Scuola

Dalle parole ai sapori: alla primaria Capitanio di Calcio la festa della Lingua Madre

Una giornata di incontri, tradizioni e condivisione per celebrare il valore delle differenze e costruire comunità

Dalle parole ai sapori: alla primaria Capitanio di Calcio la festa della Lingua Madre

Nel pomeriggio di mercoledì 5 marzo, alla scuola Primaria S. B. Capitanio della Fondazione Vescovi di Calcio, si è svolta una significativa celebrazione della Giornata della Lingua Madre, trasformata in un’occasione concreta di incontro tra culture diverse.

Un saluto che unisce

L’iniziativa, intitolata “Buongiorno a tutti”, è nata grazie a un lavoro di rete che ha coinvolto le famiglie della scuola dell’infanzia e della primaria, insieme alle partecipanti al corso di alfabetizzazione. Un percorso condiviso che ha portato alla partecipazione di circa trenta persone, unite dal desiderio di raccontarsi e conoscersi. Il momento iniziale è stato dedicato ai saluti nelle diverse lingue: un gesto semplice, quotidiano, che si è trasformato in simbolo potente di riconoscimento reciproco. Ogni “buongiorno” pronunciato ha rappresentato una porta aperta verso l’altro, un primo passo verso la relazione.

Culture in dialogo tra tradizioni e sapori

Sono state nove le nazionalità rappresentate durante il pomeriggio, ognuna delle quali ha portato un frammento della propria identità culturale. Danze, abiti tradizionali, oggetti simbolici e piatti tipici hanno animato l’incontro, offrendo ai bambini e alle famiglie un’esperienza ricca e coinvolgente. Attraverso questi elementi, ogni partecipante ha avuto l’opportunità di raccontare la propria storia, creando un dialogo autentico tra tradizioni diverse. Il cibo, in particolare, ha rappresentato un linguaggio universale capace di unire, suscitare curiosità e favorire la condivisione. In questo clima di apertura e partecipazione, le differenze si sono trasformate in risorsa, diventando occasione di scoperta e arricchimento reciproco.

La lingua come ponte tra persone

Il tema del saluto ha guidato l’intero evento, sottolineando il valore educativo dei gesti quotidiani. Salutare, infatti, non è solo una forma di cortesia, ma un atto che riconosce l’altro e apre alla relazione. È un’abitudine che si apprende fin da piccoli, osservando gli adulti e imparando che anche nei gesti più semplici si costruisce il senso di comunità. La lingua, custode della cultura di ogni popolo, si conferma così uno strumento fondamentale per creare connessioni: un ponte tra passato e futuro, tra identità diverse che possono incontrarsi e dialogare. Con questa iniziativa, la scuola ha voluto valorizzare le differenze e, allo stesso tempo, mettere in luce ciò che unisce le persone. Un messaggio semplice ma profondo ha accompagnato la conclusione della giornata: anche un piccolo gesto, come un saluto, può essere l’inizio di una comunità.