distratti, di non considerare i diritti come qualcosa di scontato e di cominciare ad avere una parte di responsabilità verso il vostro futuro”.

Costituzione ai 18enni