Cronaca

Nel “Giardino delle farfalle”, simbolo della lotta all’inciviltà, spuntano anche due siringhe

A fare l'amara scoperta è stato Alfio Mombelli, rivoltano che da tempo si prende cura volontariamente dell’area, restituendole decoro giorno dopo giorno

Nel “Giardino delle farfalle”, simbolo della lotta all’inciviltà, spuntano anche due siringhe

Dove dovrebbero esserci fiori, colori e passeggiate tranquille, spunta invece un segnale preoccupante. Nel “Giardino delle Farfalle”, l’aiuola comunale lungo il passaggio pedonale di via Bertolazzi che collega via XXV Aprile al centro storico di Rivolta, la primavera si è aperta con una scoperta amara.

Due siringhe nel “Giardino delle farfalle”

A farla è stato Alfio Mombelli, cittadino rivoltano che da tempo si prende cura volontariamente dell’area, restituendole decoro giorno dopo giorno. Proprio durante uno dei suoi interventi di manutenzione, tra erbacce e terreno da sistemare, si è trovato tra le mani qualcosa di ben diverso da radici e foglie: due siringhe usate, abbandonate tra la vegetazione.

Un episodio che colpisce ancora di più perché avviene in uno spazio pubblico frequentato, vicino a un percorso pedonale e simbolo di rinascita urbana grazie all’impegno di un singolo cittadino e della comunità. Lo stesso Mombelli ha raccontato quanto accaduto, con amarezza ma senza perdere lo spirito che lo ha spinto fin dall’inizio a prendersi cura del giardino.

“Con l’arrivo della primavera ho ripreso i lavori di sistemazione del giardino. E mi sono imbattuto nella brutta sorpresa. Fortunatamente non ci sono state conseguenze, ma ora dovrò provvedere a smaltirle in modo corretto, informandomi su come fare”.

Recuperati 2,8 kg di mozziconi

Nonostante l’episodio, la determinazione resta intatta. Il “Giardino delle Farfalle” continua a crescere anche grazie al contributo dei cittadini, che negli ultimi mesi hanno dimostrato attenzione e partecipazione.

“Quando posso continuo a prendermi cura dell’area e tanti rivoltani si sono resi disponibili a donare piantine o fiori che non utilizzano, che andrò a piantare. È una grande soddisfazione sapere che il lavoro che faccio viene apprezzato”.

Segnali positivi arrivano anche sul fronte della pulizia, frutto di un impegno costante.

“Nelle sere che dedico alla raccolta dei mozziconi ho notato un leggero miglioramento: nel vialetto se ne trovano meno, anche se non tutti i giorni è così. In quasi un anno ho raccolto circa 2,8 chili di mozziconi: un dato che fa riflettere, vedremo a fine aprile il totale definitivo”.

Un ringraziamento, poi, anche all’Amministrazione comunale per alcuni interventi concreti: “Non ho mai avuto occasione di ringraziare il Comune per aver installato il cestino dedicato ai rifiuti dei cani, che viene utilizzato molto. Peccato che non tutti dimostrino la stessa attenzione”. La vicenda lascia inevitabilmente spazio a una riflessione: da una parte il gesto incivile (e il disagio sociale) di chi abbandona rifiuti pericolosi, dall’altra l’impegno quotidiano di chi prova a migliorare gli spazi comuni. In mezzo, un giardino che resta simbolo di cura, ma anche di una battaglia ancora aperta per il rispetto dell’ambiente urbano.