di Sharon Vassallo
Nuova settimana, nuova intervista. Il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek tornano in campo per una partita importante: dare lustro al calcio locale, alle società che lo promuovono e alla passione di chi lo gioca. E anche voi, cari lettori, ora potrete giocare e votare per eleggere il vostro e nostro “Pallone d’Oro”. Scopri qui come partecipare e sostenere il tuo campione, ma intanto iniziano a conoscere più da vicino i nostri iscritti.
Karim, il Real Madrid in tv con il papà e un sogno da inseguire
Karim Mabsut, classe 2012, è un giovane portiere della Tritium di Trezzo. Cresciuto tra Vidalengo (Orsa), Pergolettese e Trevigliese, ha costruito il suo percorso con impegno e passione fin da piccolo. Determinato e sempre voglioso di migliorarsi, ha trovato tra i pali la sua dimensione, trasformando una scelta casuale in un punto di forza.
Raccontaci un po’ di te: quando nasce il tuo amore per il calcio?
“Il mio amore per il calcio nasce fin da quando ero bambino: guardavo le partite in televisione insieme a mio papà e da lì è nata la mia passione. A quattro anni ho mosso i primi passi nel Vidalengo, che all’epoca si chiamava Orsa, e da quel momento il mio percorso è cresciuto sempre di più”.
C’è stato un momento preciso in cui il calcio è diventato una vera passione?
“Sì, quando mio papà mi fece vedere una partita del Real Madrid e mi disse: “Non vorresti diventare come loro?”. Da quel momento mi sono posto questo obiettivo e ho iniziato a impegnarmi ogni giorno, anche per renderlo orgoglioso”.
Da quanto tempo giochi?
“Questo è il mio nono anno”.
Fuori dal campo, come ti descriveresti?
“Mi definirei socievole, perché mi piace parlare con tutti. A volte sono un po’ scontroso, ma cerco sempre di restare positivo e ottimista in ogni momento della giornata”.
Come riesci a conciliare scuola e calcio?
“Quando giocavo alla Pergolettese, durante i viaggi (circa 30 minuti) studiavo per portarmi avanti. Ora riesco a gestire meglio tutto grazie all’esperienza: ho imparato a organizzarmi e a far combaciare scuola e calcio”.
Sei un portiere: come nasce questa scelta?
“È nata per caso: un giorno in allenamento mancava il portiere, così mi sono messo in porta. È stato subito amore, mi veniva naturale e mi divertivo. Tuttavia, ci ho lavorato tanto, sempre di più, cercando di migliorarmi allenamento dopo allenamento”.
C’è un portiere a cui ti ispiri?
“Sì, mi ispiro a Mike Maignan. Mi piace il suo atteggiamento e il suo modo di essere leader in campo, e cerco di prendere esempio da lui”.
Chi ti supporta nel tuo percorso?
“Mia mamma è il mio punto di riferimento: mi sprona ogni giorno a dare il massimo, sia nel calcio che nella vita di tutti i giorni”.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Nel calcio vorrei raggiungere i massimi livelli. Fuori dal campo, invece, vorrei portare avanti l’azienda di famiglia”.
Come vivi vittorie e sconfitte?
“Le vittorie sono sempre bellissime e sono il primo a esultare. Quando invece perdo, rifletto molto: la sera penso a cosa avrei potuto fare meglio per evitare la sconfitta”.
Che consiglio daresti a un bambino che vuole iniziare a giocare a calcio?
“Di non mollare mai. Il calcio è imprevedibile: da un giorno all’altro può cambiare tutto, anche se giochi in una piccola squadra”.
Perché dovrebbero votarti come Pallone d’Oro ?
“Perché ho una voglia incredibile di arrivare in alto. La mia determinazione è enorme e non mi arrendo mai. Anche quando si cade, si può sempre trovare la forza per rialzarsi”.