Cronaca

Accampato sotto il tetto dei carrelli: a Romano cresce l’emergenza invisibile dei senza dimora

Dal riparo di fortuna nell’area dell’ex Lidl ai casi in stazione e davanti alla chiesa: segnali di un disagio sociale sempre più evidente

Accampato sotto il tetto dei carrelli: a Romano cresce l’emergenza invisibile dei senza dimora

Un uomo a Romano vive nella gabbia metallica che una volta conteneva i carrelli della spesa del supermercato ormai chiuso da tempo.

Un giaciglio tra i carrelli: la scoperta di una domenica mattina

Una domenica mattina come tante, quella del 29 marzo 2026, si è trasformata in una fotografia nitida di un disagio sempre più difficile da ignorare. Nell’area dell’ex supermercato Lidl di Romano, nel piazzale a ridosso dei binari ferroviari, un cittadino ha notato qualcosa di insolito: il vecchio gabbiotto destinato un tempo a contenere i carrelli della spesa è diventato un rifugio di fortuna. All’interno di quella struttura metallica, una persona senza fissa dimora ha costruito il proprio spazio vitale. Cartoni disposti per isolarsi dal freddo e dal vento, coperte e cuscini adattati sopra di essi: un giaciglio essenziale ma organizzato, segno di una quotidianità fatta di sopravvivenza e adattamento. Quel piccolo riparo, nato per tutt’altro scopo, rappresenta oggi per qualcuno un tetto, un punto fermo in una condizione di estrema precarietà.

Non un caso isolato: segnali diffusi di un disagio crescente

L’episodio non è isolato. Già nei mesi scorsi, in particolare a gennaio, un’altra persona senza dimora era stata avvistata nel pomeriggio domenicale davanti alla chiesa, nel quartiere dei Cappuccini, proprio durante l’orario di uscita dei fedeli. Una presenza che aveva colpito i cittadini, non tanto per l’eccezionalità, quanto per la sua crescente frequenza. Romano, pur non essendo una grande metropoli, si trova sempre più spesso a fare i conti con situazioni di marginalità estrema. La percezione diffusa è quella di un fenomeno in aumento, visibile soprattutto nei luoghi di passaggio e aggregazione: piazzali, stazioni, aree commerciali dismesse. Spazi che diventano rifugi improvvisati per chi non ha alternative.

Dalla stazione ferroviaria alle misure restrittive: un’emergenza da affrontare

Il caso del giaciglio nell’ex area Lidl riporta oggi l’attenzione su una questione più ampia: quella di un’emergenza sociale silenziosa ma concreta. Un fenomeno che richiede non solo interventi di sicurezza, ma soprattutto risposte strutturali e umane, capaci di affrontare le cause profonde della marginalità. Negli ultimi anni, uno dei punti più critici è stato rappresentato dalla stazione ferroviaria. Prima della chiusura notturna della sala d’aspetto, infatti, numerosi senza tetto trovavano riparo al suo interno. Una situazione che, con il tempo, aveva generato anche problemi di sicurezza. Diverse segnalazioni avevano evidenziato episodi di molestie nei confronti dei pendolari, spesso legati all’abuso di alcol e a stati di alterazione. In alcuni casi si sono verificati anche momenti di tensione e aggressioni. A seguito di questi episodi, e dopo interventi della Polizia locale, RFI ha adottato misure restrittive, tra cui la chiusura degli spazi nelle ore notturne. Un provvedimento che ha ridotto alcune criticità, ma che ha anche spostato il problema altrove, senza risolverlo alla radice.