Hanno saputo portare sul palco la profondità e l’urgenza di un messaggio di pace con la leggerezza della comicità, dando voce a una generazione che troppo spesso viene definitiva con i suoi limiti e i suoi errori e invece si dimostra ricca di pensiero, speranze, maturità e capacità di accogliere le diversità. Protagonisti di uno spettacolo originale e intenso sono stati gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo di Verdellino-Zingonia che venerdì sera, 27 marzo 2026, hanno portato in scena “Rotte possibili – San Francesco timoniere della nostra vita”.
La “buona scuola”
Auditorium gremito per assistere alla “prima” dello spettacolo che verrà candidato al concorso nazionale indetto dal Ministero dell’istruzione e del merito e dal Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e intitolato “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità”.
“Uno spettacolo emozionante dove la figura di Francesco d’Assisi diventa bussola per navigare le sfide di oggi – spiega la professoressa Francesca Checchia – Il messaggio che lanciano dal palco è carico di positività e mostra “la buona scuola” dove i ragazzi vivono bene si divertono ed imparano. Dati gli eventi degli ultimi giorni c’è bisogno di lasciare spazio alla bellezza e a quanto di positivo c’è nella scuola”.
“Un ponte culturale costruito sulla purezza”
Un obiettivo centrato con sicurezza dai ragazzi e ragazze che sono saliti sul palco carichi di emozione. Sono loro, per primi, a illustrare il percorso che ha portato alla realizzazione dello spettacolo.
“Il progetto teatrale “Rotte possibili” non è solo un’idea potente, ma un’esperienza che ci ha toccato nel profondo – ha spiegato Ndoumbe – Crediamo che vedere ragazzi musulmani, cristiani e sikh interpretare insieme la vita di San Francesco d’Assisi non sia stato un semplice esercizio teatrale, ma un vero ponte culturale costruito sulla purezza d’animo. Ebbene si in questo spettacolo abbiamo celebrato la purezza, abbiamo cercato di portare sul palco la nostra energia pulita, trasformando la scena in un luogo di fratellanza reale”.
“Attraverso l’impegno nella realizzazione delle scenografie nei laboratori pomeridiani, nelle prove delle coreografie in palestra, nella realizzazione dei costumi con gli aiuti della nostra comunità di Verdellino abbiamo dichiarato al mondo che il nostro cuore è abbastanza grande da contenere la storia di un “altro” senza paura di perdere noi stessi”, ha sottolineato Sara.
“La risata di chi è libero”
“La purezza di noi ragazzi è come uno specchio: riflettiamo la luce di Francesco senza filtri – ha aggiunto Nar – Siamo convinti che solo chi ha il cuore puro possa ridere di se stesso e del mondo senza cattiveria. La nostra scelta della chiave comica esalta questa dote: è la risata di chi è libero. È la gioia di chi ha capito che l’amore di Dio è così immenso da rendere piccole e ridicole tutte le preoccupazioni umane”.
Religioni diverse unite sul palco nel segno di una figura, quella di San Francesco, capace di riunire tutte le fedi. Non un “santo cupo”, ma un “giullare di Dio” che ha spinto gli studenti e le studentesse a scegliere la chiave della comicità per esprimere al meglio il messaggio del santo che “usava lo sberleffo per mettere a nudo l’avidità del mondo”, aggiunge Ndoumbe.
GUARDA LA GALLERY (11 foto)
Non un santo cattolico, ma un uomo di pace
“Il fatto che siamo ragazzi di tutte le religioni a interpretarlo aggiunge un livello di significato straordinario – ha sottolineato Sara – Abbiamo approcciato la storia di Francesco senza pregiudizi, vedendolo non come un “santo cattolico”, ma come un uomo di pace. In un mondo che spesso divide, abbiamo scelto di “abitare” i panni di un personaggio diverso da noi per cultura, scoprendo che la purezza dello spirito non ha confini”.
“Il nostro obiettivo non è la conversione, ma la connessione – conclude Nar – Interpretando Francesco, abbiamo dimostrato che il rispetto per la natura e l’amore per il prossimo sono un linguaggio universale che parla la lingua del cuore. Abbiamo scelto di essere controcorrente come Francesco”.