Politica

Anche Juri Cattelani si dimette: “Ma è un arrivederci”

È il sesto assessore in dieci anni ad abbandonare il sindaco Claudio Bolandrini. L’ombra dei contrasti post-provinciali

Anche Juri Cattelani si dimette: “Ma è un arrivederci”

A un anno dalle elezioni comunali, anche l’assessore alla Cultura, al Turismo e al Commercio Juri Cattelani lascia la barca della Giunta di Caravaggio, e il suo timoniere Claudio Bolandrini. Sulla città, dopo l’uscita del Pd dalla maggioranza e l’ingresso del sindaco nell’area dei forzisti di Alessandro Sorte, si scatena l’ennesimo terremoto politico.

Juri Cattelani lascia la Giunta

“Non posso dare il massimo, è un anno impegnativo” così il giovane (ex) dem – considerato per mesi uno dei più solidi luogotenenti di Bolandrini e persino candidato “in pectore” alla successione – ha spiegato le dimissioni, che saranno ufficialmente protocollate settimana prossima. Ma dietro alle ragioni addotte in una lunga lettera di saluti, emerge con chiarezza anche un retroterreno di incomprensioni e di malumori. Soprattutto dopo il “caso Tura” e il conseguente spostamento verso il centrodestra del baricentro politico di Bolandrini.

Se da un lato la scelta di mollare adesso potrebbe stupire, per via della tempistica, dall’altra può infatti leggersi come una sorta di dichiarazione di “guerra” da parte di un giovane rampante, che non ha più intenzione di vivere all’ombra di un primo cittadino che lascerebbe poche luci della ribalta ai suoi collaboratori, tanto più che l’assessore coltiva – come dichiarato sulle colonne del nostro giornale qualche tempo fa – ambizioni per il futuro. In quale ruolo intenda candidarsi – sindaco o meno – si vedrà, ma Cattelani in ogni caso non avrebbe il sostegno di Bolandrini che ha già dichiarato – sempre alla nostra testata – come “i primi interlocutori con i quali insieme ai miei consiglieri civici mi confronterò per una futura proposta amministrativa condivisa sono il presidente Carlo Mangoni (la cui lista di centrodestra lo sostiene dopo la rottura col Pd) e i consiglieri che, con grande senso di responsabilità verso Caravaggio, hanno consentito la prosecuzione del mandato e la realizzazione di importanti opere che altrimenti non avremmo potuto realizzare”.

Dunque il cambio dell’area politica di riferimento da parte del primo cittadino avrebbe incrinato i rapporti anche all’interno della Giunta (composta tutta da ex Pd, esclusa la new entry Licia Capetti), oltre che in Consiglio comunale, anche se pare predominante il problema dell’incompatibilità sotto il profilo caratteriale. Un primo cittadino vissuto come “ingombrante”, almeno così si sussurra nelle «stanze dei bottoni», che non di rado sarebbe andato allo scontro con i suoi perché mal tollererebbe che si ritaglino qualche spazio di visibilità, pur senza mettere in discussione che sui progetti da portare avanti il leader di una squadra possa e debba avere l’ultima parola. Il problema è che Bolandrini più che un primus inter pares pare sia considerato una “principe”. Questioni personali che, a seconda del punto di vista, possono essere descritte in maniera diversa, è fuor di dubbio, ma passando ai fatti in due mandati le Giunte guidate dal professore brignanese hanno collezionato l’addio di quattro assessori (Mara Carminati, Pierluigi Lanzeni, Federica Banfi, Francesco Merisio) e di cinque consiglieri (Elisa Gatti, Enrico Premoli, Ilaria Bena del Pd, Paolo Vicario e Giuseppe Ambrosini civici). Tra mille polemiche che hanno riempito le pagine dei giornali. E c’è chi sostiene che anche le improvvise dimissioni di Claudia Ariuolo, rassegnate per motivi personali, abbiano avuto anche un retroscena politico, all’interno della lotta intestina con il Pd sfociata nel “caso Tura”.

Un arrivederci alle elezioni comunali 2027

Ora anche Cattelani, lasciando intendere che in Municipio si respira un’aria pesante, fa un passo indietro in vista delle elezioni.

“Non mi chiudo comunque la porta alle spalle: è un arrivederci – ha spiegato – Metterò la mia esperienza di un decennio e le mie competenze professionali a disposizione per le prossime amministrative a chi avrà un progetto serio e credibile per Caravaggio, un progetto che la voglia veder crescere. Capirò in che modo farò la mia parte all’inizio del 2027”.

Ed è significativo notare che non sia necessariamente – come accennato sopra – il progetto del civismo bolandriniano, in qualunque forma si presenterà al voto. Da maggio pertanto si aprirà l’ennesimo rimpasto di Giunta, vedremo chi prenderà il posto di Cattelani.

La lettera di dimissioni

“Il 2026 è e sarà un anno per me impegnativo, e serietà mi impone di non continuare l’anno sapendo di non poter dare il massimo scrive Cattelani – C’è una certa malinconia, ma non troverei giusto non potermi dedicare a tempo pieno a un incarico al quale ho sempre dedicato tutta la mia giornata. Ho atteso in questi primi mesi di concludere alcuni progetti importanti a cui tenevo, che ora possono camminare con le loro gambe e che lascio alla città. Da un lato la “Capitale del Libro”. Saranno i prossimi mesi a dirci quanto lontano possiamo andare, ma in ogni caso l’idea di fondo è chiara: ci diciamo sempre che a Caravaggio non si fa abbastanza e che ci sono potenzialità inespresse. Questa città è un gigante che dorme: è il momento che impieghi tutte le sue energie e creda di poter essere di più che la seconda città della Bassa. Ho provato a dare questa impronta in questi anni, a dimostrare che non siamo una città dormitorio. Dall’altro lato il bando dei Distretti del Commercio: ho voluto che il (Duc) avesse un manager e non fosse solo una scatola vuota, e che fosse pronto proprio in vista di questo bando. La progettazione è in corso ma la linea è già definita: si realizzerà un grande parcheggio a servizio del centro storico, in prossimità di Porta Nuova, così che negozi e residenti possano finalmente tirare un sospiro di sollievo sulla questione parcheggi. Accanto a questo una serie di migliorie su diverse aree e piazze, a partire da un nuovo palco per gli eventi al centro sportivo che le associazioni chiedono da tempo. In questi anni siamo passati, a Caravaggio, da circa 120 iniziative all’anno a oltre 200: ho cercato di partecipare sempre a tutto (con una presenza sopra il 90% agli eventi), per far sentire agli organizzatori che il Comune c’era. Così come ho una presenza in Giunta e Consiglio Comunale vicina al 100%. A inizio mandato c’erano 25mila euro sulla cultura, lo scorso anno ne abbiamo spesi quasi il quadruplo. Sono risultati concreti resi possibili da una progettazione attenta e sempre al rilancio, che non si è accontentata dell’ordinaria amministrazione, e ad Uffici competenti e strutturati: sono loro ad aver fatto la differenza, molto più di noi politici. Siamo diventati un riferimento per i Comuni vicini per le politiche giovanili, specialmente per quanto riguarda i bambini e le famiglie, e i nostri metodi sono stati segnalati come esempio da ANCI Atalante nazionale dedicato, con sole altre 11 città italiane. La nostra biblioteca è oggi un esempio di modernità e azione per tutta la rete bergamasca. Siamo stati sempre coinvolti nelle progettazioni nazionali e internazionali tramite Anci ed il Comitato Europeo delle Città. Se devo riassumere con una frase: non ci siamo mai accontentati. Quanto al futuro, vorrei che la prossima Amministrazione prendesse a cuore la questione del centro civico: non esiste un bagno disabili nonostante i tanti progetti sulla fragilità, e la biblioteca così come l’auditorium ha bisogno di tanti piccoli interventi. Sono riuscito a far approvare alcuni investimenti, altri mancano ancora all’appello. Tutta l’area della Polizia locale sarà presto liberata, ma manca ancora un progetto di riadeguamento che spero non si faccia attendere troppo: sarà importante non lasciare quegli spazi vuoti troppo a lungo. Potrebbero essere dedicati a giovani e anziani, c’è fame di spazi. Spero poi che si possa avere un coinvolgimento forte della popolazione giovane; sono l’unico under 30 della maggioranza: nel 2016 eravamo più della metà del Consiglio. Spero che in tutti gli schieramenti che si presenteranno alle elezioni amministrative ci siano ragazzi e ragazze giovani che possano dire la loro e dare il proprio contributo: ce n’è sempre più bisogno, anche se la vita nelle Amministrazioni, da giovani, è tutt’altro che facile. Ed è ancora più difficile per chi è più anziano, per quanta buona volontà possa mettere, capire cosa serve ai giovani. Non mi chiudo comunque la porta alle spalle: è un arrivederci. Metterò la mia esperienza di un decennio e le mie competenze professionali a disposizione per le prossime amministrative a chi avrà un progetto serio e credibile per Caravaggio, un progetto che la voglia veder crescere. Capirò in che modo farò la mia parte all’inizio del 2027. Ringrazio il segretario comunale Paolo Bertazzoli, tutti i dipendenti e responsabili dei miei uffici, che in questi anni sono stati professionali ed entusiasti ed hanno dato molto più di quanto il loro contratto gli imponesse. Grazie anche a tutte le forze della città, in particolare associazioni e attività commerciali, che sono risorse fondamentali per il nostro territorio. A loro garantirò sempre il mio sostegno e la mia collaborazione, indipendentemente dal ruolo. Grazie ai cittadini: ho ricoperto questo incarico con orgoglio e onore, cercando di farli sentire sempre ascoltati, al meglio delle mie possibilità, con trasparenza e sempre e solo nell’interesse della comunità. Saluterò consiglieri e assessori nella seduta di Consiglio in cui verrà data comunicazione della variazione”.