Il personaggio

Il Generale Antonfabio Bari si congeda. Una vita al servizio del Paese

Dagli incarichi Nato alle missioni in Afghanistan e Bosnia. E un forte legame con la "sua" Treviglio

Il Generale Antonfabio Bari si congeda. Una vita al servizio del Paese

Dagli incarichi Nato alle missioni in Afghanistan, dal supporto alla Bosnia dopo la guerra nei Balcani, a quello per le popolazioni colpite da calamità naturale. Lunedì 20 aprile 2026 il Generale di Brigata Antonfabio Bari ha lasciato il suo servizio dopo 40 anni al servizio dell’Esercito Italiano. Cresciuto a Verdellino, ha poi risieduto per un periodo a Treviglio, città alla quale è tuttora legato e che frequenta quasi quotidianamente, nonostante oggi viva a Boltiere.

Il cammino di Antonfabio Bari

Il cammino del generale Antonfabio Bari è stato contraddistinto da incarichi di comando e di vertice nei diversi ambiti operativi e organizzativi, e ha preso avvio con la formazione presso l’Accademia Militare di Modena, dopo gli studi svolti a Bergamo, poi proseguito nei reparti operativi dell’Esercito. Le prime esperienze sono maturate nel 1° Reggimento “Nizza Cavalleria”, per poi proseguire nella Brigata “Legnano”, in contesti caratterizzati da elevata operatività e complessità organizzativa. Successivamente ha frequentato la Scuola di Guerra, conseguendo l’abilitazione all’impiego negli Stati Maggiori dei principali Quartier Generali della Nato, accedendo così ai livelli più avanzati della pianificazione operativa.

Incarichi di rilievo

Nel corso della carriera il generale Antonfabio Bari ha ricoperto incarichi di rilievo anche in ambito operativo, tra cui quello presso il Gruppo Squadroni del 3° Reggimento “Cavalleria dell’Aria” (AVES “Aquila”), all’aeroporto militare di Orio al Serio, dove ha consolidato competenze nella gestione di unità e sistemi ad elevata integrazione tecnologica. Il percorso è proseguito nei teatri operativi internazionali, con i primi impieghi in Bosnia Erzegovina, in un contesto post-conflittuale complesso, contribuendo alle attività di sicurezza e stabilizzazione. Successivamente ha operato nei principali Quartier Generali della Nato a elevata prontezza operativa, in particolare in Spagna e in Italia, in contesti multinazionali caratterizzati da elevata integrazione interforze. Di particolare rilievo anche la partecipazione alle missioni internazionali in Afghanistan, uno dei contesti operativi più delicati degli ultimi decenni, dove ha partecipato ad attività di sicurezza, cooperazione e supporto, nonché a interventi a sostegno delle popolazioni e alla gestione di situazioni emergenziali. Ha inoltre svolto attività di soccorso in favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, operando in contesti emergenziali sul territorio nazionale, nonché attività di polizia militare e di controllo, contribuendo al mantenimento della sicurezza e dell’ordine nelle aree di competenza.

La promozione a colonnello

Con la promozione a Colonnello di Antonfabio Bari ha assunto anche incarichi di comando di livello reggimentale, tra cui quello della base logistico-addestrativa di Riva del Garda e, successivamente, del Centro Documentale di Brescia (l’ex Distretto Militare), struttura con competenze su oltre 600 comuni delle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, nell’ambito di specifiche responsabilità territoriali di natura militare e istituzionale. Una carriera contraddistinta da numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, accanto alla quale ha sviluppato anche una solida formazione accademica, avviata con il diploma di geometra presso l’Istituto “Quarenghi” di Bergamo e proseguita nel tempo con il conseguimento di quattro lauree magistrali, un master e una laurea spagnola, oltre a numerosi corsi specialistici di alto livello nei settori della sicurezza, dell’antiterrorismo e della cooperazione internazionale.

Il legame con Treviglio

Nonostante spesso lontano da casa, ha mantenuto un legame costante con il territorio, anche attraverso gli anni trascorsi a Treviglio, che rappresentano una parte significativa della sua esperienza personale.

“Resta la consapevolezza di una vita al servizio del Paese, segnata da esperienze uniche e responsabilità straordinarie, che danno senso ai sacrifici e rendono ogni passo parte di un percorso fuori dall’ordinario – ha commentato il generale Antonfabio Bari -. Il termine del servizio attivo non rappresenta una conclusione, ma una continuità di valori. Si apre ora una nuova fase, nella quale l’esperienza maturata potrà continuare a rappresentare un patrimonio di competenze al servizio del Paese”.