Sporcizia, siringhe di insulina e persino carta sporca di sangue: è questa la scena che si sono trovati davanti alcuni cittadini nel vialetto dietro il cimitero, a Rivolta d’Adda. Una scoperta che ha suscitato preoccupazione e indignazione, soprattutto per la pericolosità dei materiali abbandonati in un’area frequentata quotidianamente. “Lì passeggiano anche bambini e cani: è pericoloso lasciare questi rifiuti così”, raccontano i residenti, sottolineando non solo l’inciviltà del gesto, ma anche i rischi concreti per chi frequenta la zona. A colpire è anche il contesto: si tratta, infatti, di un’area verde molto utilizzata da famiglie e adolescenti, un luogo di passaggio e di svago che dovrebbe essere tutelato e mantenuto decoroso.
Il caso del “pratone” di via Masaccio
Ma non si tratta di un caso isolato. Anche il “pratone” di via Masaccio si presentava la scorsa settimana in condizioni simili, con rifiuti sparsi ovunque. A rimediare, almeno in parte, sono state una mamma e sua figlia che, armate di guanti e buona volontà, hanno deciso di ripulire l’area. Tra i rifiuti raccolti: sacchetti di plastica, cartacce, assi di legno e persino un cavo elettrico.
Il senso civico dei cittadini
“Quasi tutto residuo della Fiera, a quasi due mesi da questa – raccontano –. Mi chiedo se non si possa fare un po’ più attenzione durante lo smontaggio dei tendoni. Si fanno fior di convegni sul green, sostenibilità, ecologia, e poi si lascia un campo pieno di plastica. Noi abbiamo comunque fatto il nostro e ci siamo pure divertite”. Un gesto di senso civico che però non può sostituire il rispetto delle regole e la responsabilità collettiva.