Politica

Elezioni comunali, bufera in “Prima Cividate” a pochi giorni dal voto

Scontro interno, accuse pubbliche e il caso del presunto hackeraggio agitano la corsa elettorale verso le comunali del 24 e 25 maggio.

Elezioni comunali, bufera in “Prima Cividate” a pochi giorni dal voto

 

A pochi giorni dal voto a Cividate esplode la polemica interna nella lista Prima Cividate di Mauro Pedone. Il casus belli è stata la paternità di un’intervista  che ha scatenato le critiche di Manuel Ghezzi  nei confronti di Giuseppe Torcasio, entrambi candidati della stessa lista.

Una frattura inattesa nella lista di Mauro Pedone

A pochi giorni dall’apertura delle urne per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, la campagna elettorale di Cividate si infiamma su un fronte inatteso: quello interno a “Prima Cividate”, la lista che sostiene la candidatura a sindaco di Mauro Pedone. Una dinamica sorprendente in una competizione già fortemente polarizzata, che vede in campo soltanto due schieramenti: da una parte Nicola Moioli, candidato di “Insieme si può”, dall’altra lo stesso Pedone, volto della civica rivale. A rompere gli equilibri è stata una polemica esplosa pubblicamente domenica, trasformando un dissenso interno in uno dei temi più discussi della settimana pre-elettorale. Tutto nasce da un’intervista rilasciata da Pedone a un organo di informazione locale, nella quale il candidato illustrava obiettivi e visione amministrativa per il paese. Un passaggio apparentemente ordinario, almeno fino alla reazione di Manuel Ghezzi, avvocato e candidato della stessa lista, considerato fin dall’inizio tra i collaboratori più vicini al progetto politico del candidato sindaco. Attraverso una serie di post sui social, Ghezzi ha contestato apertamente non solo i contenuti dell’intervista, ma perfino la loro riconducibilità politica al candidato. “Ha le idee chiare”, scrive riferendosi a Pedone, sostenendo però di non riconoscersi nelle risposte pubblicate, giudicate troppo vaghe e interlocutorie.

Le accuse: “Sindaco ombra” e comunicazione eterodiretta

La contestazione si è rapidamente trasformata in un affondo politico. Secondo Ghezzi, infatti, le risposte diffuse alla stampa non sarebbero state elaborate direttamente dal candidato sindaco, ma riconducibili a Giuseppe Torcasio, anch’egli candidato di “Prima Cividate”. Nei suoi interventi social, l’avvocato arriva a descrivere un presunto peso politico e comunicativo tale da evocare l’immagine di un “sindaco ombra”, capace di influenzare linea e messaggi del gruppo. Lo scontro si è poi esteso alla gestione della comunicazione interna. Ghezzi ha denunciato tensioni e decisioni che, secondo la sua versione, sarebbero state imposte da altri esponenti della lista, arrivando a definire Mauro Pedone una figura “succube e manovrata”. Parole pesanti, accompagnate dal racconto di messaggi offensivi ricevuti e da accuse verso soggetti ritenuti “asserviti” a determinate dinamiche interne, in un clima apparso sempre più teso e conflittuale.

Il “giallo” dell’hackeraggio e il tentativo di ricucitura

A rendere il caso ancora più discusso è stato il capitolo del presunto attacco informatico. Sempre attraverso i social, Ghezzi aveva lasciato intendere che sarebbe presto arrivata una spiegazione ufficiale per quanto stava accadendo online. Poche ore dopo, la pagina di “Prima Cividate” ha diffuso un comunicato in cui annunciava che i profili social di alcuni candidati sarebbero stati “hackerati”, invitando i cittadini a ignorare contenuti anomali. La coincidenza temporale tra le anticipazioni dell’avvocato e la successiva comunicazione ufficiale ha inevitabilmente alimentato dubbi e interrogativi in paese. Il giorno successivo è arrivata la replica di Mauro Pedone, che ha cercato di ridimensionare lo scontro: “C’è stato un grosso problema tecnico, che ha riguardato il mio addetto stampa, l’amico candidato Manuel Ghezzi, che gode di tutta la mia stima”. Pedone ha inoltre respinto le accuse di eterodirezione, ribadendo di avere “direttamente il controllo” della propria comunicazione. Resta ora da capire quale impatto potrà avere una vicenda tanto pubblica quanto inattesa. In una sfida a due, la compattezza del gruppo rappresenta un elemento decisivo. E a pochi giorni dal voto, il vero interrogativo politico è se “Prima Cividate” riuscirà a ricompattarsi attorno alla candidatura di Pedone o se questa frattura lascerà un segno nella corsa finale verso le urne.