Edilizia scolastica

Scuola Primaria e project financing, a Fara Fratelli d’Italia bacchetta l’Amministrazione

La ristrutturazione della Primaria di Fara continua a far discutere, Samuele Lo Faro (FdI) ha presentato un'istanza formale al Comune.

Scuola Primaria e project financing, a Fara Fratelli d’Italia bacchetta l’Amministrazione
Scuola primaria e project financing, Samuele Lo Faro (Fratelli d’Italia) torna sul tema con un’istanza formale e una richiesta di accesso agli atti del Comune di Fara.

Lo Faro invoca chiarezza: “La normativa è chiara e precisa”

Continua a far discutere la progettazione della ristrutturazione del plesso di via Dante, con l’Amministrazione comunale che persegue convinta la via del partenariato pubblico-privato da oltre 10 milioni di euro che consentirà di recuperare e ampliare l’edificio e Lo Faro, come anche le minoranze consiliari, scettico riguardo a costi e opportunità di tale decisione. Nello specifico, grazie a un supporto interno al ministero dell’Istruzione e del Merito, il referente del partito di Giorgia Meloni ha presentato proprio ieri, giovedì, un’istanza formale.
Samuele Lo Faro (Fratelli d’Italia).
“Non c’è alcuna “battaglia acre” sul tema scuola, ma un semplice approfondimento della normativa e dei numeri, con alcune perplessità – ha spiegato – Si continua a girare attorno a questioni che la normativa chiarisce in modo piuttosto lineare: comprendo che il tema possa risultare complesso, ma il dimensionamento scolastico è disciplinato da riferimenti precisi che includono già i servizi accessori (mensa, palestra e spazi comuni) nel costo complessivo per classe. Altrimenti quei valori non avrebbero alcun senso. Invito pertanto a prenderne buona nota, trattandosi di riferimenti tecnici consolidati”.
Così Lo Faro che, in una risposta indiretta alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal capogruppo di “Lista civica” Davide Campisani, ha ribadito la propria proposta di un nuovo polo accanto alle scuole medie, che potrebbe costare “solamente” 3,5 milioni e consentire anche la vendita del lotto su cui ora sorge la primaria.
“Proprio perché si afferma che “non sono soldi nostri, ma di tutti i cittadini”, il tema non può essere affrontato superficialmente soltanto sul piano della fiducia, ma va valutato su quello del metodo: occorrono dati, norme, analisi comparate e scelte proporzionate – ha detto – La replica alle mie osservazioni precedenti avrebbe potuto utilmente entrare nel merito tecnico e normativo, anziché limitarsi a considerazioni di altra natura. Quando si investono risorse pubbliche, del resto, bisogna farlo con rigore, competenza e responsabilità. In caso contrario, scelte sproporzionate rischiano di realizzare interventi fuori scala rispetto alle esigenze del territorio: opere che finiscono per avere un impatto più simbolico che funzionale. E allora, più che interventi faraonici, è giusto lasciare alla comunità soluzioni concrete, utili e sostenibili nel tempo”.

Documenti e richieste contenute nell’istanza

All’interno dell’istanza formale che Lo Faro ha recentemente protocollato agli uffici comunali, una serie di richieste fa seguito alle svariate premesse tecniche che ripercorrono l’iter e la normativa di riferimento. Nel dettaglio, il referente di FdI e i suoi chiedono all’Amministrazione i dati del fabbisogno reale di classi della primaria, il quadro economico complessivo del progetto di ristrutturazione e le eventuali fonti di finanziamento previste, analisi comparative tra l’ipotesi di ristrutturazione e quella di realizzazione di un nuovo plesso e l’incidenza sulla spesa corrente dell’eventuale operazione di partenariato pubblico-privato, che vedrebbe l’ente impegnato per anni nel versamento di un canone all’operatore privato. Oltre a ciò, si richiedono dettagli sull’operazione e sull’eventuale vincolo architettonico presente sull’immobile di via Dante, oltre a una copia della documentazione di progetto: studi di fattibilità, analisi tecnico-economiche e documenti progettuali, valutazioni comparative e quadro economico dettagliato del mastodontico intervento.

Prosegue per vie legali, invece, la vicenda dei seggi elettorali

In attesa di un riscontro nei tempi previsti dal regolamento, Lo Faro è anche tornato con una rapida battuta sull’aggressione verbale e le minacce da lui ricevute ai seggi elettorali il 22 marzo da parte del segretario dell’Anpi Ernesto Colombo, rispondendo a distanza alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Campisani:
“In primis, ricordo che il rappresentante di lista ai seggi deve essere riconoscibile – ha sottolineato – È previsto espressamente dalla normativa elettorale, anche attraverso l’utilizzo di un distintivo o di un simbolo rappresentativo. Non c’entrano nulla altre discipline relative alla propaganda nelle vicinanze del seggio o simili: sono piani completamente diversi, trattandosi in quella sede di un soggetto che svolge una funzione pubblica quale rappresentante di lista. Continuare a confonderli non aiuta a fare chiarezza. Per il resto, poi, più che alla “moderazione”, termine in voga in queste settimane, inviterei a parlare dei fatti per quello che sono, evitando “considerazioni su altri temi” che inevitabilmente esulano dal perimetro legale. La vicenda, in ogni caso, per la sua rilevanza sta evidentemente seguendo altri canali. Per quanto mi riguarda, il discorso è perciò da ritenersi chiuso”.