Futuro Nazionale sbarca per la prima volta a Martinengo con il gruppo di militanti che si è ritrovato giusto di fronte a quello della Lega, e il commento è stato sprezzante: “Gazebo leghista ignorato dalla piazza”.
Il partito del generale Vannacci sbarca in città
“Dopo i significativi risultati registrati nelle recenti iniziative pubbliche di Seriate, Bergamo e Ciserano, Futuro Nazionale prosegue il proprio radicamento sul territorio e annuncia l’avvio di una nuova fase di presenza politica e culturale nella Bassa Bergamasca – ha fatto sapere il partito in una nota – I gazebo promossi nelle ultime settimane hanno evidenziato una partecipazione crescente, numerose adesioni, nuovi tesseramenti e un forte interesse da parte di cittadini, famiglie e giovani verso il progetto politico di Vannacci. Futuro Nazionale sta costruendo presenza reale, non virtuale: nelle piazze, tra la gente, nei Comuni. L’iniziativa si inserisce in una strategia di radicamento territoriale che punta a consolidare una rete diffusa in provincia di Bergamo, confermando come il movimento sia in espansione e pronto ad aprire nuovi presidi politici e culturali”.
Tra gli ex leghisti confluiti in Futuro Nazionale anche Ratti
E domenica 3 maggio il gazebo di Fn si è trovato in piazza Maggiore, lungo i portici, insieme a quello della Lega. Nessuna scintilla tra i militanti del Carroccio e alcuni ex, oggi “futuristi”, solo scambi di opinioni, così affermano da entrambe le parti. Tuttavia dopo il dimezzamento della sezione a favore di Patto per il Nord è evidente che la Lega Salvini Premier ora deve fronteggiare anche l’emorragia di iscritti confluiti in Fn, tra cui un nome storico, quello di Simone Ratti, ex guida del “Team Arnaldo da Brescia con Bergamo” che ha sede in città: all’indomani dell’addio di Vannacci alla Lega, a febbraio aveva rimesso il mandato dichiarando che “ulteriori polarizzazioni rischiano di alimentare disaffezione e astensionismo, anziché favorire una reale emancipazione sociale e culturale” ma aveva scelto comunque di abitare quello che aveva definito “il tempo lungo della riflessione e dell’osservazione”.
“Oggi ritengo che quel tempo si sia compiuto – ha spiegato – Gli eventi hanno accelerato e la storia ha ripreso a muoversi con la velocità dei grandi cicli. Per questo oggi dichiaro la mia disponibilità a collaborare e a mettermi a disposizione dei Comitati Costituenti di Futuro Nazionale nati a Bergamo e in provincia, insieme al mio storico ‘Team MAC Arnaldo da Brescia con Bergamo’, affinché anche il nostro territorio possa contribuire a una riflessione politica e civile all’altezza delle sfide del presente”.
E così ecco anche lui in piazza Maggiore, a sottrarre elettori al suo vecchio partito, che potrebbe definirsi quasi sotto assedio e, se il terreno sotto i piedi comincia a tremare, a dar man forte al segretario Omar Bassani è giunta la senatrice misanese Daisy Pirovano.
L’attacco dei futuristi: “Lega al tramonto”
Sui social Bassani ha ringraziato la senatrice per la sua presenza, parlando di “grande partecipazione” al gazebo da parte della cittadinanza, ma da Futuro Nazionale è arrivata una sonora sferzata.
“Il tramonto della Lega e l’ascesa di Vannacci a Martinengo, uno scontro tra due epoche – si legge in un comunicato post gazebo – In piazza Maggiore si è consumato un confronto plastico tra il passato e il presente della destra bergamasca. Da una parte il gazebo della Lega per Salvini Premier, arroccato sulla memoria del vero fondatore, il defunto capo Umberto Bossi e, dall’altra, quello di Futuro Nazionale, proiettato sulla conquista del territorio. L’uso dei manifesti ‘Grazie, Umberto!’ per commemorarlo è apparso come un tentativo disperato di trattenere una base storica ormai in fuga. Nonostante la presenza di figure di alto profilo come l’onorevole Pirovano e il segretario locale Bassani, il gazebo è rimasto quasi deserto. La presenza dei ‘grandi nomi’ non ha generato alcuna mobilitazione spontanea. Il racconto sui social ha parlato di ‘grande partecipazione’, scontrandosi però con la realtà dei fatti: una piazza che ha ignorato il gazebo leghista, percepito come un comitato di reduci. Al gazebo blu invece si è registrata una massiccia presenza di giovani, molti dei quali nuovi alla politica attiva. Questo indica che Vannacci è riuscito a scippare alla Lega il ruolo di ‘movimento di rottura’. Le immagini documentano ‘molta gente’ e, soprattutto, un’attività di tesseramento e firma costante. Il ceto medio e i giovani hanno scelto l’azione (firmare per Vannacci) rispetto alla commemorazione (il manifesto di Bossi)”.
Peraltro, già Patto per il Nord, in occasione delle esequie di Bossi, aveva sottolineato la distanza ormai abissale tra il Senatùr, suo tesserato, e il movimento guidato dal ministro Matteo Salvini.
“Attraverso slogan come ‘Tolleranza Zero’ e ‘Negozio Italiano’, Vannacci ha occupato i temi storici della Lega, rendendoli di nuovo attraenti per la Bassa bergamasca – si conclude nella nota dei futuristi – Il sorpasso è compiuto. Quello che è successo a Martinengo non è un episodio isolato, ma la prova fisica del viale del declino che la Lega sta percorrendo. Il brand Salvini appare logoro e incapace di generare entusiasmo, anche nelle sue storiche roccaforti. Il volto di Bossi non basta più a coprire le contraddizioni interne e la concorrenza di movimenti come il Patto per il Nord (autonomista) e Futuro Nazionale (sovranista). L’appuntamento di Treviglio del 17 maggio si preannuncia come il test definitivo. Se la tendenza di Martinengo verrà confermata, la Lega rischia l’irrilevanza politica nel cuore del suo antico feudo”.
La replica di Bassani: “Le polemiche le lascio a loro”
Il Carroccio martinenghese, che negli ultimi tempi è parso molto vicino al sindaco Pasquale Busetti, in quota Fratelli d’Italia, dal canto suo non risponde alle provocazioni lanciate da Fn.
“Abbiamo avuto una buona partecipazione e fatto decine di tesserati sostenitori, nessun isolamento istituzionale – ha replicato Bassani – Bossi è il fondatore della Lega e i militanti leghisti martinenghesi avranno sempre riconoscenza e rispetto verso di lui. Non mi sembra il caso di polemizzare su questo, le polemiche le lascio a loro”.
Gazebo della Lega, al centro la senatrice Daisy Pirovano