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Niente confronto pubblico a Cividate: la sfida tra Pedone e Moioli passa dalle lettere delle liste

A poche settimane dal voto, lo scontro resta affidato a comunicati e social.

Niente confronto pubblico a Cividate: la sfida tra Pedone e Moioli passa dalle lettere delle liste

Saltato il tradizionale dibattito tra candidati sindaco: “Prima Cividate” del candidato Mauro Pedone sceglie di non partecipare, “Insieme si può” di Nicola Moioli replica accusando gli avversari di sottrarsi al confronto.

Il confronto che non ci sarà

Per la prima volta dopo diverse tornate elettorali, a Cividate non si terrà il tradizionale confronto pubblico tra candidati sindaco organizzato dalla stampa locale. A far saltare il dibattito è stata la decisione della lista “Prima Cividate”, che sostiene Mauro Pedone, di non partecipare a un faccia a faccia con Nicola Moioli, candidato di “Insieme si può”. La scelta è stata motivata come una forma di protesta rispetto al clima politico degli ultimi mesi e alle dinamiche che, secondo il gruppo di Pedone, avrebbero caratterizzato la vita amministrativa cittadina.

Le accuse di Prima Cividate

In una lettera pubblica, “Prima Cividate” spiega di aver escluso dal calendario elettorale qualsiasi confronto con gli avversari, denunciando una continuità tra l’attuale amministrazione e la candidatura di Moioli, sostenuta anche dalla presenza nella lista di assessori uscenti. Il gruppo sostiene inoltre che la campagna elettorale del candidato rivale sarebbe partita in anticipo, anche attraverso eventi pubblici promossi dal Comune. Tra i temi sollevati figurano anche le polemiche sui pannelli elettorali e il fondo rischi da 25mila euro legato a un ricorso al Tar su una variante al Pgt, sul quale la lista critica il voto favorevole espresso da Moioli in Consiglio comunale. Pur ribadendo che Pedone “non teme il confronto”, “Prima Cividate” giustifica la rinuncia al dibattito per evitare una campagna trasformata in “teatrino politico”.

La replica di Insieme si può

La risposta di Insieme si può è arrivata con una lettera dai toni altrettanto netti. La lista di Nicola Moioli respinge le accuse, parlando di attacchi personali e ricostruzioni distorte, e difende la presenza di amministratori uscenti come un valore di esperienza per il paese. Anche sul fondo rischi da 25mila euro il gruppo accusa gli avversari di semplificare una questione amministrativa complessa a fini elettorali. La lista interviene inoltre sulle polemiche riguardanti una candidata di origine marocchina, giudicate ingiuste e divisive. Sul mancato confronto pubblico, *Insieme si può* ribalta però la prospettiva: chi si candida a governare il paese, sostiene, dovrebbe confrontarsi apertamente con gli elettori. A dieci giorni dal voto del 24 e 25 maggio, la campagna elettorale si gioca così soprattutto attraverso lettere e social, in assenza di un palco condiviso.