L’opposizione chiede di istituire corsi di autodifesa per le donne a Treviglio, in seguito anche ai recenti fatti di cronaca avvenuti in città.
Corsi di autodifesa
La capogruppo del Pd Matilde Tura presenterà infatti una mozione nel Consiglio comunale di martedì 26 maggio 2026 (firmata anche dagli altri consiglieri di minoranza), per impegnare il sindaco e la Giunta ad attivarsi con iniziative a sostegno delle sicurezza delle trevigliesi, con l’organizzazione di corsi di autodifesa.
“Si tratta di una proposta che prende spunto da iniziative analoghe organizzate in diversi comuni che hanno raccolto molte adesioni da parte del pubblico femminile – ha spiegato Tura – Visti i recenti fatti di cronaca penso che possa essere uno strumento importante per molte donne acquisire tecniche, conoscenze e momenti di confronto con professionisti per acquisire maggiore sicurezza nella gestione di situazioni di pericolo”.

Formazione e informazione
La consigliera dem si riferisce al recente fatto di cronaca, che ha visto come vittima una ragazzina molestata sessualmente nel sottopassaggio della stazione Centrale. In quell’occasione, un 22enne l’avrebbe seguita e palpeggiata sui glutei. Il giovane era stato poi identificato e arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia: per lui l’accusa è di violenza sessuale aggravata su minore. La proposta del Pd, che ricalca analoghe iniziative che negli anni passati erano “cavalli di battaglia” delle amministrazioni soprattutto di centrodestra, prevede di individuare, attraverso opportune modalità, soggetti qualificati e adeguatamente formati per l’organizzazione di corsi di autodifesa femminile e sicurezza personale. Corsi che, però, non debbano limitarsi a insegnare solo le tecniche per difendersi, ma prevedere anche momenti formativi e informativi riguardanti la normativa vigente in materia di tutela della persona, legittima difesa, e violenza psicologica, il tema del consenso e del rispetto della persona, i comportamenti da adottare in caso di aggressione o situazione di pericolo, il corretto utilizzo degli strumenti di autodifesa consentiti dalla legge, quali ad esempio gli spray al peperoncino, e la gestione psicologica e comportamentale delle situazioni di stress e aggressione.
Fondi comunali
Il tutto coperto da una stanziamento di fondi da parte dell’Amministrazione comunale, al fine di garantire la partecipazione gratuita da parte del maggior numero possibile di donne trevigliesi. Lo stesso Comune dovrà anche diffondere l’istituzione di questi corsi di autodifesa, tramite i suoi canali di comunicazione istituzionale.
“Nessun percorso di prevenzione e tutela personale può sostituire il necessario lavoro culturale, educativo e sociale volto al contrasto della violenza, della criminalità, della violenza di genere, degli stereotipi e di ogni forma di sopraffazione – ha chiarito Matilde Tura – Iniziative di questo tipo devono essere interpretate esclusivamente come strumenti aggiuntivi di prevenzione e consapevolezza nell’ambito di una più ampia strategia di sicurezza urbana e supporto alle cittadine”.