Politica

Calcio, il parroco viola il silenzio elettorale e si espone per il “no” al referendum

La distribuzione del foglio all’interno della chiesa, durante le funzioni, pone interrogativi sulla correttezza formale dell’iniziativa

Calcio, il parroco viola il silenzio elettorale e si espone per il “no” al referendum

Nel foglio degli avvisi distribuito in chiesa a San Vittore a Calcio, ieri domenica 22 febbraio 2026, è comparsa una riflessione critica sulla riforma della giustizia: posizione implicita ma chiara, scoppia il dibattito tra i parrocchiani.

Il caso: un volantino durante il silenzio elettorale

Ieri domenica 22 marzo 2026, nella chiesa parrocchiale di San Vittore a Calcio, durante la consueta distribuzione degli avvisi settimanali, è comparso un testo destinato a far discutere. Tra gli appuntamenti della comunità, infatti, una pagina conteneva una riflessione articolata sul tema della Costituzione e sull’attuale referendum relativo alla riforma della giustizia. Un intervento che, per tempistica e contenuti, solleva un primo nodo rilevante: la diffusione è avvenuta proprio nella giornata in cui vigeva il silenzio elettorale, ovvero il periodo in cui è vietata qualsiasi forma di propaganda o espressione pubblica di orientamento politico legato alla consultazione in corso. La distribuzione del foglio all’interno della chiesa, durante le funzioni, pone quindi interrogativi sulla correttezza formale dell’iniziativa.

L’avviso parrocchiale distribuito ieri a Calcio.

Una posizione netta, seppur implicita

Al di là dell’aspetto normativo, il contenuto del testo ha colpito molti parrocchiani per il tono e per il messaggio trasmesso. Pur senza esplicitare un invito diretto al voto, la riflessione proposta dal parroco Don Angelo Piccinelli appare chiaramente orientata. Nel testo si sottolinea la solidità della Costituzione italiana, definita “sana e robusta”, e si esprimono forti perplessità verso le ipotesi di riforma, con richiami anche a possibili derive autoritarie. Nel passaggio finale viene citata esplicitamente la premier Giorgia Meloni, con un giudizio critico che, nel contesto del referendum, è stato interpretato da molti come una presa di posizione contraria alla riforma stessa. Una linea che, pur non traducendosi in un esplicito “votate no”, viene percepita come un’indicazione politica piuttosto chiara.

Reazioni in paese: tra sorpresa e discussione

L’episodio non è passato inosservato. In paese, nelle ore successive, il tema è diventato oggetto di confronto tra i fedeli e non solo. A sorprendere non è tanto l’espressione di un’opinione, pienamente legittima in un contesto democratico, quanto il contesto e le modalità. La figura del parroco, tradizionalmente punto di riferimento spirituale e comunitario, raramente si espone in modo così diretto su questioni politiche contemporanee, soprattutto in momenti delicati come quello del voto. Se è noto che storicamente il clero abbia avuto un ruolo di influenza, questo è spesso avvenuto in forme più sfumate e meno esplicite. Proprio questa chiarezza, unita alla coincidenza con il giorno del silenzio elettorale, ha contribuito ad alimentare il dibattito. Un episodio che, al di là delle eventuali conseguenze formali, apre una riflessione più ampia sul rapporto tra guida spirituale, libertà di espressione e rispetto delle regole democratiche.