Una vera folla, e non poteva essere altrimenti, ha dato stamattina l’ultimo saluto a Fabio Saladdino di 38 anni e a sua suocera Adele Villa, di 73, vittime della tragedia di Caravaggio. I funerali sono stati celebrati insieme nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cernusco sul Naviglio dove entrambi vivevano.
I funerali di Fabio Saladdino e Adele Villa
Nel giorno della Festa del papà, due bambine hanno dovuto dire addio per sempre al loro padre e alla loro nonna. I due feretri sono stati posti uno accanto all’altra, davanti all’altare. Genero e suocera uniti da un destino crudele che ha trasformato quello che doveva essere un momento di allegria familiare in una tragedia assurda e infinita che spezza il cuore e il fiato. La mamma Silvia Goretti e le due bambine, pur ferite, si sono salvate. La donna, straziata dal dolore e ancora con il collarino, ha preso parte alla cerimonia funebre.
“Il nostro cuore grida giustizia”
Toccanti le parole del parroco don Luciano Capra nell’omelia che ha interpretato i sentimenti di tutti e dei familiari in particolare. Così riporta Primalamartesana, che ha seguito la cerimonia.
“C’è pure un sentimento che oggi urla dentro di noi, forse più forte del dolore, il risentimento e la rabbia. Un destino spezzato per una disattenzione, per una colpa che ha trasformato una strada in un calvario – ha detto – Oltre a questo il nostro cuore grida anche giustizia, ed è un grido legittimo perché Dio è un Dio di giustizia, non di indifferenza. Chiedere giustizia non significa cercare vendetta, significa affermare che la vita è sacra. La giustizia degli uomini farà il suo corso ed è necessario che lo faccia, perché la verità sia detta e le responsabilità siano assunte”.