Lutto

Addio a Stefano Viganò, per vent’anni presidente dell’Acos Treviglio

Noto commercialista e revisore contabile, era alla guida della società giallonera dal 2006

Addio a Stefano Viganò, per vent’anni presidente dell’Acos Treviglio

Si è spento ieri, lunedì 18 maggio 2026, nella Rsa Anni Sereni di Treviglio, Stefano Viganò, noto commercialista e, dal 2006, presidente della società calcistica Acos Treviglio. Aveva 64 anni

Addio a Stefano Viganò

Malato da tempo, il nome di Stefano Viganò era legato allo sport cittadino, in particolare all’Acos, società che sotto la sua gestione ha fatto un vero e proprio salto di qualità. Grazie a lui, infatti, i gialloneri sono passati dalla Terza Categoria sino alla Promozione, imponendosi come una delle realtà dilettantistiche più affermate. La notizia della sua scomparsa ha fatto immediatamente il giro della città. E proprio la “sua” Acos ha voluto dargli un ultimo saluto.

“Presidente della nostra società dal 2006, Stefano ha rappresentato per anni un punto di riferimento autentico per tutto il mondo giallonero, accompagnando con passione, presenza e dedizione la crescita dell’Acos – scritto sui canali social della compagine trevigliese – Sotto la sua guida, la società ha vissuto un lungo percorso di crescita sportiva e umana, che ha portato negli anni la Prima Squadra dalla Terza Categoria fino alla Promozione, senza mai perdere il forte legame con il territorio, i ragazzi e le famiglie. Il suo ricordo resterà per sempre parte della storia dell’Acos e di tutte le persone che hanno condiviso con lui questo cammino. In questo momento di grande tristezza, tutta la famiglia ACOS esprime le più sentite condoglianze e si unisce al dolore dei suoi cari. Ciao Presidente”.

Il saluto sui social da parte dell’Acos Treviglio

Una persona stimata

Oltre che nel mondo dello sport, Stefano Viganò era una persona stimata e apprezzata anche per la sua attività professionale di commercialista e revisore contabile, con il suo studio ora in via Roggia Vignola punto di riferimento di tante aziende del territorio. La sua scomparsa lascia quindi un vuoto non soltanto nell’ambiente calcistico e sportivo in generale, ma anche tra i tanti che lo conoscevano per il suo impegno professionale e umano. Sono tantissime le persone che in queste ore stanno mandando messaggi di cordoglio. Così come in tanti si sono recati a rendere un ultimo saluto alla salma, composta nella camera ardente della Casa di riposo “Anni Sereni”, con parole di conforto per i suoi famigliari, in primis la moglie Alessandra, il figlio Enrico, la nuora Roberta e gli adorati nipotini Margherita e Michele. I funerali di Viganò verranno celebrati giovedì 21 maggio, alle 9.45, nella Basilica di San Martino.

Il ricordo del sindaco

Tra i primi a ricordare la figura di Stefano Viganò, è stato il sindaco Juri Imeri, con cui da anni aveva un rapporto di grande amicizia, grazie anche alla comune militanza come dirigenti dell’Acos sino a qualche anno fa.

“Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando un segno profondo, autentico, indelebile. Un segno che rimane nei rapporti personali, nel lavoro, nell’amicizia, nei gesti quotidiani e nei ricordi che continuano ad accompagnarci. Raccontare il dolore per la scomparsa di Stefano è difficile, perché Stefano nella mia vita ha lasciato davvero il segno. Prima di tutto è stato un amico. Sincero, leale, schietto, sempre disponibile. Quante avventure abbiamo condiviso insieme, dal mondo sportivo a quello professionale. Stefano aveva la rara capacità di esserci sempre, con discrezione ma con autenticità, e di lasciare qualcosa in ogni persona che incontrava.  Il suo segno si è visto anche nell’Acos Treviglio Calcio, che ha saputo guidare coniugando passione, cuore e visione, lasciando sempre spazio ai suoi collaboratori. Se Enzo aveva tracciato un solco prezioso, Stefano ha saputo proseguire un percorso straordinario. Nei suoi vent’anni di presidenza ha fatto crescere la società, raggiungendo risultati sportivi importanti e costruendo, spesso nel silenzio, un grande valore umano e sociale. È stato un presidente illuminato, capace di mettere sempre al centro i ragazzi, le famiglie e i valori più belli dello sport. Ma Stefano è stato anche un amico nella vita privata. I suoi consigli erano sempre sinceri e preziosi. Non mi ha mai detto ciò che volevo sentirmi dire: mi ha sempre spinto a fare la cosa giusta, anche quando era la più difficile o scomoda. È stato compagno di viaggio nelle esperienze lavorative, un professionista stimato e apprezzato, ma per me, prima di tutto, soprattutto un amico. È giusto ricordarlo anche come Sindaco, perché Treviglio perde un professionista di grande valore, un imprenditore capace e un uomo profondamente legato allo sport, vissuto e sostenuto sempre con spirito autentico da mecenate, sui campi da calcio come nella vita di tutti i giorni. Una passione condivisa totalmente con la moglie Alessandra, a cui va un grande abbraccio, e con il figlio Enrico, che in questi mesi di dolore e sofferenza ha dimostrato le straordinarie qualità e i valori che Stefano ha saputo trasmettergli. Sarebbe stato giusto avere più tempo. Sarebbe stato giusto che Stefano potesse continuare a trasmettere ai giovani la sua passione, il suo impegno per gli altri, i suoi valori. Sarebbe stato giusto che avesse più tempo da dedicare a sé stesso e alla sua famiglia. A noi resta il compito di ricordarlo e raccontarlo per quello che è stato: un uomo straordinario, dall’animo buono, sempre conciliante, sempre attento a dare una mano a chi ne avesse bisogno. Ho avuto la fortuna di camminare, nella mia vita, nel solco di Enzo e nel segno di Stefano, e come me tante altre persone. Sono sicuro che oggi stiano ancora parlando di Acos, di Treviglio, di sport, di giovani. E delle tante famiglie a cui sono stati vicini in tanti modi. Ciao Stefano, e grazie per tutto quello che hai fatto per la nostra comunità e per tutto quello che mi hai insegnato. Il segno che hai lasciato continuerò a custodirlo e a coltivarlo, insieme a tanti amici. Te lo dobbiamo, di cuore”.