La conversione della ex cava Telgata a Torre Pallavicina tiene banco in Consiglio comunale. Il progetto che dovrebbe portare alla creazione di un impianto fotovoltaico è iniziato dalla prima fase che prevede il riempimento delle zone escavate per dare un livellamento della superficie dove verranno installati i pannelli fotovoltaici.
Il progetto e le prime perplessità
La conversione della ex cava Telgata a Torre Pallavicina tiene banco in Consiglio comunale. Il progetto che dovrebbe portare alla creazione di un impianto fotovoltaico è iniziato dalla prima fase che prevede il riempimento delle zone escavate per dare un livellamento della superficie dove verranno installati i pannelli fotovoltaici. Fase che ha creato disagi alla viabilità per la presenza di numerosi mezzi pesanti in transito. Il 27 febbraio 2024 viene presentato in commissione il recupero dell’ex cava Telgata: riempimento con terre e rocce e circa 10 camion al giorno per tre anni, con successivo impianto fotovoltaico da 8 MW. Nazzareno Ferro capogruppo di minoranza ha evidenziato subito le criticità:
“L’operazione poteva essere gestita con maggiore chiarezza, soprattutto sull’impatto del traffico e sull’evoluzione reale del progetto”.
Convenzione e nodo fotovoltaico
Il 14 ottobre 2024 il Comune firma la convenzione con Hydro2Move, con compensazioni economiche e opere accessorie.
Per Ferro resta un dubbio:
“È da verificare se siano sufficienti a bilanciare l’impatto complessivo”. Soprattutto, pesa lo stop al fotovoltaico: l’istanza del 2025 viene dichiarata improcedibile. Se si parla di sostenibilità, non è accettabile che la parte energetica sia incompleta o non procedibile”.
Cantiere, impatti e criticità
Dai dati del 2026 emergono numeri diversi: 24 camion al giorno e lavori concentrati in circa un anno.
“Un cambio che modifica completamente l’impatto sul territorio. Sono stati segnalati fango, polvere e danni alla provinciale, con interventi ritenuti tardivi: servono soluzioni preventive, come una vasca di lavaggio per i mezzi”.
Mentre sul fotovoltaico la posizione è netta:
“L’istanza è carente, il permesso scaduto. Oggi non si può parlare di riconversione energetica, ma solo di riempimento della cava”.