La Rivoltana Calcio vive un momento critico tra risultati sportivi deludenti e forti tensioni interne, con tifosi e dirigenza divisi ma alla ricerca di un possibile confronto.
Una stagione da dimenticare
Non è un momento facile per la storica formazione di Rivolta sta vivendo una stagione da dimenticare, culminata con l’ultimo posto nel girone D di Prima categoria e una retrocessione ormai già scritta. Ma a far discutere, oltre ai risultati del campo, è il clima sempre più acceso che si respira attorno alla squadra.
Proteste dei tifosi e risposta della società
Nei giorni scorsi alcuni tifosi hanno manifestato in modo evidente il proprio malcontento: lungo la recinzione del campo di allenamento di via Ponte Vecchio sono comparsi striscioni polemici, con un invito diretto al direttore sportivo Giacomo Malanchini a rassegnare le dimissioni. Un segnale forte, che testimonia una frattura ormai evidente tra una parte della tifoseria e la dirigenza. La risposta della società non si è fatta attendere. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente Roberto Masoni ha preso posizione con toni duri, difendendo il lavoro portato avanti dal club:
“Condanniamo i cori e gli striscioni di quattro tifosi irrispettosi verso il lavoro di una società di calcio che dura 365 giorni all’anno – ha detto – piuttosto di scrivere stupidate, per non dire parole offensive, che diano una mano, pronti a dedicare tutti i giorni feriali e festivi, alla Rivoltana. Fatto questo, poi, potranno parlare”.
Un dialogo difficile per il futuro del club
Parole che hanno inevitabilmente alimentato il confronto. I tifosi chiamati in causa, sempre tramite i social, hanno replicato senza arretrare, chiarendo di non voler mettere in discussione l’impegno ei sacrifici della società, ma puntando il dito sulle scelte gestionali. Nel mirino non ci sono solo i risultati della Prima squadra, ma anche la conduzione del settore giovanile, ritenuta da alcuni non all’altezza della tradizione del club. La distanza tra le parti resta evidente, ma uno spiraglio di dialogo si è aperto martedì pomeriggio quando, al campo sportivo, entrambe le parti hanno cercato di ricucire uno strappo che, al di là della retrocessione, rischiando di pesare anche sul futuro della Rivoltana. Il campo ha emesso il suo verdetto, ma ora la partita più delicata si gioca fuori: quella per ritrovare unità, fiducia e una nuova direzione.