Cronaca

Addio a Cesarino Rozzoni, il re del mobile d’arte

Il fondatore dello storico mobilificio "Rozzoni Mobili", che esportò il suo marchio di fabbrica all'estero, è scomparso all'età di 92 anni.

Addio a Cesarino Rozzoni, il re del mobile d’arte

L’intera comunità di Castel Rozzone piange la scomparsa di Cesarino Rozzoni. Il fondatore dello storico mobilificio “Rozzoni Mobili” se ne è andato lo scorso 22 marzo all’età di 92 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei figli Cecilia, Terry, Mario, Carla, Giusy e Giovanna e dei tanti nipoti che in tutti questi anni hanno avuto la fortuna di crescere con i suoi preziosi insegnamenti.

Cesarino Rozzoni

“Cesarino ci ha insegnato tutto quello che conta – hanno raccontato i familiari – Dalla passione per il profumo del legno al coraggio di sporcarsi le mani per dare forma ai propri sogni. Per lui non esistevano ostacoli insormontabili ma solo sfide da affrontare, con quella sicurezza incrollabile di chi sa che, in un modo o nell’altro, ce la farà”.

I mobili di Rozzoni all’estero

Tra queste sfide, di sicuro, quella più difficile per Rozzoni, ma allo stesso tempo più allettante e soddisfacente, è stata l’esportazione del suo marchio di fabbrica all’estero. Qui è riuscito a farsi un nome e a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto grazie al duro impegno quotidiano e alla pregevole qualità dei suoi manufatti, trasformando l’azienda fondata nel 1959 in una realtà dinamica e vivace del settore del mobile di alta gamma certificato “Hand Made in Italy”.

Non a caso, nel 2017 il mobilificio castelrozzonese è finito al centro dell’attenzione mondiale per aver realizzato la maestosa tavola rotonda attorno a cui si riunirono in Kuwait i ministri degli esteri dei Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg). Con i suoi cinque metri di diametro, il capolavoro di Rozzoni, intarsiato e impreziosito da splendide basi in oro, fu protagonista del vertice convocato proprio dal Kuwait per tentare una mediazione nella crisi allora in corso tra Qatar e Arabia Saudita, sostenuta a sua volta da altri Paesi del Golfo.

Fu una soddisfazione enorme per Cesarino, che da ragazzino aveva studiato intarsio a Treviglio senza mai immaginare che un giorno i grandi del Medio Oriente si sarebbero ritrovati a discutere di delicati equilibri politici proprio attorno a un suo tavolo, che per l’occasione vide anche la nascita di un partenariato economico e militare tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita separato dal Ccg.

“È partito da un piccolo garage – ha ricordato ancora la sua famiglia – E, con la sola forza del lavoro, è riuscito a costruire una realtà che ha portato il nome della nostra famiglia e del nostro paese fino in Arabia Saudita e in Cina. Eppure il suo cuore non si è mai allontanato da qui”.

L’amore per il “CSG Castel Rozzone ASD”

A Castel Rozzone infatti, oltre che alla sua famiglia e al suo mobilificio, Rozzoni ha avuto modo di dedicarsi appieno anche all’altra sua grande passione: la società di calcio dilettantistica “CSG Castel Rozzone ASD”, di cui fu presidente per più di 50 anni, diventandone poi presidente onorario nell’ultimo periodo.

“Ci teneva immensamente ai ragazzi del posto e al suo caro CSG – ha fatto sapere la società, che ha deciso di omaggiare Cesarino esponendo uno striscione di ringraziamento sul proprio campo – Finché ha potuto, è sempre stato presente a tutti gli allenamenti e, perfino nei post-partita, non faceva mai mancare la sua vicinanza a tutto il gruppo squadra. Nei suoi confronti nutriremo per sempre un’immensa riconoscenza e continueremo a ringraziarlo anche ora che non è più fisicamente con noi”.

“Ci mancherà immensamente – hanno chiosato i familiari – Ci mancherà il suo sorriso e quel suo rassicurante “Non c’è problema”, che amava ripetere e che era capace di riportare il sereno in ogni momento. Siamo stati profondamente fortunati ad averlo come guida e come esempio”.